http://www.perunaltralombardia.it/viaggio-al-centro-della-salute/

Andrea Di Stefano – Vittorio Agnoletto – Fulvio Aurora

Breve diario delle tappe del nostro viaggio attraverso la Lombardia per verificare lo stato di salute della nostra regione, per raccogliere idee e suggerimenti da trasformare in proposte concrete nella prossima legislatura regionale.

1° tappa: Milano, ospedale S.Paolo, giovedì 7 febbraio. Ai cancelli dell’ospedale ci aspetta un gruppo di lavoratori, alcuni rappresentanti della RSU, attivisti del Comitato Difesa Sanità Pubblica Sud Milano; è presente un banchetto della lista “Etico a sinistra”, sulla cancellata gli striscion ei cartelli delle varie sigle sindacali. Molti cittadini mentre entrano ed escono dall’ospedale si fermano a parlare con noi: è un susseguirsi di segnalazioni, lamentele ma anche di speranze: forse questa volta veramente si può voltare pagina al Pirellone. Riassumiamo brevemente le principali osservazioni/suggerimenti raccolti:

– trasferimento del centro d’eccellenza per “la cura dell’autismo” nella nuova sede di via Ovada. Le amministrazioni precedenti hanno più volte inaugurato, in prossimità delle elezioni la nuova sede, ma il centro è situato tutt’ora presso la sede di via Vallarsa, dove opera in condizioni di assoluta precarietà anche dal punto di vista igienico, a farne le spese sono sia gli utenti che i lavoratori. – apertura del reparto di neuropsichiatria infantile anche per le degenze, attualmente funziona unicamente come day-hospital – recupero dei posti di lavoro tagliati: negli ultimi tre mesi sono stati licenziati 60 precari e le promesse assunzioni non vi sono state. – discussione trasparente sulla gestione economica dell’ospedale: nell’ultimo anno la regione ha tagliato 1 milione di Euro e la direzione fa ricadere questi tagli sul personale (tagli degl’incentivi) e sull’utenza (peggioramento dei servizi); mentre dovrebbero essere tagliate le consulenze e l’esternalizzazione dei servizi che spesso coincide con un peggioramento degli stessi – modifica dell’attuale organizzazione dell “intramoenia” , l’attività privata svolta dai medici all’interno dell’ospedale: attualmente il risultato concreto è un peggioramento del servizio pubblico, ad esempio per l’impegno di personale infermieristico nell’attività privata senza che questo venga rimpiazzato, in quegli orari, nel servizio pubblico. – abbattimento delle liste di attesa: dovrebbero almeno essere rispettati i tempi massimi di attesa previsti dai regolamenti regionali. – necessità di svolgere un’indagine sull’applicazione della legge 194 per la tutela della maternità: nel rispetto della Costituzione e della legge deve essere possibile eseguire l’interruzione volontaria di gravidanza (IVG) in qualunque struttura pubblica, l’eventuale obiezione di coscienza del singolo medico non può mai comportare l’indisponibilità dell’intera struttura a praticare l’IVG. – sono stati forniti molti suggerimenti ed idee per venire incontro alle esigenze della popolazione anziana anche non solo in riferimento alla condizione di salute: alcuni cittadini, partendo dalla propria esperienza diretta, hanno auspicato un rilancio dell’esperienza dei “Custodi sociali” degli stabili popolari. Figure disponibili a fornire nel caseggiato un aiuto alle persone in difficoltà nei compiti quotidiani: Un’esperienza significativa realizzatasi in via Tomei nel recente passato e poi soppressa,ci è stata raccontata da una cittadina; questo progetto dipendeva dal Comune di Milano ma sarebbe utile ripensarne non solo un rilancio ma una sua collocazione all’interno di un programma regionale.

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