Archivi Tag: verità e giustizia

Appello: incontro a Genova il 20 luglio, verso il decennale del G8

14 lug

Martedì 20 luglio 2010 si terrà a Genova  un incontro pubblico al quale invitiamo tutti a partecipare, per valutare insieme il percorso che ci porterà alle giornate del luglio 2011, anno del decennale del vertice del G8 di Genova 2001 ed  importante occasione per rilanciare le ragioni dei Movimenti che diedero vita ad una stagione esaltante e drammatica.

In quei giorni un movimento antiliberista, nonviolento e contro ogni tipo di guerra, ampio e plurale, espresse analisi e proposte che hanno trovato molte conferme in questi nove anni.

Nel luglio 2001 si è anche dispiegato un sofisticato apparato di criminalizzazione e di repressione che culminarono nell’uccisione di Carlo Giuliani, nel massacro della scuola Diaz e nelle torture di Bolzaneto.

Pensiamo che sia più che mai opportuno ritrovare le ragioni di una “complicità” e di una solidarietà politica capace di resistere all’involuzione antidemocratica che sta investendo il nostro paese e in opposizione alla barbarie culturale in cui ci dibattiamo.

L’appuntamento è martedì 20 luglio 2010 alle ore 10.00 presso la sala conferenze del Museo di Sant’Agostino, in Piazza Sarzano 21.

Don Gallo
Haidi Gaggio
Walter Massa
Antonio Bruno
Rita Lavaggi
Giuliano Giuliani
Norma Bertulacelli
Andrea Agostini
Vittorio Agnoletto
Lorenzo Guadagnucci
Enrica Bartesaghi
Sergio Tedeschi
Luca Moro

L’appello degli intellettuali «Genova G8, sospensione per i condannati»

20 giu

La sentenza che ha condannato in appello Gianni De Gennaro e Spartaco Mortola chiude una fase processuale e definisce un quadro che deve spingere le istituzioni ad agire. Il Comitato Verità e Giustizia per Genova, il Comitato Piazza Carlo Giuliani e un gruppo di scrittori, registi, cantautori, giornalisti – tutti autori di opere riguardanti Genova G8 – sono promotori di un appello che chiede la sospensione dagli incarichi dei dirigenti condannati e l’assegnazione di compiti d’ufficio per tutti gli altri.
Comitato Verità e Giustizia per Genova, Comitato Piazza Carlo Giuliani
18 giugno 2010

APPELLO PER GENOVA:

Nelle scorse settimane abbiamo avuto due importanti sentenze, quelle di appello per i fatti accaduti alla scuola Diaz e nella caserma di Bolzaneto, a Genova, nel luglio del 2001.
Ci sono voluti nove anni ma alla fine il tribunale di Genova ha dato forma giudiziaria a una verità storica che già conoscevamo: alla scuola Diaz , nella caserma di Bolzaneto, furono violati i corpi, le leggi, la Costituzione, l’idea stessa dello stato di diritto.
Un orrore incompatibile con la nozione di democrazia. Perciò le due sentenze, con le condanne che colpiscono per intero la catena di comando (insieme a tutti i responsabili delle violenze e delle violazioni che è stato possibile individuare), sono importanti e preziose: ripristinano un principio di verità e di equità, possono essere un punto di risalita per le istituzioni.
Già all’epoca del rinvio a giudizio sarebbe stata opportuna la sospensione di  tutti gli imputati, a tutela della dignità e credibilità delle forze di polizia. Nessuno è stato sospeso, tutti sono al loro posto, alcuni dirigenti sono stati addirittura promossi e oggi si trovano a coprire incarichi delicati e di altissimo livello con il peso di condanne di secondo grado molto gravi e
in aggiunta l’interdizione dai pubblici uffici.
Le dimissioni o la sospensione dagli incarichi ci sembrano a questo punto una
questione di lealtà ai princìpi della democrazia, oltre che l’unico segnale chiaro da inviare a tutti i gli appartenenti alle forze di polizia affinché episodi del genere non si ripetano. E’ anche l’unico modo per garantire che la Corte di Cassazione possa valutare gli atti e deliberare in piena libertà. Nel frattempo, nonostante le ripetute condanne, le vittime delle violenze alla scuola Diaz, nella Caserma di Bolzaneto, attendono ancora le scuse da parte dei vertici dello Stato e, per quanto riguarda Bolzaneto, anche i risarcimenti.
La fiducia da parte dei cittadini nei confronti delle forze di polizia è ai minimi storici. Noi chiediamo che a tutela delle Istituzioni, di tutti i cittadini, degli stessi appartenenti alle forze di polizia, tutti i condannati con ruoli di comando siano DA SUBITO sospesi dai loro incarichi e che a tutti gli altri siano attribuiti esclusivamente compiti d’ufficio.

PROMOTORI
Enrica Bartesaghi e Lorenzo Guadagnucci (Comitato Verità e Giustizia per
Genova)
Haidi e Giuliano Giuliani (Comitato Piazza Carlo Giuliani)

Gloria Bardi, scrittrice – “Dossier Genova G8″ (Becco giallo)
Francesco Barilli, Dario Rossi, Checchino Antonini – “Scuola Diaz,
vergogna di Stato” (Edizioni Alegre)
Massimo Carlotto, scrittore – “Il maestro di nodi” (e/o)
Giulietto Chiesa, giornalista – “Genova/G8″ (Einaudi)
Sandrone Dazieri, scrittore – “Gorilla blues” (Mondadori)
Roberto Ferrucci, scrittore – “Cosa cambia” (Marsilio)
Carlo Gubitosa, giornalista – “Genova nome per nome” (Terre di mezzo)
Alessio Lega, cantautore – “Dall’ultima galleria” (canzone)
Riccardo Lestini, attore e autore teatrale – “Con il tuo sasso”
Edoardo Magnone, ricercatore – “La sindrome di Genova. Lacrimogeni e
repressione chimica” (Frilli)
Federico Micali, regista – “Genova senza risposte” (documentario)
Fausto Paravidino, attore e autore teatrale – “Genova 01″
Paolo Pietrangeli, regista – “Genova per noi” (documentario)
Marco Poggi, infermiere – “Io, l’infame di Bolzaneto” (Logos)
Marco Rovelli, scrittore e cantautore – “Carlo Giuliani” (canzone)
Stefano Tassinari, scrittore – “I segni sulla pelle” (Tropea)
Roberto Torelli, regista – “Bella ciao” (documentario)
Giacomo Verde, regista – “Solo limoni” (documentario)
Marcello Zinola, giornalista – “La nuova polizia” (Frilli)

SI ASSOCIANO
Vittorio Agnoletto, ex portavoce Genoa Social Forum
Altreconomia, rivista mensile
Daniele Barbieri, giornalista e scrittore
Stefano Benni, scrittore
Roberto Bergalli, Università di Barcellona
Daniele Biacchessi, giornalista e scrittore
Carta, rivista settimanale
Pino Casamassima, giornalista
Mauro Covacich, scrittore
Andrea Cozzo, Università di Palermo
Girolamo De Michele, insegnante e scrittore
Roberto Escobar, Università di Milano
Valerio Evangelisti , scrittore
Saverio Fattori, scrittore
Angelo Ferracuti, scrittore
Saverio Ferrari, ricercatore
Rudi Ghedini, giornalista e scrittore
Chiara Ingrao, scrittrice
Ezio Menzione, avvocato
Manlio Milani, Comitato Piazza della Loggia
Salvatore Palidda, Università di Genova
Riccardo Passeggi, avvocato
Fausto Pellegrini, giornalista
Emilio Santoro, Università di Firenze
Grazia Verasani, scrittrice
Danilo Zolo, Università di Firenze

Per adesioni: info@veritagiustizia.it

Rinnovo della fiducia a De Gennaro da parte del governo: nessuna meraviglia, sono loro i mandanti politici di Genova

18 giu

Nessuna meraviglia che il consiglio dei ministri abbia confermato la fiducia a De Gennaro: sono gli stessi ministri, è lo stesso governo, del 2001. Sono loro i mandanti politici delle violenze poliziesche a Genova ed infatti hanno invitato De Gennaro a proseguire “con lo stesso spirito e con lo stesso impegno”, parole che si commentano da sole. Sconcertante il comportamento dell’opposizione parlamentare che tace, anzi in molti casi approva, la fiducia nuovamente accordata a De Gennaro. Pd e Idv (tranne De Magistris) dopo aver affossato, nella scorsa legislatura, la commissione d’inchiesta parlamentare, ora sono garantisti a senso unico, solo coi potenti.

Sentenza Diaz, giustizia è fatta. E ora dimissioni

18 giu

- da il manifesto di oggi – Giustizia è fatta! Sono stati necessari nove anni ma finalmente alcuni giudici coraggiosi hanno ricostruito la catena di comando della notte cilena alla Diaz.
Perchè la condanna a De Gennaro questo afferma: che fu lui quella notte ad allertare Sgalla, il capo ufficio stampa della polizia e mandarlo davanti alla Diaz. Quindi De Gennaro sapeva e, visto che era il capo supremo, è impossibile pensare che non abbia partecipato alla decisione.
Ora vi sono tutti gli elementi per risalire alle responsabilità politiche di chi allora era presidente del consiglio, Berlusconi, ministro degli Interni, Scajola, o era nella sala operativa dei carabinieri, Fini. Questo dovrebbe essere l’obiettivo dell’opposizione, ma di certo non accadrà; tutti i governi che si sono succeduti in questi anni, indipendentemente dal loro colore, hanno protetto (o temuto) e promosso De Gennaro e la sua squadra. Di questo dovrebbero rispondere i governi di destra ma anche Prodi, Amato (che lo volle con sè al ministero), Violante e Di Pietro che impedirono l’istituzione di una Commissione d’inchiesta parlamentare.Oggi De Gennaro e tutti i condannati dovrebbero dimettersi o essere immediatamente rimossi dal governo. Mi auguro che almeno quest’obiettivo, che risulterebbe ovvio in tutto Europa, sia perseguito dall’opposizione.
Ho scritto giudici “coraggiosi” non a caso: non è semplice condannare chi è ai vertici dei servizi segreti, lo è ancora meno in Italia, nel pieno di un attacco alla magistratura, con in carica il governo di allora.
Con la sentenza di oggi più nessuno può nascondersi dietro la retorica delle mele marce, perché se esistono, sono ai vertici della polizia e dei servizi. Qualunque opera di bonifica deve iniziare da quel livello.
Ricordo bene quella notte, quando giunsi alla Diaz chiamai Andreassi, l’allora numero due della polizia, chiedendogli di far cessare quella mattanza: lui rispose che non poteva farlo, facendomi intendere che non dipendeva da lui. È  l’unico a non aver fatto carriera.
Con la sentenza di ieri, che si aggiunge a quelle sulla Diaz e su Bolzaneto, la verità giudiziaria viene a coincidere con quello che subito dichiararono le vittime e il GSF. In molti casi le condanne sono state miti e probabilmente nessuno finirà in carcere, ma è anche vero che nel Paese delle stragi impunite questo è uno dei pochi casi dove si è giunti a una forte coincidenza tra la verità giudiziaria e quella storica.
Resta un vulnus enorme: la verità sulla morte di Carlo Giuliani; non c’è nessuna certezza che il colpevole, assolto senza processo, sia davvero colui che ha sparato e ucciso.
P.S. un’ultima annotazione personale: in questi anni ogni volta che denunciavo pubblicamente le responsabilità dei vertici della polizia si verificavano strane coincidenze: il cellulare diventava silente, due incursioni nel mio ufficio con furto dei soli pc, lettere minatorie, forzatura dell’auto, estranei che cercavano di entrare a casa mia: tutto denunciato e regolarmente archiviato. Oggi il mio telefono funziona normalmente. Anche questa è una buona notizia.