1° dicembre giornata mondiale di lotta all’AIDS.

Quattro semplici esempi:

  1. Alcune delle più importanti agenzie giornalistiche nazionali hanno titolato: “ AIDS: Test vaccino bimbi in tre continenti” “AIDS al via in Italia test vaccino bimbi.” La notizia è stata ripresa nei titoli di molti telegiornali e di innumerevoli quotidiani, fakes titles appunto; la verità è ben diversa, non c’è all’orizzonte alcun vaccino per i bambini. Un vaccino si usa con persone sane affinché non si infettino. Quello di cui si parla è un farmaco per bambini già infettati ed infatti negli articoli si parla di vaccino terapeutico, termine per altro improprio. Ma quei titoli illudono, creano speranze destinate ad essere deluse. Infatti chiunque lavora nella comunicazione sa che la maggioranza delle persone si ferma ai titoli e solo pochi leggono tutto l’articolo o ascoltano l’intero servizio televisivo.

 

  1. Tremilacinquecento nuove infezioni avvenute in Italia nel 2017, dieci ogni giorno; circa 130/150.000 persone sieropositive viventi delle quali circa 30.000 non sanno di esserlo. Dati e notizie riprese da tutti i media, ma nessuno che sia andato a chiedere conto dell’assenza di qualunque campagna di prevenzione ai Ministri della Salute e agli assessori regionali alla sanità che si sono susseguiti in questi anni: senza alcuna forzatura si può affermare che per la loro inerzia sono corresponsabili delle nuove infezioni.

 

  1. Il 50% dei migranti ha contratto il virus HIV in Europa secondo quanto emerso dal progetto aMase (advancing Migrant Access to health Services in Europe), sono dati scientifici precisi e documentati che indicano chiaramente l’importanza della prevenzione; eppure mi pare che, in occasione del 1° dicembre, nessuno abbia rilanciato la proposta di rendere disponibili gratuitamente (o ad un prezzo simbolico) i profilattici per i migranti beneficiari (di quello che resta …) della protezione internazionale. Una proposta legislativa finalizzata a ridurre le patologie sessualmente trasmesse soffocata dalla paura di una nuova polemica.

 

  1. “AIDS funziona il vaccino italiano” titolavano vent’anni fa, il 24 ottobre 1998, i giornali italiani. Dopo centinaia di articoli e servizi televisivi che per oltre quindici anni annunciavano l’imminente arrivo del vaccino “italiano”, oggi nessuno chiede ai vertici dell’Istituto Superiore di Sanità che fine abbia fatto quel progetto da sempre considerato irrealizzabile da gran parte del mondo scientifico internazionale ed invece sempre caparbiamente finanziato coi nostri soldi. Sono trascorsi vent’anni, nessun vaccino è all’orizzonte, ci sono ventotto milioni in meno nelle casse dello Stato, mentre il progetto prosegue in un più che opaco intreccio tra risorse pubbliche e profitti privati (seppure ormai ridimensionato ad una ricerca per un nuovo farmaco per persone già sieropositive). Non mi dilungo oltre, oggi trovate sul mio blog su ilfattoquotidiano.it un documentato articolo/denuncia.

Dal 1987 come medico, ricercatore e attivista sono impegnato nella lotta all’AIDS e ricordo bene che la giornata mondiale di lotta all’AIDS, non è stata istituita per celebrare una malattia con qualche dichiarazione generica ma per ricordare a noi tutti e prima di tutto alle istituzioni, il dovere di fare tutto il possibile per sconfiggere la pandemia, ognuno con le responsabilità del proprio ruolo. Credo che oggi questo debba ancora  essere il senso del 1° dicembre.

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