A differenza di quanto riportato da fonti giornalistiche il TAR della Lombardia non ha per nulla rigettato i ricorsi contro le delibere sulla cronicità della giunta Maroni, delibere che puntano a privatizzare l’assistenza sanitaria a 3.350.000 cittadini con patologie croniche attraverso la figura del gestore, che dovrebbe sostituire il medico di medicina generale.  (cfr. http://www.ilfattoquotidiano.it/2017/05/15/regione-lombardia-sei-malato-non-chiamare-il-medico-ora-ce-il-gestore/3586471/ )

 

Contro le delibere sono state presentati quattro ricorsi: uno da Medicina Democratica e gli altri tre da altrettanti sindacati medici; tutti e quattro i ricorsi chiedevano di dichiarare anticostituzionale le delibere e nel frattempo, in attesa della decisione, di sospenderle.

Cosa è accaduto.

Nell’udienza del 12 settembre il giudice aveva proposto di calendarizzare l’udienza di merito, quindi quella dove vengono ascoltate le parti e dove viene decisa la causa, nel mese di marzo 2018, una data non utile per fermare subito i disegni della regione Lombardia, ma comunque tutto sommato abbastanza vicina considerando i tempi medi di tali cause. Medicina Democratica si era dichiarata disponibile ad accettare tale data, ma, a nostro parere commettendo un evidente errore, uno dei sindacati medici ha respinto la proposta del giudice e ha insistito chiedendo subito la sospensiva. A quel punto il giudice ha ritirato la sua proposta e si è riservato di decidere sulla sospensiva.

Ieri, 14 settembre, il giudice ha respinto la richiesta di sospensiva, quindi di urgenza, citando tre motivi:

  1. Sia i medici che i pazienti non sono obbligati ad aderire al modello proposto dalla regione, possono continuare ad assistere e ad essere assistiti nelle stesse modalità attuate fino ad oggi, quindi all’interno di quanto previsto dal Servizio Sanitario Nazionale (“il medico di medicina generale può scegliere se aderire o meno al nuovo modello assistenziale; i pazienti sono liberi di scegliere il nuovo modello organizzativo ovvero di continuare con il modello assistenziale pregresso…”)
  2. La regione ha spostato i termini temporali sia per la scelta che devono effettuare i medici, sia per l’individuazione degli erogatori (“con DGR n. 7038 del 3.8.2017 è stato adeguato il termine per la presentazione della manifestazione di interesse da parte dei MMG al 30 settembre 2017, prevedendo che ogni ATS valuti poi la filiera erogativa entro il successivo 30 novembre. Tale mutamento della tempistica – che si comprende alla luce della complessità dell’avvio del nuovo modello – procrastina la messa a regime dello stesso con conseguente assenza di un immediato pregiudizio”)
  3. Il TAR ritiene che la complessità della materia renda necessario un approfondimento del tema e quindi un diverso spazio temporale (“Rilevato che, impregiudicata ogni questione in rito, la complessità delle questioni non si presta ad essere delibata in sede cautelare “)

 

 

 

La situazione attuale

Il TAR ha quindi affermato che la questione è complessa, che richiede tempo e che la sospensiva non è necessaria perché la regione ha procrastinato i tempi e comunque medici e pazienti hanno la possibilità di rifiutare quanto viene proposto loro dalla giunta Maroni.

Ovviamente noi saremmo stati più contenti se il TAR avesse concesso la sospensiva, ma tute le ragioni proposte dai ricorsi restano in campo e il TAR, seppure con tempi più lunghi, dovrà comunque pronunciarsi.

Non solo……il dispositivo del TAR, come già scritto, afferma chiaramente che medici  e cittadini sono liberi di rifiutare la proposta della Regione che inserisce il gestore ecc.ecc. e che tale eventuale rifiuto non può compromettere in alcun modo la prosecuzione dell’assistenza sanitaria (visite, esami, interventi chirurgici ecc.)  nelle medesime modalità realizzatesi fino ad ora cioè attraverso il proprio medico e attraverso quanto previsto dal Servizio Sanitario Nazionale.

Cosa fare

Vengono quindi spazzate via in un solo colpo tutti quei timori fatti girare ad arte che spingevano i medici di medicina generale ad accettare controvoglia di aderire ad un gestore per timore di vedersi altrimenti penalizzati dalla Regione Lombardia e rafforza le ragioni di chi come noi, chiederà ai cittadini lombardi, che nelle prossime settimane riceveranno la lettera delle Regione, di rispondere negativamente alla proposta di aderire alla controriforma Maroni.

Ribadiamo quindi il nostro invito ai medici di medicina generale, che dovranno decidere entro il 30 settembre se aderire ad un gestore o se trasformarsi anch’essi in gestore,  a non aderire continuando invece a difendere la loro professionalità e a seguire i loro pazienti come fatto fino ad ora ed anzi, possibilmente, ancora meglio.

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