Milano città: marzo 2020 decessi di residenti 2155; marzo 2019 decessi 1224, marzo 2018 decessi 1206.

Finalmente, grazie all’insistenza di Radio Popolare, che giorno dopo giorno chiedeva i dati dei morti nel capoluogo lombardo, oggi l’amministrazione ha dovuto dare una risposta.

L’aumento dei decessi nel mese di marzo tra il 2019 e il 2020 è del 76%; gran parte di questi decessi si sono verificati negli ultimi 10gg di marzo e in questo periodo sono “più che raddoppiati tra gli ospiti delle Rsa cittadine e nelle abitazioni private” ha dichiarato l’assessora ai Servizi civili del Comune Roberta Cocco.

Esattamente quello che stiamo ripetendo da giorni: stanno lasciando morire come mosche i nostri anziani nelle RSA, trasformate in luoghi di morte e abbandonati nelle loro case. Altro che la favola che la regione Lombardia ci racconta ogni giorno: sono diminuiti gli accessi ai Pronto Soccorsi e i ricoveri nei dipartimenti d’emergenza segno che le cose stanno migliorando. Diminuiscono gli accessi e i ricoveri perché nessuno li porta in ospedale.

Questa strage non può continuare. Gli anziani che non stanno bene, tutti, compresi quelli ricoverati in RSA, devono essere sottoposti a tampone: curati quelli risultati positivi e tutelati, con le precauzioni necessarie, coloro che sono risultati negativi. E il personale che lavora nelle RSA ha il diritto di essere tutelato nella sua incolumità senza rischare la vita

Le parole, lo sdegno, la commozione non sono più sufficienti. Ora tocca alla Procura aprire un’inchiesta, di fronte a questa situazione e ai bollettini di morte che giungono dalle RSA di ogni parte d’Italia.  non è necessario aspettare che qualche parente disperato presenti una denuncia. Va aperta un’inchiesta cominciando, come primo passo, da un’indagine su quello che è avvenuto e che sta accadendo nelle RSA.

Come è accaduto in altri momenti storici, quando la Procura di Milano si è mossa molti magistrati ne hanno seguito l’esempio in ogni parte d’Italia. Allora l’avversario era la corruzione, ora sotto accusa c’è il disprezzo della vita umana dei più deboli.

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