INTERROMPIAMO LE COLLABORAZIONI ACCADEMICHE CON LE UNIVERSITA’ ISRAELIANE CHE LAVORANO CON L’INDUSTRIA MILITARE !

Al Senato Accademico dell’Università di Torino   

Abbiamo appreso che il Consiglio degli Studenti di Torino ha votato in netta maggioranza una mozione che sostiene la sospensione della collaborazione accademica con le università israeliane i cui progetti sono realizzati in collaborazione con le istituzioni militari israeliane, per cui chiedono la revoca degli accordi tra la vostra Università e il Technion di Haifa. Vi scriviamo insieme, come Palestinian Campaign for the Academic and Cultural Boycott of Israel (PACBI) e come Campagna italiana per la revoca degli accordi con il Technion, per invitarvi a sostenere la revoca degli accordi attualmente in vigore con il Technion.

 

Questa università sviluppa programmi congiunti di ricerca e collabora con l’esercito israeliano, nonché con le principali aziende produttrici di armi in Israele, tra cui Elbit Systems. Tra i più grandi produttori privati di armi, Elbit Systems fabbrica i droni utilizzati dall’esercito per colpire deliberatamente i civili in Libano nel 2006, a Gaza nel 2008-2009 e nel 2014 e fornisce le apparecchiature di sorveglianza per il Muro di separazione unilaterale che determina la segregazione degli abitanti palestinesi della Cisgiordania e dei cittadini palestinesi con cittadinanza israeliana che risiedono all’interno della Linea Verde. Gli studenti in ingegneria che si laureano presso il Technion hanno come sbocco lavorativo privilegiato quello con aziende che producono armi complesse. Inoltre il Technion premia i suoi studenti che svolgono il servizio militare obbligatorio nei territori occupati. Solo per citare un esempio, ai militari riservisti che hanno partecipato alla famigerata operazione Piombo Fuso a Gaza nel 2008-2009 sono stati concessi benefici speciali sul piano accademico in aggiunta alle agevolazioni normalmente previste per i riservisti.

 

Vi scriviamo insieme alle accademiche e agli accademici palestinesi, docenti e studenti, che si vedono negare la libertà accademica, il diritto allo studio e altre libertà fondamentali. A partire dal 2004 diverse migliaia di loro, appoggiati da figure emblematiche delle lotte per la giustizia come Desmond Tutu, hanno chiesto ai loro colleghi a livello internazionale di sospendere le collaborazioni con le università israeliane, data la loro comprovata complicità nella pianificazione e messa in atto del sistema di oppressione che nega ai palestinesi i loro diritti umani più fondamentali. Vi scriviamo anche a nome degli oltre 350 docenti e ricercatori/trici delle Università italiane che hanno raccolto l’invito dei/lle colleghi/e palestinesi e che hanno chiesto ai propri atenei, su scala nazionale, l’interruzione di ogni forma di collaborazione con il Technion.

 

Il minimo che le persone di coscienza possano fare per ristabilire libertà, giustizia e uguaglianza in Palestina è porre fine a ogni forma di collaborazione con istituzioni complici di gravi violazioni del diritto internazionale. Questo è un passo fondamentale per indurre il governo israeliano, come anche le altre istituzioni – accademiche e non – dello Stato di Israele al rispetto della legalità internazionale. Per questo motivo, vi invitiamo a fare sì che il vostro ateneo cessi di rendersi complice di queste violazioni e di votare in favore dell’interruzione degli accordi con il Technion. Solo il rispetto del diritto internazionale potrà portare a porre le basi per una soluzione giusta ed equa.

 

Campagna italiana per la revoca degli accordi con il Technion

Palestinian Campaign for the Academic and Cultural Boycott of Israel (PACBI)

 

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