– VITTORIO DALLA CONFERENZA SULL’AIDS, NEWS N.1 – A Vienna esplode il caso Italia, Paese moroso, negligente scientificamente, in contrasto con l’Ue e desaparecidos. Un caso a livello internazionale ed anche europeo.

Perfino Bill Clinton dal palco della conferenza ha lanciato un appello ai Paesi che non stanno mantenendo le proprie promesse nei confronti del Fondo Globale per la lotta all’Aids, malaria e Tbc; e il primo imputato (non citato dal palco per ovvie ragioni diplomatiche, ma da tutti conosciuto e citato nelle sale della Conferenza) è proprio l’Italia che non ha versato né i 130 milioni di euro del 2009, né i 130 del 2010 e tanto meno i 30 milioni aggiuntivi che Berlusconi aveva promesso durante il  G8 a l’Aquila, arrivando quindi ad un debito totale di 290 milioni di euro. Con questa cifra il Fondo potrebbe garantire le terapie e quindi salvare migliaia di persone.

Se si considera che l’annuncio della nascita del  Fondo avvenne proprio in Italia nel 2001 e che il presidente del Consiglio non ha perso occasione, nei vertici internazionali, per dichiarare che l’Italia avrebbe triplicato il proprio contributo, si comprende perché la credibilità scientifica del nostro Paese è precipitata così in basso.

Purtroppo l’isolamento dell’Italia – dichiara, in una pausa della conferenza, Vittorio Agnoletto, medico, già fondatore della Lila –  è totale anche sul piano scientifico: l’Italia non ha firmato la “Dichiarazione di Vienna”, il documento ufficiale della conferenza, con il quale si condannano le politiche proibizionista verso i tossicodipendenti, politiche indicate come uno dei fattori che facilitano maggiormente la diffusione del virus Hiv.

Ma il nostro governo è isolato anche in Europa: infatti, nonostante l’appello lanciato da Vienna ieri da John Dalli, commissario Europeo per la Tutela della salute e dei consumatori, il nostro Paese non sostiene, anzi contrasta fortemente, le politiche di riduzione del danno verso i tossicodipendenti, altro caposaldo delle strategie internazionali nella lotta all’Aids.

Alle 18 la ministra della salute francese Roselyne Bachelot Narquine, di un governo simile per colore politico a quello italiano, terrà a Vienna una conferenza stampa per illustrare l’impegno del suo Paese nella lotta all’Aids; l’Italia, a differenza degli altri Paesi di ogni parte del mondo, non è presente con alcuna delegazione istituzionale e non ha nemmeno inviato un funzionario a gestire un banchetto dove distribuire il materiale prodotto per le campagne di prevenzione. Forse pensando di risolvere in tal modo l’imbarazzo per la totale assenza di qualunque iniziativa preventiva negli ultimi anni

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