(Di Rodolfo Sala)

«Ai cittadini lombardi chiedo un voto che serve oggi per costruire un’opposizione intelligente, e domani un governo di vera alternativa al formigonismo». Lo dice Vittorio Agnoletto, candidato governatore della Federazione della sinistra.

Dunque la «vera» alternativa siete voi…

«Difficile negarlo. Provo a dirlo con le parole di Moni Ovadia, che insieme a Dario Fo, Franca Rame, Margherita Hack, Paolo Rossi e altri è candidato nel mio listino: il programma di Penati è la fotocopia sbiadita di un originale, quello di Formigoni. Vuole un paio di esempi?»

Prego.

«Entrambi pensano che l’Expo sia una grande opportunità per Milano. Così com’è progettato, invece, rischia di diventare la porta d’ingresso della ‘ndrangheta negli appalti e di produrre un saccheggio ambientale fondato sulla speculazione edilizia. Poi l’immigrazione».

Cioè?

«Penati è quello che da presidente della Provincia propose di multare, sulla base del codice della strada, gli islamici che pregavano col tappetino sui marciapiedi».

La cosa più importante di questa sua campagna elettorale?

«L’appoggio ricevuto da parecchi esponenti della cultura democratica milanese e lombarda: persone diverse tra loro e anche distanti dal mio percorso politico, che tuttavia vedono nella mia candidatura una speranza di alternativa. Tra coloro che hanno sottoscritto un appello al voto per me c’è anche Milly Moratti. Con loro, e con tutti gli elettori, io ho assunto un impegno solenne».

Quale?

«Fare di queste elezioni regionali il primo passo per riunificare tutto ciò che c’è a sinistra del Pd e invertire l’andazzo degli ultimi anni, contraddistinti da divisioni e scissioni che non hanno più senso».

I capisaldi della vostra opposizione?

«Innanzitutto difesa della scuola pubblica. Su 61.130 buoni scuola distribuiti nel 2008-2009, 61.125 sono andati a scuole private. Ne hanno usufruito 8.713 famiglie con reddito superiore agli 85mila euro, e altre 265 con reddito tra i 140 e i 200mila euro».

Poi?

«La sanità. In Lombardia più di dieci cliniche private sono sotto inchiesta con l’accusa di aver gonfiato le richieste di rimborso alla Regione. Oltre 80mila cartelle cliniche sono nelle mani dei magistrati. Questa è l’emergenza, ma più in generale Formigoni sta usando le eccellenze sanitarie, che ci sono eccome, per finanziare i privati».

La prima proposta che farà da consigliere regionale?

«Il Pirellone è travolto dalla corruzione del rapporto tra politica e affari, propongo di istituire una commissione sulla trasparenza negli appalti composta per il 50 per cento da rappresentanti della società civile e presieduta da un esponente di Libera, l’associazione anti-mafia di don Ciotti».

Queste elezioni sono a forte rischio di astensionismo: preoccupato?

«In una fase di grandissima crisi economica i ceti più deboli hanno il bisogno assoluto di avere una sponda istituzionale in regione. Se non c’erano i nostri al Pirellone, il prefetto neppure avrebbe aperto un tavolo di confronto Innse. Per questo dico che l’astensionismo è un lusso che a sinistra nessuno si può permettere».

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