La richiesta di Berlusconi di sanzionare in modo più forte i consumatori è in totale contrasto con la posizione dell’Unione Europea, che ha invitato in più occasione, esplicitamente, i governi a distinguere le politiche verso i consumatori, che devono essere improntate all’assistenza sociale e sanitaria, da quelle verso i narcotrafficanti, che devono essere contrassegnate da forti misure repressive.
L’UE pone inoltre al centro delle politiche verso i consumatori le strategie di riduzione del danno che sono l’opposto della repressione auspicata da Berlusconi. Già in occasione dell’ultima conferenza mondiale sulle droghe, organizzata dall’UNODC (l’Agenzia delle Nazioni Unite per la lotta alle droghe e al crimine organizzato, nel marzo del 2009, la posizione italiana di contrapposizione alla riduzione del danno era risultata isolata dalle scelte di tutti gli altri paesi UE.
La posizione di Berlusconi inoltre è estremamente rischiosa da un punto di vista sanitario perché è ormai accertato da decine di ricerche scientifiche che la repressione dei tossicodipendenti spinge costoro a nascondersi, a evitare i contatti con i servizi soci-sanitari e quindi favorisce la diffusione di patologie infettive come l’AIDS.
Infatti, proprio per questa ragione la Conferenza Mondiale sull’AIDS che si è svolta lo scorso luglio si è aperta con una solenne “Dichiarazione di Vienna” sottoscritta da decine di società scientifiche internazionali e da numerosissimi governi  proprio contro la punibilità dei tossicodipendenti.

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