Ho apprezzato l’articolo di Francesco Merlo “Quei ragazzi picchiati per la loro innocenza”;  condivido sia la preoccupazione  per il ripetersi di atti di violenze da parte delle forze dell’ordine contro ragazzi innocenti, sia l’ammonimento ad evitare condanne generalizzate verso tutta la polizia. Ma non condivido assolutamente il giudizio di Merlo sui fatti di Genova 2001. Come può scrivere di “abusi e violenze (si riferisce alle forze dell’ordine) che rimasero comunque isolati”? A Genova le violenze delle forze dell’ordine sono state generalizzate: oltre all’assalto notturno alla scuola Diaz, oltre alle torture nella caserma di Bolzaneto, così definite dagli stessi magistrati, sono numerosissimi gli episodi di piazza dove singoli pacifici manifestanti sono stati pestati violentemente senza alcun motivo. Tutti questi fatti sono ampiamente documentati nelle sentenze dei magistrati: diversi poliziotti sono stati riconosciuti colpevoli e lo Stato è stato condannato a risarcire le vittime. Proprio a Genova “avrebbe dovuto essere la polizia a fermare la polizia”, ma purtroppo questo non è avvenuto. Anzi, come hanno scritto i magistrati, in questo caso l’omertà è stata assoluta.

Vittorio Agnoletto ex portavoce del GSF (Genoa Social Forum) nel luglio 2001 a Genova

NdR Questa  è la lettera che ho inviato a Repubblica venerdì 14 e che è stata pubblicata (parzialmente) nella rubrica lettere domenica 16 maggio.

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