Scorrendo le agenzie in queste ore si coglie un attivismo sfrenato di tutti gruppi parlamentari desiderosi di mettere subito a disposizione le basi militari  italiane per l’offensiva contro la Libia.
La Russa non sta nella pelle all’idea di tornare in Libia, Bocchino chiede per l’Italia il comando della coalizione militare, il resto dell’opposizione si accoda.
Parlano di difesa dei diritti umani e intanto mandano le navi al largo delle coste libiche per impedire a chi fugge dalla guerra e dalla dittatura di trarsi in salvo; parlano di democrazia e facevano a gara fino a ieri a baciare Gheddafi e a trattare accordi economici per le loro aziende.
Come per il Kosovo, l’Iraq e l’Afghanistan tutte le ragioni sono buone pur di controllare le risorse energetiche.
Tacciono sulle stragi che i loro stessi alleati, in questi precisi momenti stanno facendo contro altri giovani in diversi paesi mediorientali, basta vedere il comportamento dell’Arabia Suadita o quello che avviene in Yemen. 41 morti nelle ultime ore.
Eppure quei giovani uccisi sono i fratelli dei giovani libici che si battono contro Gheddafi….ma lì il petrolio è in mani sicure, di regimi alleati di ferro con l’occidente, che quindi vanno lasciati agire senza disturbarli. Anche se fanno stragi.
Siamo sempre stati, come movimento pacifista, a fianco dei giovani maghrebini nella loro lotta contro le dittature e i regimi autoritari e non c’è dubbio che quello di Gheddafi lo sia.
Siamo stati al fianco di quei giovani anche quando i nostri governanti fornivano ai dittatori le armi per massacrarli.
Siamo al loro fianco anche ora “senza se e senza ma”; per questo abbiamo chiesto da tempo la rottura dell’accordo (anche militare !!) tra Italia e Libia, per questo abbiamo chiesto il blocco dei beni libici all’estero, l’interruzione degli accordi commerciali, l’isolamento politico immediato di Gheddafi, l’invio di aiuti umanitari immediati attraverso l’ONU e l’Unione Africana, l’accoglienza dei migranti, il supporto di cibo e di beni di prima necessità ai movimenti libici in rivolta…..
I governi se ne sono ampiamente fregati di tutto questo, non hanno fatto nulla, ed ora il rischio è di assistere ad un’ennesima guerra con l’alto rischio che, “per il bene della popolazione”,  si trasformi in un occupazione di territorio e in un protettorato su una parte, quella più ricca di petrolio, della Libia.

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