Il Comitato promotore del Referendum per la Sanità Pubblica in Lombardia cambia nome, ma non obiettivo. Dal 1° marzo “La Lombardia SiCura” raccoglierà le firme, online e nelle piazze, da allegare alla petizione che verrà presentata in Regione Lombardia.

Il Comitato promotore del Referendum per la Sanità Pubblica, fondato da Medicina Democratica, Osservatorio Salute, SPI CGIL Lombardia, Arci Lombardia e ACLI Milanesi, cambia look per continuare la battaglia per dare voce ai cittadini lombardi in materia di sanità pubblica.

E così, dopo l’immotivata bocciatura del Referendum lo scorso settembre e il ricorso attualmente in itinere al Tribunale di Milano, il 2024 si apre con una nuova stagione di mobilitazione.

Sono cinque, in particolare, i punti che riassumono le richieste di associazioni e sindacato, con l’adesione delle forze politiche di opposizione in Regione e sui quali dal 1° marzo partirà la raccolta di firme.:

  1. Centro unico di Prenotazione: istituzione da parte della Regione entro il 30/6/2024 di un CUP, che dovrà disporre delle agende di tutte le strutture, pubbliche e private contrattualizzate, e di ogni specialità; sospensione dei contratti con quelle aziende private che si rifiutano di consegnare le agende al CUP.
  2. Abbattimento delle liste d’attesa attraverso un periodico controllo, da parte di Regione e Ats, sulle strutture pubbliche e private accreditate, per verificare che non siano chiuse le agende, la corretta gestione dei fondi destinati all’abbattimento delle liste d’attesa e l’assenza di qualunque pratica finalizzata a trasferire la richiesta del cittadino/a dal pubblico al privato.
  3. Medici a gettone (non dipendenti): rispetto rigoroso della legislazione e delle delibere che prevedono la soppressione della pratica del medico a gettone, stabilizzazione a tempo indeterminato del personale sanitario precario e assunzione di medici, infermieri e ostetriche.
  4. Residenze Sanitarie Assistenziali e anziani: miglioramento dell’insieme dei servizi per anziani con case popolari dignitose, assistenza domiciliare, servizi vicini a casa e piccole residenze comunitarie. Per le persone ospitate nelle RSA e nelle ASP prevedere che la copertura dei costi sanitari sia tutta a carico di Regione, sgravando le rette alle famiglie da qualunque costo sanitario (almeno 50% retta), così come prevedono le leggi sui Livelli di assistenza.
  5. Servizi Territoriali: diffusione e potenziamento dei servizi territoriali dotandoli di tutte le risorse, il personale e le professionalità necessarie alla qualità del loro lavoro, e in particolare: consultori pubblici e servizi dedicati alla tutela della salute sessuale e riproduttiva della donna, servizi di salute mentale, servizi di medicina del lavoro per la riduzione delle malattie professionali e degli infortuni sul lavoro, servizi di prevenzione, sicurezza alimentare e tutela dell’ambiente.

La petizione, che verrà ufficialmente aperta il 1° marzo, sarà consultabile e sottoscrivibile online, sulla piattaforma Change.org. La raccolta di firme avverrà anche attraverso moduli cartacei.

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