Nel 2006 il 30% delle operazioni sui mercati finanziari erano eseguite da algoritmi di computer senza alcun intervento umano. Nel 2009 queste operazioni, che si concludono spesso in millesimi di secondo e che non hanno alcun rapporto con l’economia reale, sono  aumentate al 60% del totale.

Già nel 1998 il Regno Unito costruiva un quarto della sua ricchezza con l’attività della City.

L’import-export di beni e servizi nel mondo è stimato intorno ai 15.000 miliardi di dollari l’anno. Il mercato delle valute ha superato i 4.000 miliardi al giorno: circolano più soldi in quattro giorni sui mercati finanziari che in un anno nell’economia reale, come dire che oltre il 90% degli scambi valutari è pura speculazione.

Il sistema finanziario sviluppatosi inizialmente come mediatore tra il mondo produttivo e l’apparato statale ha nei fatti assunto su di sé la direzione dello stato.

La Tassazione delle transazioni finanziarie – dieci anni fa Tobin Tax- è un granello di sabbia, ma potenzialmente molto utile.

Nel 2001 a Genova fu una delle prinicpali proposte del movimento, deriso da destra e ignorato dalla maggioranza del  centrosinistra.

Qualche anno fa la proposta della Tobin Tax fu bocciata dal parlamento europeo per 1 solo voto, ed in Italia furono raccolte centinaia di migliaia di firme per una legge d’iniziativa popolare, rimasta in un cassetto.

Allego il link ad un articolo uscito su repubblica.it interessante, per certi aspetti didattico, condivisibile, tranne che nell’ultimo capoverso dove sostiene che siamo tutti dalla stessa parte: sappiamo che non è così, per alcuni questa crisi costituisce un ennesimo grande affare…ma vale comunque la pena dileggerlo.

http://www.repubblica.it/economia/2011/08/17/news/serve_la_sabbia_negli_ingranaggi_il_ritorno_benedetto_della_tobin_tax-20537968/?ref=HREA-1

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