Archivi Tag: Palestina

I palestinesi chiedono di far parte dell’UNESCO, e Israele risponde che, se questo avviene, gli USA taglieranno i fondi del 22%

9 ott

http://nena-news.globalist.it/?p=13316

VITTORIO, LA FORZA DELLA NONVIOLENZA NON MUORE. LE TANTE DOMANDE INQUIETANTI CHE NON SI POSSONO ELUDERE

15 apr

La tragica morte di Vittorio Arrigoni colpisce tutti coloro che si battono per i diritti del popolo palestinese; Vittorio in questi anni ha concretamente testimoniato come anche la più dura battaglia può essere condotta con gli strumenti della nonviolenza e dell’interposizione pacifica. Ha messo in gioco tutto se stesso nella piena consapevolezza dei rischi ai quali si esponeva, ma anche dell’enorme utilità della sua attività.
Gli siamo tutti profondamente debitori per le informazioni che in tempo reale ci ha fornito anche nei momenti peggiori durante l’invasione israeliana di Gaza, permettendoci così di contrastare un’informazione troppo spesso muta e ossequiosa alle ragioni di stato.
La nostra vicinanza va a tutta la sua famiglia, all’Ism, Solidarity Movement (Ism).  l’organizzazione per la quale lavorava e al popolo palestinese che perde un grande alleato nella lotta per la propria dignità.
Di fronte a questa morte sorgono domande inquietanti probabilmente destinate a restare senza risposta. Chi trae vantaggio da questo omicidio? Non certo la causa palestinese, ma coloro che in tutti i modi stanno cercando di contrastare la realizzazione della seconda Flottilla verso Gaza, coloro che hanno sempre cercato di impedire il lavoro informativo di Vittorio. Raccapricciante il sarcasmo e la gioia che emerge sul sito dell’estrema destra israeliana “Stop the Ism”. Un gruppo che nel 2009 aveva pubblicato una lista di proscrizione verso gli attivisti dell’Ism con in evidenza la foto di Vittorio Arrigoni.
Sappiamo bene, l’abbiamo imparato in questi anni, come non ci siano limiti alla follia dell’integralismo religioso, conosciamo i proclami farneticanti di gruppi integralisti islamici e sappiamo di quali follie si sono resi colpevoli. Il comunicato con il quale è stato rivendicato il rapimento di Vittorio può corrispondere alla realtà.
Sappiamo anche quali spregiudicati giochi siano realizzati quotidianamente da diversi servizi segreti,  e tra questi anche dai servizi israeliani.
Sappiamo anche che spesso nella storia si sono consumati i più incredibili accordi tra gruppi avversari per neutralizzare altre persone scomode per le diverse parti.
Non sappiamo chi sia stato il regista di tale efferato crimine. Ma non possiamo nemmeno accontentarci della prima risposta che ci viene fornita. Nulla può essere escluso.
Un’ultima riflessione su casa nostra: il governo italiano ha rilasciato decine di dichiarazioni di cordoglio ma anche di stima per il lavoro svolto da Vittorio; uno degli obiettivi di Vittorio era l’organizzazione della seconda Flottilla. Ci auguriamo che il governo italiano rimandi al mittente la richiesta israeliana di contribuire a fermarne i preparativi. Un minimo atto di dignità e di coerenza. Ma ne dubito.

FERMIAMO L’OCCUPAZIONE STRISCIANTE DEL TERRITORIO DEI PALESTINESI

1 mar

L’azienda italiana Pizzarotti è coinvolta nella costruzione del treno superveloce (conosciuto come progetto A1) che collegherà Gerusalemme a Tel Aviv passando illegalmente attraverso i  territori palestinesi che sono da decenni sotto occupazione israeliana.
Il tracciato della ferrovia infatti attraversa i “confini ufficiali” dello Stato di Israele (la cosiddetta “linea verde”) invadendo la Cisgiordania occupata, e sfruttando i territori palestinesi occupati per la costruzione di un’infrastruttura il cui uso sarà riservato esclusivamente agli israeliani, secondo quel sistema di apartheid che Israele pratica ogni giorno sulla pelle dei palestinesi.
Dal momento che il diritto  internazionale vieta all’occupante di utilizzare le risorse dell’occupato a beneficio dei propri cittadini, Israele viola il Diritto Internazionale,  contravvenendo inoltre a una serie di norme internazionali sui Diritti Umani, tra cui la IV Convenzione di Ginevra.
Oltre alla ferrovia sarà costruita una rete di strade di accesso ai cantieri, e complessivamente l’impatto ambientale sarà devastante per la popolazione palestinese della zona, che, oltre a non poter utilizzare il treno, dovrà subire ulteriore esproprio di terra, con invasione, occupazione e distruzione delle colture; tre villaggi saranno isolati, Yalu, Beit Surik e Beit Iksa, gli ultimi due già gravemente danneggiati da una serie di confische territoriali effettuate in occasione della costruzione del muro dell’apartheid, e sottoposti a  severe restrizioni nelle possibilità di movimento degli abitanti per  presunti “motivi di sicurezza”.
UN ALTRO PEZZO DI TERRITORIO PALESTINESE SARÀ DI FATTO ANNESSO DA ISRAELE CON QUESTO SISTEMA SUBDOLO E ILLEGALE!
Il contratto firmato da Pizzarotti prevede l’intervento della ditta nel tratto  C della ferrovia, il più lungo (circa 30 km. ) e il più complicato.  Il tratto C comincia a Sha’ar Hagay, nell’enclave di Latrun (nei Territori Occupati), e comprende il lungo tunnel 3, che con i suoi 11.5 km è destinato a diventare il tunnel più lungo della regione. Questo tunnel attraversa la “linea verde” e sbuca nella Valle dei Cedri, in prossimità del villaggio di Beit Surik. La sua costruzione richiede una rete di strade di accesso per il passaggio delle speciali macchine da trivellazione e per la rimozione delle enormi quantità di terra e residui, che verranno smaltite attraverso lo sbocco nella Valle dei Cedri, ovviamente nei territori occupati palestinesi.
E’ per costruire questo tunnel che, dopo che l’austriaca Alpine Bau si era ritirata, la Mipien S.p.A., holding del Gruppo Pizzarotti, ha dato vita a una società mista con la ditta privata israeliana Shapir Civil and Marine Engineering, formando la nuova Shapir Pizzarotti Railways: questo sarebbe il “ruolo assolutamente secondario” di cui parla  la Pizzarotti in una nota del novembre 2010!
LA COSTRUZIONE DI QUESTA LINEA FERROVIARIA E’ ILLEGALE!
Il coinvolgimento della Pizzarotti in questo progetto costituisce pertanto complicità nei crimini di guerra e contro l’umanità commessi da Israele.

MANIFESTIAMO IL 16 MARZO – ANNIVERSARIO DELL’ASSASSINIO DI RACHEL CORRIE – in VIA PARIGI 11, SOTTO LA SEDE DELLA PIZZAROTTI A ROMA!
Inviare le adesioni  a comitatopalestinanelcuore@gmail.com