Lavori in corso – Osservatorio Europa –

184.000.000 di euro: tanto ha speso l’Italia per acquistare 24 milioni di dosi di vaccino contro l’influenza A, dei quali ne sono stati somministrati solo 850mila. Ora “uno dei piu’ grandi scandali sanitari del secolo”, cosi’ come ‘ stato definito dal presidente della commissione Sanità del Consiglio d’Europa, Wolfang Wodarg, e’ oggetto della richiesta da parte del Parlamento europeo dell’istituzione di una commissione parlamentare d’inchiesta ad hoc. “La gestione dell’influenza A in seno agli Stati membri – si legge nel comunicato ufficiale degli eurodeputati – ha seriamente compromesso la fiducia e la credibilita’ delle istituzioni europee”. Secondo I dati pubblicati dal Centro europeo di prevenzione e controllo delle malattie, I decessi dovuti all’influenza H1N1 in Europa sono stati 1528 dal momento in cui l’Oms ha classificato il fenomeno come pandemia, nel giugno 2009. Prima di allora, si contano in media 40mila morti ogni anno e fino a 220mila decessi in caso di virus influenzali stagionali particolarmente resistenti: dunque un numero relativamente basso, certamente non corrispondente all’allarme creatosi su questa malattia.
“Perchè – chiedono ancora i parlamentari europei – la Commissione Ue e/o le istituzioni sanitarie comunitarie non hanno chiesto agli Stati membri una risposta proporzionata alla debole virulenza dell’influenza H1N1, riconosciuta a livello internazionale? Perche’ ai media non sono state date in tempo utile informazioni precise ed efficaci sulla reale pericolosita’ del virus, disponibili da giugno 2009?”.
La vicenda, come ricorderete, ha avuto risvolti se possibile ancora meno chiari nel nostro Paese.
Il governo italiano, all’epoca dell’allarme, firmo’ con la Novartis un accordo capestro – del quale per mesi non e’ stato possibile conoscere I dettagli – per l’acquisto del vaccino: nonostante sia stata utilizzata solo una minima parte delle dosi fornite, il contratto siglato dal governo, e in particolare dall’ex ministro della Sanita’ Maurizio Sacconi (sua moglie e’ direttore generale di Farmindustria…) non prevede alcun rimborso o possibilita’ di restituire I vaccini. Come se non bastasse, l’accordo, sottoscritto in base all’ordinanza n.3275 della Presidenza del Consiglio del 2003, emanata per fronteggiare rischi di terrorismo, attribuisce al Ministero l’onere di indennizzare eventualmente la multinazionale da qualsiasi perdita che l’azienda sia tenuta a risarcire: ovvero, se il prodotto fosse stato dannoso, lo Stato e non l’azienda avrebbe dovuto pagare I danni.
Sul contratto particolarmente favorevole per la Novartis (che intanto ha licenziato diversi dipendenti nella sede di Siena) alcuni parlamentari del centro sinistra hanno chiesto lumi e spiegazioni. Il ministro Fazio, che solo pochi mesi fa in una conferenza stampa trasmessa da tutte le tv parlava dell’allarme e della pandemia rassicurando gli italiani, si e’ visto costretto ad annullare l’ordinativo di metà delle dosi di vaccino e ha dichiarato che il 10 per cento delle dosi acquistate dallo stato italiano verranno donate all’OMS perché le distribuisca nei paesi poveri. Per “giustificare” l’errore ha detto di aver agito “secondo il principio di precauzione”. C’è da augurarsi che la commissione voluta dai parlamentari europei abbia modo di verificare il comportamento dei singoli stati membri e fare luce sull’accaduto. Nel frattempo, milioni di euro dei contribuenti italiani sono stati regalati ad un’azienda farmaceutica ed e’ partita una class action da parte delle associazioni dei consumatori: chi (se qualcuno lo farà..) pagherà per la truffa ai danni dello Stato?

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