Durante la campagna elettorale avevo più volte dichiarato che la candidatura di Penati non aveva l’obiettivo di cercare di sconfiggere la destra; ma che l’obiettivo vero era quello di collocare il candidato presidente del PD in un ruolo istituzionale, dove fosse dispensato dal dover condurre una vera opposizione alla giunta PDL-LEGA-CL, e nello stesso tempo fosse sufficientemente vicino al presidente della regione per poter, all’occorrenza, senza troppa difficoltà, raggiungerlo nel caso fosse necessaria qualche discussione bipartisan sulla gestione degli enormi finanziamenti in arrivo per l’Expo.

Ed ecco che, a meno di due mesi dalle elezioni, questa mia previsione si è prontamente realizzata.

Penati si è sistemato sullo scranno di vicepresidente del consiglio regionale (come tra l’altro avevano previsto, già in campagna elettorale, alcuni dirigenti del PDL), non guiderà quindi il maggior gruppo d’opposizione in consiglio, ma avrà facilità di frequentazione con “il celeste” in uno spirito di collaborazione bipartisan, come ha subito dichiarato, appena eletto vicepresidente, lo stesso ex candidato alla presidenza del PD.

Ovviamente avrà a sua disposizione le strutture e i funzionari previsti dal suo ruolo istituzionale, ben maggiori di quelle, già più che abbondanti, a disposizione di un singolo consigliere.

Ma pare che anche tutto ciò non sia sufficiente e che  il “nostro” stia pensando, annuncia qualche quotidiano, di costituire un gruppo consigliare autonomo dal suo partito, potendo così aumentare ulteriormente le risorse a sua disposizione. Ovviamente si tratterebbe sempre di soldi pubblici; ma di questo Penati non sembra preoccuparsi. Tantomeno se ne preoccupa la destra, anzi pronta a seguirne l’esempio in un’ulteriore sperpero di risorse pubbliche, in totale spirito bipartisan.

Se “il buon giorno si vede dal mattino” temo che nei prossimi cinque anni ben poca speranza ci sarà di trovare in consiglio regionale un’opposizione degna di questo nome, desiderosa di opporsi realmente alle politiche speculative e di saccheggio ambientale portate avanti dalla giunta Formigoni.

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