Vittorio Agnoletto 11 marzo 2021intervento al gr 7,30 di Radio Popolare

“La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività e garantisce cure gratuite agli indigenti” articolo 32 della Costituzione.

Principi ridotti a carta straccia dalla giunta Fontana. Centinaia di migliaia di ultraottentenni attendono la vaccinazione; i soggetti con gravi disabilità ci sommergono di messaggi di disperazione.

Nel frattempo, viene annunciato con grande enfasi l’accordo Regione -Confindustria per eseguire i vaccini in azienda. Le dosi per vaccinare sui luoghi di lavoro verrebbero prelevate dagli stock generali di vaccini che saranno assegnati alla Lombardia. Le vaccinazioni per gli ultraottantenni si concluderanno solo a maggio, salvo ulteriori sorprese; il panico percorre coloro che hanno tra i 60 e gli 80 anni, rischiano di finire in fondo alla fila.

Passano poche ore ed esce un’agenzia stampa che annuncia che anche a livello nazionale le aziende potranno chiedere di eseguire direttamente le vaccinazioni sui luoghi di lavoro. Ma le fiale non si moltiplicano per incantesimo, quelle utilizzate da una parte mancheranno da un’altra parte.

Anziani, malati e disabili, non sono produttivi, anzi sono un peso per l’economia della nostra società. Un pensiero nemmeno troppo originale, che nella Storia abbiamo già tragicamente sperimentato.

Tali scelte sono destinate a produrre una pericolosa frattura ai piani inferiori della piramide sociale, lavoratori contro pensionati, figli contro genitori, occupati contro disoccupati. Il potere ribalta le contraddizioni tra i più deboli e crea lacerazioni nei sindacati e nelle aggregazioni sociali. In gioco c’è la salute dei cittadini, ma anche la salute democratica del nostro Paese.

70 organizzazioni chiedono al governo di sostenere la richiesta di moratoria sui brevetti per i vaccini, in discussione proprio oggi all’Organizzazione Mondiale del Commercio e invitano a firmare la petizione europea

www.noprofitonpandemic.eu\it

Sono questi gli anticorpi sociali dei quali oggi disponiamo contro l’aggressività del virus e la ferocia del neoliberismo.

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