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No global e 5 Stelle un incontro mancato

16 mar

(articolo di Vittorio Agnoletto pubblicato su  “il manifesto” del 15 marzo)

Qualunque tentativo di addebitare la sconfitta storica della sinistra ad altrui “cattiverie”, quali un sistema mediatico che discrimina, è risibile ed evidenzia solo un tentativo di celare le proprie responsabilità. Non è sufficiente dire “non siamo stati capaci di intercettare la crescita del malessere sociale che ha quindi trovato un riferimento nel M5S”. La questione è più complessa.

UN INCONTRO MANCATO, A SINISTRA

All’inizio di questo millennio si è sviluppato il movimento altermondialista, raggiungendo un’ampiezza che non aveva paragoni nella storia recente. Questo movimento non solo ha posto in discussione l’attuale sistema  mondiale fondato sul dominio incontrastato dei mercati e del profitto, ma ha  proposto alternative, ha alfabetizzato la nostra società sui rischi della globalizzazione, ha elaborato e diffuso nuove categorie di pensiero, quali ad esempio i “beni comuni”, ben presto diventate familiari a gran parte della popolazione. Questo movimento – entrato in conflitto con tutte le principali famiglie politiche presenti in Europa, ormai interne al pensiero unico liberista – ha avuto uno dei suoi punti di forza proprio in Italia.

Ma due elementi, in particolare, ne hanno bloccato lo sviluppo:

  1. una feroce repressione che ha obbligato il movimento a modificare le proprie priorità (concentrandosi sulla richiesta di verità e giustizia per i fatti di Genova)  e che ha rotto quella formidabile unità d’intenti che teneva insieme realtà fra loro estremamente differenti;
  2. l’assenza di una sponda politica in grado di trasferire anche sul terreno istituzionale la radicalità delle lotte. (continua…)

CAMBIARE SI PUO’ ! MOZIONE VOTATA IL 22 DICEMBRE IN ASSEMBLEA PLENARIA AL TEATRO QUIRINO A ROMA

24 dic

PRIMA  MOZIONE – Approvata a maggioranza  al termine del dibattito della mattina e sottoposta anche alla votazione telematica:

L’Assemblea di “Cambiare si può”, riunita a Roma il 22 dicembre 2012, ribadisce la necessità – e riconosce ora la possibilità – di “una proposta elettorale autonoma e nuova, anche nel metodo, capace di parlare a un’ampia parte del Paese” così come si prefigura nella convergenza con il “Movimento arancione”, con le espressioni della società civile e con quelle forze politiche che si riconoscono nelle modalità proposte da Antonio Ingroia.Dà mandato ai promotori di proseguire nei tempi più rapidi il confronto sul programma a partire dai punti qualificanti emersi nel dibattito e, in particolare, sulle questioni:1) Della rimessa in discussione del fiscal compact e della contestazione delle politiche di austerità imposte dall’Europa;2) Del rifiuto della logica delle grandi opere a cominciare dal TAV;3) Delle politiche del lavoro e dei relativi diritti;4) Della difesa e rilancio del welfare e della laicità e pubblicità della Scuola e dell’Università;5) Del taglio della spesa militare, della cancellazione delle missioni militari all’estero e della politica della pace;6) Delle politiche di accoglienza e dei diritti dei migranti.

Lanciato l’appello: “CAMBIARE SI PUÒ! Per una presenza elettorale alternativa alle elezioni politiche del 2013″

6 nov

Oggi abbiamo lanciato l’appello “Cambiare si può” con le prime settanta firme di persone provenienti del mondo della cultura, del lavoro, dei movimenti sociali e della società civile.

Il percorso indicato  coincide ampiamente anche con quanto da tempo indicato da De Magistris con il quale è avviata una stretta collaborazione e che ha già pubblicamente apprezzato l’appello. Grande attenzione c’è anche da parte della Fiom. La speranza è che saremo capaci di costruire un percorso credibile, serio, partecipato e includente.

CAMBIARE SI PUÒ! Per una presenza elettorale alternativa alle elezioni politiche del 2013 (continua…)

NON E’ PIU’ TEMPO DI ASPETTARE GODOT

6 ott

Pubblicato su il manifesto oggi 6 ottobre 2012 .

“Vivo tutti i miei giorni aspettando Godot….Ho passato la vita ad aspettare Godot.” La canzone di Lolli descrive bene la situazione attuale della sinistra.“Sono invecchiato aspettando Godot, ho sepolto mio padre aspettando Godot, .” Il rischio è che le nostre speranze si consumino in un’attesa senza fine e quando decideremo di agire  potrebbe essere troppo tardi“..ho incominciato a vivere forte, proprio andando incontro alla morte.” Un suicidio individuale può forse essere anche un atto romantico, ma un processo di autodistruzione collettiva è un atto irresponsabile, le cui conseguenze travalicano gli autori di tale scelta.

La legge elettorale è diventata il signor Godot della sinistra italiana; tutti aspettano, come i due protagonisti della celebre  opera teatrale di Samuel Beckett, quella legge che  “oggi non verrà, ma che verrà domani.” Intanto vi sono milioni di persone che assistono al consumarsi del loro futuro. (continua…)