SABATO 26 OTTOBRE ALLE H.15 A MILANO, DALLA FERMATA DELLA MM PALESTRO, CORTEO IN SOLIDARIETA’ DEL POPOLO CURDO. GLI OBIETTIVI DELLA MANIFESTAZIONE SONO: * BLOCCO DEL COMMERCIO DI ARMI CON LA TURCHIA * RITIRO DEI MILITARI ITALIANI SCHIERATI SUL CONFINE TURCO NELL’OPERAZIONE “ACTIVE FENCE” * L’ISTITUZIONE DI UNA FLY ZONE SU SIRIA DEL NORD E DELL’EST * RIMOZIONE DELLA TURCHIA DALL’ELENCO EUROPEO DEI “PAESI SICURI” * INTERRUZIONE DELLE RELAZIONI FINANZIARIE E DELLE LINEE DI CREDITO DELLE BANCHE ITALIANE, IN PARTICOLARE UNICREDIT E INTESA SAN PAOLO, CON LA TURCHIA.

I CURDI HANNO COMBATTUTO PER IL FUTURO DI TUTTI NOI CONTRO GLI JJHADISTI, HANNO COSTRUITO NEI TERRITORI LIBERATI UNA SOCIETà DEMOCRATICA; E’ NOSTRO DOVERE ORGANIZZARE UNA SOLIDARIETA’ CONCRETA. CHIEDIAMO ALMENO CHE IL NOSTRO GOVERNO NON VENDA PIU’ ARMI ALLA TURCHIA

RAID DELLA TURCHIA IN SIRIA: CHIESTA LA SOSPENSIONE DELL’EXPORT DI ARMI ITALIANE

Fermiamo l’esportazione di armi italiane in Turchia

di Redazione

 4 ore faLa Turchia è uno dei principali clienti dell’industria bellica italiana, con vendite autorizzate per 360 milioni di euro solo nel 2018. Con l’avvio delle operazioni militari in Siria, la Turchia diventa un Paese in stato di conflitto armato, a cui secondo la legge 185/90 non è possibile vendere armi. Vignarca (Rete Italiana Disarmo) si appella al ministro Di Maio: «Chiediamo che tutti questi trasferimenti vengano bloccati»

La Turchia ha avviato una operazione militare contro le forze curde nel nord-est della Siria. Ad confermarlo, su Twitter, lo stesso presidente turco Erdogan, che ha battezzato l’operazione #OperationPeaceSpring. Dinanzi a questa notizia, la Rete Italiana per il Disarmo esprime forte preoccupazione: la Turchia infatti è uno dei principali clienti dell’industria bellica italiana, con vendite autorizzate per 360 milioni di euro solo nel 2018. «Chiediamo con forza al Governo italiano di adoperarsi per fermare un’escalation di conflitto inaccettabile», afferma Francesco Vignarca coordinatore della RID. «In particolare risultano drammatiche le notizie di fonte curda secondo le quali i primi bombardamenti avrebbero colpito anche obiettivi civili».

La Rete Italiana per il Disarmo chiede formalmente al Ministro degli Esteri Luigi Di Maio che vengano sospese con effetto immediato tutte le forniture di armamenti e sistemi militari verso la Turchia, secondo quanto previsto dalla legge 185 del 1990 che impedisce di inviare armi a Paesi in stato di conflitto armato. «Negli ultimi quattro anni l’Italia ha autorizzato forniture militari per 890 milioni di euro alla Turchia e consegnato effettivamente materiale di armamento per 463 milioni di euro», sottolinea Vignarca. In particolare nel 2018 sono state concesse 70 licenze di esportazione definitiva per un controvalore di oltre 360 milioni di euro. Tra i materiali autorizzati: armi o sistemi d’arma di calibro superiore ai 19.7 mm, munizioni, bombe, siluri, arazzi, missili e accessori oltre ad apparecchiature per la direzione del tiro, aeromobili e software. «Mi aspetto che tutti questi trasferimenti vengano bloccati, perché la Legge 185/90 impedisce vendite a Paesi in conflitto».

Giorgio Beretta, analista sull’export di armi per la RID, dichiara «inaccettabile che il nostro Paese, che ha attivamente sostenuto l’impegno delle popolazioni curde di contrasto all’ISIS, continui a inviare sistemi militari alla Turchia che oggi intende occupare militarmente i territori curdi. È giunto il momento che il Parlamento faccia sentire la propria voce chiedendo lo stop alle forniture di sistemi militari di produzione italiana fino a che la situazione non sarà chiarita. L’appartenenza della Turchia alla Nato non può costituire un alibi per non affrontare la questione ed assumere le necessarie decisioni».

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Emergenza umanitaria e sostegno alla resistenzaMezzaluna Rossa Kurdistan Italia Onlus ha attivato una raccolta fondi per sostenere la resistenza curdo-araba contro l’invasione turca del fascista Erdogan e far fronte all’immediata emergenza umanitaria causata dai bombardamenti indiscriminati sui civili.DONAZIONE IMMEDIATA e ILLIMITATA https://bit.ly/2q0dNxh
Coordinate bancarieConto: 1000 / 00132226Intestato a: Mezzaluna Rossa Kurdistan Italia Onlus IBAN: IT63 P033 5901 6001 0000 0132 226
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