No global e 5 Stelle un incontro mancato
16 mar
(articolo di Vittorio Agnoletto pubblicato su “il manifesto” del 15 marzo)
Qualunque tentativo di addebitare la sconfitta storica della sinistra ad altrui “cattiverie”, quali un sistema mediatico che discrimina, è risibile ed evidenzia solo un tentativo di celare le proprie responsabilità. Non è sufficiente dire “non siamo stati capaci di intercettare la crescita del malessere sociale che ha quindi trovato un riferimento nel M5S”. La questione è più complessa.
UN INCONTRO MANCATO, A SINISTRA
All’inizio di questo millennio si è sviluppato il movimento altermondialista, raggiungendo un’ampiezza che non aveva paragoni nella storia recente. Questo movimento non solo ha posto in discussione l’attuale sistema mondiale fondato sul dominio incontrastato dei mercati e del profitto, ma ha proposto alternative, ha alfabetizzato la nostra società sui rischi della globalizzazione, ha elaborato e diffuso nuove categorie di pensiero, quali ad esempio i “beni comuni”, ben presto diventate familiari a gran parte della popolazione. Questo movimento – entrato in conflitto con tutte le principali famiglie politiche presenti in Europa, ormai interne al pensiero unico liberista – ha avuto uno dei suoi punti di forza proprio in Italia.
Ma due elementi, in particolare, ne hanno bloccato lo sviluppo:
- una feroce repressione che ha obbligato il movimento a modificare le proprie priorità (concentrandosi sulla richiesta di verità e giustizia per i fatti di Genova) e che ha rotto quella formidabile unità d’intenti che teneva insieme realtà fra loro estremamente differenti;
- l’assenza di una sponda politica in grado di trasferire anche sul terreno istituzionale la radicalità delle lotte. (continua…)


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