Perché il governo italiano tace?

La nostra campagna europea, combinata con innumerevoli altre voci nel mondo, sta dando risultati. Durante il consiglio formale TRIPS della scorsa settimana, è stato raggiunto un accordo per iniziare i negoziati sulla rinuncia ai diritti di proprieà’ intellettuale previsti dagli accordi TRIPS. Un primo passo cruciale. Oggi, questo tema sarà ulteriormente discusso durante la riunione del Consiglio Generale dell’OMC.

Come mostrano i rapporti riservati che filtrano dalle riunioni in corso, gli Stati Uniti starebbero iniziando a dubitare della posizione assunta fino ad ora e non hanno indicato se l’amministrazione Biden intende sostenere i negoziati basati sul testo presentato da India e Sudafrica, ma hanno sostenuto che Washington lavorerà per una soluzione globale.

Sia il Belgio che l’Irlanda starebbero cercando costituire “una coalizione di volenterosi” per opporsi alla Commissione Europea che, insieme alla Svizzera, mantiene la posizione più rigida, di chiusura totale verso le proposte di moratoria avanzate da India e Sudafrica, le quali hanno annunciato a breve una seconda versione del loro piano. Perché il governo italiano tace? Perché appoggia la linea più oltranzista e foriera di altri innumerevoli decessi? Perché il Presidente del Consiglio Draghi non risponde all’appello che oltre 100 organizzazioni nazionali, aderenti alla campagna europea “Diritto alla cura. Nessun profitto sulla pandemia”, gli hanno rivolto chiedendo all’Italia di appoggiare la proposta di moratoria avanzata da India e Sudafrica?

La struttura COVAX gestita dall’Organizzazione Mondiale della Sanità e dalla GAVI (Global Vaccine Alliance) di Ginevra non è stata in grado di affrontare adeguatamente l’enorme domanda di vaccini per una grande maggioranza delle persone nei paesi in via di sviluppo, secondo le osservazioni fatte dal direttore generale dell’OMS, Tedros Adhanom Ghebreyesus. Questa è un’ulteriore ragione per rilanciare la nostra campagna www.noprofitonpandemic.eu\it e proseguire nella raccolta di firme per arrivare all’obiettivo di un milione di sottoscrittori da consegnare alla Commissione Europea.

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