“Non sarò capolista. La mia è una scelta etica. Mi metto a disposizione per far sì che la sinistra in Lombardia possa ancora esistere nelle istituzioni. Dobbiamo utilizzare le Regionali per costruire un polo non contrapposto al Pd ma autonomo culturalmente”.

Vittorio Agnoletto, candidato della Federazione della Sinistra al Pirellone, sceglie Affaritaliani.it per presentare il suo programma: “Basta con la privatizzazione della sanità, impedire le infiltrazioni della mafia nell’Expo, stop ai fondi alle scuole private e massima attenzione alla questione del lavoro”. Penati? “Cerca di trovare un accordo con Formigoni sul business dell’Expo”.

Perché si candida alla presidenza della Lombardia?

“La Federazione della Sinistra ha insistito molto per la mia candidatura. Il motivo principale è molto semplice: mi metto a disposizione per far sì che la sinistra in Lombardia possa ancora esistere nelle istituzioni. Non è possibile che il variegato e spesso litigioso mondo della sinistra abbia come unica possibilità di scelta Penati che non rappresenta un’opposizione a Formigoni. Anzi Penati cerca di trovare un accordo con Formigoni sul business dell’Expo. E poi a mia è una scelta etica”.

Sarebbe a dire?

“La mia candidatura è totalmente disinteressata visto che non sarò capolista. Sarò solo candidato presidente che in base alla legge regionale non ha possibilità di essere eletto in consiglio. Credo che la mia candidatura possa permettere al nostro capolista di arrivare in aula. Penso inoltre che non ci debba essere la politica di professione. Per questo scelgo di non passare dal Parlamento europeo al consiglio regionale. Continuerò a fare il mio lavoro e dal 4 al 13 febbraio sarò in Mozambico per un progetto finanziato dall’Ue per studiare l’impatto disastroso dell’Aids in quel Paese”

Che cosa cambierà con un consigliere della sinistra radicale in aula?

“Se ci sarà un consigliere in più o in meno del Pd non cambierà nulla. Cambierà invece se ci sarà un nostro consigliere: una sorta di vedetta che vigili per esempio sul rischio di infiltrazioni mafiose nell’Expo”

Quale obiettivo si prefigge in termini di voti?

“Da indipendente mi rivolgo non solo alla mia lista ma al popolo della sinistra che fa riferimento a Sinistra e libertà che non capisco come qui accetti la candidatura di Penati imposta da Roma e poi in Puglia sia nostra alleata per sostenere Vendola. Mi rivolgo all’Italia dei Valori: mi chiedo come faccia a votare Penati che vuole rivalutare Craxi. Insomma, dobbiamo utilizzare le Regionali per costruire un polo non contrapposto al Pd ma autonomo culturalmente. Mi rivolgo anche a quei tantissimi cittadini di sinistra schifati dalla politica e che non vanno più a votare”

Con quale programma si presenta?
“Con quattro punti fondamentali. Dico basta alla privatizzazione della sanità: eventi come quelli della Santa Rita non sono casuali, ci sono tantissime cliniche sotto inchiesta perché è mancato un qualunque ruolo di sorveglianza da parte della Regione che anzi ha facilitato il business privato. La sanità Lombardia va modificata”

Secondo punto?
“Non si possono chiudere scuole come il Ghandi e permettere che oltre il 90% dei fondi destinati alla scuola siano dati agli istituiti private indipendentemente dal censo delle famiglie”

Terzo?
“La questione del lavoro: siamo la Regione che ha avuto il calo dell’occupazione più grande degli ultimi 12 mesi. E per fronteggiarla ho sentito solo parole”

Ultimo punto?
“Attenzione all’Expo che porta al saccheggio di Milano: diminuiscono le aree verdi e aumentano quelle edificabili. E poi la politica combinata tra Comune e Regione facilita la penetrazione della mafia, in particolare della ‘ndrangheta negli appalti”.


Daniele Riosa

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