La nomina di De Gennaro a sottosegretario alla presidenza del Consiglio e a capo dell’Autorità delegata per la sicurezza della Repubblica rappresenta il massimo insulto che poteva essere rivolto allo stato di diritto del quale ormai in questo Paese non resta più nulla. Affidare la sicurezza dello Stato a chi ha la responsabilità apicale delle violenze commesse dalle forze dell’ordine a Genova nel 2001 è anche un messaggio chiaro a tutti coloro che in questi giorni e nei prossimi mesi manifesteranno la loro opposizione alle scelte del governo Monti: attenti, Genova docet!

Non solo: questa ennesima promozione avviene esattamente ad un mese dall’atteso pronunciamento della Cassaazione sulla macelleria italiana avvenuta alla scuola Diaz, la Corte infatti si riunirà proprio l’11 giugno:provate ad immaginare quale messaggio è arrivato oggi ai magistrati che dovranno giudicare.

Appena la nomina è diventata di dominio pubblico il primo a complimentarsi è stato D’Alema, presidente del Copasir.  Si ripete la stessa logica bipartisan che impedì l’istituzione della commissione d’inchiesta.

Forse ora apparirà anche più chiaro perché sul libro che ho scritto con Lorenzo Guadagnucci e sullo spettacolo con il quale sto girando l’Italia (entrambi intitolati l’Eclisse della democrazia) si è abbattuta una censura totale a 360°.

Ma non dobbiamo mai scoraggiarci di denunciare l’ennesimo strangolamento di quella che una volta era, anche se fortemente imperfetta, una democrazia. Non dobbiamo tacere.Abbiamo un’enorme responsabilità.

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