25 APRILE. LA RETE EBREI CONTRO L’OCCUPAZIONE INTERVIENE SULLA PRESENZA DELLE BANDIERE D’ISRAELE ALLA MANIFESTAZIONE

Ricorre quest’anno il 70° anniversario della Liberazione dell’Italia dal nazifascismo.  Noi   celebriamo  con  gioia  la  fine  nel  1945  della  mortale oppressione  in  Italia  ed  in  Europa,  e  con  commosso  ricordo  celebriamo
coloro che hanno combattuto e sofferto e dato il meglio di sé stessi, anche la vita, per ripristinare in Italia e nel mondo le condizioni per una vita fraterna e civile. Tra tutti costoro non distinguiamo per nazionalità: ci è grato
ricordarli  tutti,  italiani,  sovietici,  jugoslavi,  europei  occidentali  di  tutte  le
nazioni, americani del Nord e del Sud, donne e uomini di tutto il  mondo.
Vogliamo  qui  ricordare  anche i Resistenti tedeschi:  alcuni  come  gli  studenti della  Rosa Bianca che hanno pagato con la vita la loro ribellione alla crudele violenza nazista; ricordiamo con commozione i Bonhoeffer,  i  Willy  Brandt  ed  altri  nomi  noti:  ma  anche  coloro  che,  non  inquadrati  in  nessuna organizzazione  conosciuta  e  rimasti  anonimi,  hanno  nei  fatti  del  loro  comportamento  personale preparato il risorgere della  Germania che oggi fa parte dei Paesi liberi, dopo aver seppellito l’infamia del nazismo. I più anziani tra noi ne ricordano alcuni: la loro umanità è riuscita a resistere all’infamia dell’ubbidienza agli ordini della Nazione governata dal Nazismo, che in quegli anni tragici aveva fatto adepti in molti Paesi Europei, tra cui l’Italia fascista era stata, tragicamente, un precursore.
Con  orgoglio  ricordiamo  che  da  quella  lotta  per  Libertà,  Giustizia  ed  Uguaglianza  è  nata  la nostra  Repubblica  Italiana  fondata  su  quei  valori,   che  sono  stati  sanciti  nella  Costituzione repubblicana (purtroppo tuttora inapplicata in buona parte), una delle più intelligenti ed umane esistenti. E’ tale proprio  perché è stata elaborata dai membri  di una Assemblea  Costituente eletta dal popolo italiano, dove erano persone che rappresentavano modi di pensare e di sentire la vita della società molto diversi tra loro: tra loro vi erano rappresentanti cattolici di varie tendenze politiche, socialisti, comunisti, liberali. Diversi nel pensare la vita della società civile, ma tutti decisi ad organizzare una società unita da una comune, forte volontà: quella di organizzare un viver civile libero e accettabile per tutti, nel comune intento di cercare insieme, nella concordia e nella pace, le soluzioni ai problemi della convivenza civile. Tutti,  dunque,  antifascisti:  una  parola  che  riassume  una  serie  di  valori  eticamente  e  politicamente positivi.
Grazie a questa volontà comune dei Costituenti, la Costituzione che ne è derivata è stata accettata anche da molti Italiani che alla Resistenza non avevano partecipato affatto, per diffidenza o timore, per incomprensione del nuovo che avanzava e dei suoi modi di avanzare, in tutti i campi: dalla lotta di Resistenza ai suoi frutti politici. Il passaggio dalla monarchia alla Repubblica, lo stabilire il primato dei diritti del lavoro e dei lavoratori, i diritti fondamentali all’istruzione, alla sanità, alla pace con gli altri popoli come imperativo categorico ( art. 11 della Costituzione).
Per noi, il celebrare l’anniversario della Liberazione ha questi significati: che sono incompatibili con l’esaltazione  della  forza  delle  armi  in  costose  parate  militari.  E  sono  incompatibili  anche  con  la partecipazione di chi non accetti i principi sopra ricordati.
La  bandiera  di  Israele  rappresenta  il  Paese  che  di  continuo  ha  aggredito  ed  oppresso  il  popolo palestinese,  e  solo  pochi  mesi  orsono  ha  provocato  oltre  2200  morti,  per  la  maggior  parte  civili, comprese  alcune  centinaia  di  bambini:  quella  bandiera  non  può  sfilare  insieme  alle  bandiere  della Liberazione.  Mentre  onoriamo  i  combattenti  di  allora  nella  Brigata  Ebraica che  ha  combattuto come parte dell’Esercito Britannico nella 2a Guerra Mondiale anche in Italia – così come le migliaia di combattenti  arabi  palestinesi  nell’ambito  dell’esercito  Britannico (sia  all’interno  del  Palestine Regiment, a fianco di combattenti ebrei palestinesi, che in altre unità)  – non possiamo accettare che partecipi alla festa della Liberazione la bandiera di uno stato, Israele, che sta opprimendo da 67 anni  il  popolo  Palestinese, avendogli  occupato  la  Terra  e  tolto  i  diritti  umani  e  politici.  Non  ci stancheremo mai di ricordare che la bandiera di Israele non è la bandiera degli Ebrei, né della religione ebraica: è solo la bandiera di uno Stato oggi oppressore e negatore dei principi della nostra Costituzione.
I partigiani appartenenti a famiglie ebraiche che hanno combattuto nella Resistenza italiana sono onorati come ed insieme a tutti gli altri combattenti italiani della Resistenza: nè loro avrebbero accettato di essere considerati diversi, per l’essere ebrei, dagli altri Resistenti. Avendoli conosciuti, attraverso i loro scritti ed alcuni di persona, pensiamo che si ribellerebbero all’essere separati dai loro compagni di lotta antifascista.

25 APRILE. LA RETE EBREI CONRO L’OCCUPAZIONE INTERVIENE SULLA PRESENZA DELLE BANDIERE D’ISRAELE ALLA MANIFESTAZIONE
Ricorre quest’anno il 70° anniversario della Liberazione dell’Italia dal nazifascismo.  Noi   celebriamo  con  gioia  la  fine  nel  1945  della  mortale oppressione  in  Italia  ed  in  Europa,  e  con  commosso  ricordo  celebriamocoloro che hanno combattuto e sofferto e dato il meglio di sé stessi, anche la vita, per ripristinare in Italia e nel mondo le condizioni per una vita fraterna e civile. Tra tutti costoro non distinguiamo per nazionalità: ci è gratoricordarli  tutti,  italiani,  sovietici,  jugoslavi,  europei  occidentali  di  tutte  lenazioni, americani del Nord e del Sud, donne e uomini di tutto il  mondo.Vogliamo  qui  ricordare  anche i Resistenti tedeschi:  alcuni  come  gli  studenti della  Rosa Bianca che hanno pagato con la vita la loro ribellione alla crudele violenza nazista; ricordiamo con commozione i Bonhoeffer,  i  Willy  Brandt  ed  altri  nomi  noti:  ma  anche  coloro  che,  non  inquadrati  in  nessuna organizzazione  conosciuta  e  rimasti  anonimi,  hanno  nei  fatti  del  loro  comportamento  personale preparato il risorgere della  Germania che oggi fa parte dei Paesi liberi, dopo aver seppellito l’infamia del nazismo. I più anziani tra noi ne ricordano alcuni: la loro umanità è riuscita a resistere all’infamia dell’ubbidienza agli ordini della Nazione governata dal Nazismo, che in quegli anni tragici aveva fatto adepti in molti Paesi Europei, tra cui l’Italia fascista era stata, tragicamente, un precursore.Con  orgoglio  ricordiamo  che  da  quella  lotta  per  Libertà,  Giustizia  ed  Uguaglianza  è  nata  la nostra  Repubblica  Italiana  fondata  su  quei  valori,   che  sono  stati  sanciti  nella  Costituzione repubblicana (purtroppo tuttora inapplicata in buona parte), una delle più intelligenti ed umane esistenti. E’ tale proprio  perché è stata elaborata dai membri  di una Assemblea  Costituente eletta dal popolo italiano, dove erano persone che rappresentavano modi di pensare e di sentire la vita della società molto diversi tra loro: tra loro vi erano rappresentanti cattolici di varie tendenze politiche, socialisti, comunisti, liberali. Diversi nel pensare la vita della società civile, ma tutti decisi ad organizzare una società unita da una comune, forte volontà: quella di organizzare un viver civile libero e accettabile per tutti, nel comune intento di cercare insieme, nella concordia e nella pace, le soluzioni ai problemi della convivenza civile. Tutti,  dunque,  antifascisti:  una  parola  che  riassume  una  serie  di  valori  eticamente  e  politicamente positivi.Grazie a questa volontà comune dei Costituenti, la Costituzione che ne è derivata è stata accettata anche da molti Italiani che alla Resistenza non avevano partecipato affatto, per diffidenza o timore, per incomprensione del nuovo che avanzava e dei suoi modi di avanzare, in tutti i campi: dalla lotta di Resistenza ai suoi frutti politici. Il passaggio dalla monarchia alla Repubblica, lo stabilire il primato dei diritti del lavoro e dei lavoratori, i diritti fondamentali all’istruzione, alla sanità, alla pace con gli altri popoli come imperativo categorico ( art. 11 della Costituzione).Per noi, il celebrare l’anniversario della Liberazione ha questi significati: che sono incompatibili con l’esaltazione  della  forza  delle  armi  in  costose  parate  militari.  E  sono  incompatibili  anche  con  la partecipazione di chi non accetti i principi sopra ricordati.La  bandiera  di  Israele  rappresenta  il  Paese  che  di  continuo  ha  aggredito  ed  oppresso  il  popolo palestinese,  e  solo  pochi  mesi  orsono  ha  provocato  oltre  2200  morti,  per  la  maggior  parte  civili, comprese  alcune  centinaia  di  bambini:  quella  bandiera  non  può  sfilare  insieme  alle  bandiere  della Liberazione.  Mentre  onoriamo  i  combattenti  di  allora  nella  Brigata  Ebraica che  ha  combattuto come parte dell’Esercito Britannico nella 2a Guerra Mondiale anche in Italia – così come le migliaia di combattenti  arabi  palestinesi  nell’ambito  dell’esercito  Britannico (sia  all’interno  del  Palestine Regiment, a fianco di combattenti ebrei palestinesi, che in altre unità)  – non possiamo accettare che partecipi alla festa della Liberazione la bandiera di uno stato, Israele, che sta opprimendo da 67 anni  il  popolo  Palestinese, avendogli  occupato  la  Terra  e  tolto  i  diritti  umani  e  politici.  Non  ci stancheremo mai di ricordare che la bandiera di Israele non è la bandiera degli Ebrei, né della religione ebraica: è solo la bandiera di uno Stato oggi oppressore e negatore dei principi della nostra Costituzione.I partigiani appartenenti a famiglie ebraiche che hanno combattuto nella Resistenza italiana sono onorati come ed insieme a tutti gli altri combattenti italiani della Resistenza: nè loro avrebbero accettato di essere considerati diversi, per l’essere ebrei, dagli altri Resistenti. Avendoli conosciuti, attraverso i loro scritti ed alcuni di persona, pensiamo che si ribellerebbero all’essere separati dai loro compagni di lotta antifascista.

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