Il mio commento all’inchiesta realizzata da Radio popolare sulla campagna vaccinale in Lombardia.

www.radiopopolare.it/vaccinazione-a-chi-non-ne-ha-diritto-falla-sistema-milano/

La Lombardia è in completo caos vaccini; la formidabile macchina da guerra di Bertolaso & Moratti, che avrebbe dovuto in pochi mesi garantire a tutti i cittadini lombardi il vaccino, è finita fuori strada alla prima curva.

Non sono ancora terminate le vaccinazioni del personale sanitario, che avrebbero dovuto concludersi entro il 23 febbraio, sono decine di migliaia gli ultraottantenni che non sono nemmeno stati convocati per la prima vaccinazione; i soggetti fragili, con gravi disabilità e patologie croniche, non sanno più a che santo rivolgersi per conoscere il proprio destino.

Nel frattempo, gira un link che permette di inserirsi nelle liste a chi non ne avrebbe, per ora, diritto; intanto possono vaccinarsi i professori universitari che, per qualche misteriosa ragione, vengono considerati categoria a rischio; ma i volontari, che gestiscono il dormitorio per i senza tetto, loro no, non possono vaccinarsi.

Novantenni ricevono a tarda sera un sms che li avvisa di presentarsi la mattina dopo a decine di chilometri di distanza da casa, altri presenti negli elenchi non vengono avvisati e la loro dose rimane inutilizzata; ma c’è anche chi, appena vaccinato, riceve un sms di presentarsi il giorno seguente per la vaccinazione.

I medici, che hanno dato la disponibilità ad eseguire le vaccinazioni a domicilio ai loro pazienti non autosufficienti, stanno ancora aspettando le istruzioni.

Intanto alcune grandi aziende, in nome del Pil e del loro profitto, chiedono di ricevere direttamente il vaccino da somministrare ai loro dipendenti e la regione annuncia un accordo con alcune strutture sanitarie private alle quali, dietro lauti compensi, sarà delegata una parte della campagna vaccinale.

Se qualche mago dispettoso avesse voluto fare uno sgarbo a Regione Lombardia e sabotare la campagna vaccinale, non sarebbe riuscito a fare nulla di meglio del caos autogenerato dalla stessa giunta Moratti.

Ma non è un gioco, anche questa volta il conto in vite umane rischia di essere molto salato.

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