Nessun altro Paese avrebbe mai accettato che militari di una nazione alleata arrestassero senza preavviso e senza fornire giustificazioni dei propri concittadini. La situazione pare talmente incredibile che viene da domandarsi se veramente qualcuno, a qualche livello, dei nostri Servizi o del governo italiano non fosse stato precedentemente avvisato…

L’arresto dei tre operatori rappresenta anche l’ennesima dimostrazione della mancanza di qualunque peso politico del nostro governo nella vicenda afgana;  se veramente la Farnesina e il ministero della Difesa italiano non sapevano nulla (versione poco credibile) allora sono stati umiliati e trattati peggio di un vassallo medioevale sia dal governo afgano sia dall’alleato inglese.
Infatti nonostante l’Italia continui a mandare migliaia di giovani  a morire per difendere un governo come quello di Karzai, composto da signori della guerra e da narcotrafficanti, quello stesso governo non avrebbe nemmeno ritenuto di preavvisare l’Italia che stava per arrestare tre connazionali; non solo, nemmeno il governo inglese, alleato nella missione ISAF con quello italiano, avrebbe ritenuto necessario preavvisare Roma che  militari britannici avrebbero partecipato (come dimostrato da un video) all’arresto di alcuni cittadini italiani.
In ambedue i casi i ministri La Russa e Frattini dovrebbero  dimettersi: in un caso per non aver tutelato, pur potendolo fare, dei cittadini italiani impegnati in un’attività di grande valore umanitario, nell’altro per essere stati trattati loro e l’Italia come degli zerbini da nazioni alleate.

Nel 2007 sono stato in Afghanistan ho visto come lavora Emergency, quanto rischiano la vita ogni giorno i suoi operatori per rispettare il giuramento d’Ippocrate: curare chiunque indipendentemente da chi sia e da cosa abbia fatto. Chi conosce Emergency sa che le accuse rivolte ai tre arrestati sono delle montature per liberarsi di un testimone il cui silenzio non si può comprare; Emergency ad esempio ha sempre denunciato le stragi di civili compiute dalle forze occidentali l’ultima delle quali è avvenuta oggi stesso.
Il governo italiano ora deve impegnarsi con tutte le proprie forze per ottenere l’immediata liberazione dei tre arrestati, questa è oggi la priorità assoluta.
Ma non vi è dubbio che, dopo, sarà necessario non solo chiedere l’immediato ritiro delle truppe italiane ma anche le dimissioni di Frattini e La Russa e aprire un’inchiesta sul ruolo dei nostri servizi segreti».

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