Sulla morte del giovane nel campo di via Novara a Milano

Milano 13 marzo 2010 – «Innanzitutto desidero esprimere la mia vicinanza e le mie condoglianze alla famiglia e a tutta la comunità del giovane tredicenne morto nell’incendio di questa notte nel campo di via Novara. La morte del ragazzino è una tragedia che pone ciascuno di noi, ma in particolare chi ricopre ruoli politici e amministrativi  davanti alle proprie responsabilità. Sono passati solo 2 giorni dalle parole pronunciate da Navi Pillay, la commissaria Onu per i diritti umani, dopo la sua visita ai compi rom in Italia: “Per un attimo ho pensato di trovarmi in uno dei più poveri paesi in via di sviluppo e non in un paese tra i più ricchi al mondo… La maggioranza dei rom – ha proseguito la commissaria – non è nomade, molti sono cittadini italiani (ndr o comunque europei) e non vogliono vivere nei campi. Quasi tutti hanno manifestato l’aspirazione di avere una casa e mandare a scuola i figli. Il dramma di questa notte è anche il risultato della totale insensibilità politica e umana di una classe politica che In Italia, come ha dichiarato Navi Pillay, preferisce “affrontare la questione dei rom dal punto di vista della sicurezza più che dell’integrazione, con un eccessivo ricorso a misure repressive come la sorveglianza poliziesca e gli sgomberi forzati”.  A Milano abbiamo purtroppo il campione assoluto di questa politica criticata dall’Onu: credo che De Corato oggi dovrebbe farsi un approfondito esame di coscienza. Da parte nostra continueremo ad impegnarci perché venga attuato quanto richiesto dai rappresentanti dell’Onu e vengano realizzate condizioni di vita degne di un essere umano».

Questo sito utilizza cookie per le proprie funzionalità e per offrirti un migliore servizio. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi