MOTIVAZIONI SENTENZA DIAZ: LE RESPONSABILITA’ DI DE GENNARO LO RENDONO INCOMPATIBILE CON L’INCARICO DI GOVERNO.

Milano,  2 ottobre 2012.  Le motivazioni della sentenza Diaz sono di estrema importanza. Infatti: stabiliscono definitivamente che l’assalto alla scuola fu totalmente immotivato e avvenne in assenza di qualunque provocazione; individuano precise responsabilità in tutta la catena di comando, dai dirigenti presenti davanti alla scuola fino ai vertici nazionali della polizia, senza nessuna esclusione, cancellando così qualunque tentativo di relegare le responsabilità delle violenze a qualche singola “mela marcia”.

Ma il punto più importante delle motivazioni oggi depositate è l’esplicito coinvolgimento di De Gennaro nelle responsabilità della notte cilena; infatti secondo la Cassazione l’ordine di De Gennaro di procedere ad arresti di massa prevalse sulla necessità di rispettare la legalità durante la perquisizione. De Gennaro non è stato condannato perché non era imputato in questo processo, ma, dopo quanto ha scritto la Cassazione, la sua permanenza nel governo Monti come sottosegretario alla sicurezza è incompatibile con la lealtà democratica e il rispetto della Costituzione che deve avere chi è chiamato a ricoprire ruoli di tale responsabilità. Mi auguro che ci sia qualche parlamentare che abbia un sussulto di dignità e ne chieda le immediate dimissioni.

Il coinvolgimento di De Gennaro da parte della Corte di Cassazione apre anche un’altra questione di enorme importanza: è impensabile che il capo della polizia di allora abbia potuto assumere simili decisioni senza il coinvolgimento, o almeno senza aver informato il governo nelle figure del Presidente del Consiglio e del ministro dell’Interno, nelle persone di Berlusconi e Scajola che dovrebbero essere chiamati pubblicamente a rispondere delle loro responsabilità.

Le motivazioni della sentenza restituiscono dignità e speranza ad una generazione e a centinaia di migliaia di giovani che, andati a Genova per manifestare per un mondo migliore sono stati prima stritolati dalla violenza dello stato e poi criminalizzati come se fossero dei delinquenti.

Vittorio Agnoletto portavoce del GSF – Genoa Social Forum- nel luglio 2001.

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