Gravissima e anticostituzionale è la dichiarazione rilasciata da Alessio D’Amato, assessore alla sanità della regione Lazio, secondo il quale i NoVax dovrebbero pagarsi il ricovero e le cure.

Il diritto alla cura sancito dalla nostra Costituzione (art. 32) e dal codice deontologico di noi medici è universale, a nessuno può essere negata la gratuità dell’assistenza sanitaria in base a pregresse scelte e/o comportamenti individuali; tutti hanno diritto ad essere curati, a prescindere dalle proprie convinzioni religiose, politiche e culturali, a e prescindere dalla propria condizione economica.

Oltretutto la proposta di D’Amato provocherebbe anche un’enorme e paradossale ingiustizia sociale: infatti il trattamento sanitario salvavita verrebbe garantito unicamente ai NoVax facoltosi creando in tal modo una discriminazione basata sulla disponibilità economica.

Vincolare il diritto alla gratuità della cura ai comportamenti individuali, sarebbe come far pagare le terapie antitumorali ai fumatori.

Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, garante della Costituzione, deve intervenire con grande forza. Mi auguro che il presidente della regione Lazio prenda le distanze dal suo assessore.

Da mesi sono impegnato nella campagna “Nessun profitto sulla pandemia. Diritto alla cura” per superare i brevetti e rendere disponibili il prima possibile e in ogni angolo del mondo i vaccini e continuerò con sempre maggior forza in questo mio impegno. L’obiettivo è sempre e ovunque lo stesso: nessun, per nessun motivo, sia discriminato sull’accesso alle cure sanitarie.

Un’ultima riflessione: non si può un giorno celebrare Gino Strada che operava chiunque, indipendentemente dalla divisa e dalle armi che maneggiava e il giorno dopo fare una graduatoria etica di chi ha diritto alla gratuità delle cure.

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