Alcune riflessioni su quanto accaduto il 15 ottobre. Riflessioni brevi, ma necessarie, dopo aver smaltito, almeno parzialmente, la rabbia per aver visto oscurate le nostre ragioni dall’azione di alcune centinaia di incappucciati.

  1. Gli incidenti che si sono verificati a Roma non devono oscurare l’enorme successo di partecipazione: la manifestazione di Roma è stata la più grande delle mobilitazioni realizzatesi in tutto il mondo nella giornata di ieri.
  2. Il movimento che ha riempito ieri le strade di Roma, a differenza di quanto sostenuto, prima e dopo la manifestazione, da alcuni rappresentanti politici, è un movimento competente con obiettivi precisi: il rifiuto del diktat della BCE e di una politica fondata sui tagli alle politiche sociali, alla scuola e all’università, sul sostegno alle grandi banche e sull’ulteriore  privatizzazione dei servizi; la proposta di una tassazione delle rendite,dei grandi patrimoni e delle transazioni finanziarie speculative; l’istituzione di un reddito di cittadinanza, la cancellazioni delle leggi che legittimano indecenti condizioni di lavoro precario,una politica economica con al centro finanziamenti finalizzati alla costruzione di nuovi posti di lavoro e il contemporaneo taglio delle spese militari, come i 15 miliardi di euro destinati agli aerei F35 sono solo alcuni degli esempi delle nostre ragioni.Abbiamo già ottenuto risultati importanti come la vittoria referendaria in difesa dell’acqua pubblica e siamo impegnati a contrastare il tentativo del governo di proporre provvedimenti in contrasto con il risultato referendario.
  3. Alcune centinaia di persone con pratiche violente, in contrasto con l’appello che indiceva la manifestazione, hanno reso impossibile il regolare svolgimento del corteo. In più occasioni da parte dei partecipanti alla manifestazione vi è stata un’immediata e decisa reazione contro i gruppi di “incappucciati” ed in alcuni casi si è giunti ad un vero e proprio scontro fisico ed un manifestante ci ha rimesso perfino due ditta. La condanna nei confronti di chi ha cercato di espropriare il movimento delle proprie scelte è netta.
  4. Non è credibile che, in una città presidiata da migliaia di poliziotti, centinaia di “incappucciati” armati di bombe carta e di strumenti offensivi possano arrivare tranquillamente a Roma, girare per il centro e raggiungere i luoghi di concentramento del corteo. I vertici della polizia, e degli apparati dello stato, nonché il ministero dell’Interno li hanno lasciati fare con l’obiettivo di delegittimare tutto il movimento. Gravissima è stata anche  la scelta di caricare  manifestanti pacifici, come ad esempio è avvenuto in piazza S.Giovanni, con blindati lanciati a velocità folle contro migliaia di giovani.  Fino a quando ai vertici della polizia e dei servizi segreti vi saranno i responsabili del G8 2001 di Genova, è difficile pensare  che la gestione dell’ordine pubblico possa avvenire nel rispetto della Costituzione.
  5. E’ necessario fare ogni sforzo possibile per rilanciare le ragioni di quanti sono venuti a Roma aderendo all’appello internazionale degli indignados e del “comitato 15 ottobre”. Avevamo ragione dieci anni fa’ a Porto Alegre e a Genova, abbiamo ragione oggi. Ma il tempo davanti a noi ora è molto più breve. La crisi è ben lungi dall’essere superata, le condizioni di vita di milioni di persone peggiorano ogni giorno e un’intera generazione non può immaginarsi alcun futuro e rischia di essere abbandonata a se stessa.                                                              La disperazione e l’esasperazione di migliaia di giovani è anche il segno tangibile dell’incapacità della politica, compresa quella di sinistra, nell’ offrire risposte credibili e concrete.

Abbiamo di fronte a noi una grande responsabilità.

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