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Rom, un primo passo della Commissione Europea contro la Francia

29 set

La Commissione Europea, come scritto dalle agenzie questo pomeriggio, ha deciso di dare un ultimatum alla Francia per il mancato rispetto della legislazione europea riguardo allo smantellamento dei campi Rom. La portavoce Pia Ahrenkilde Hansen ha dichiarato che la Commissione ha deciso che il governo francese non ha rispettato la propria legislazione nazionale riguardante la direttiva sulla libera circolazione dei cittadini europei e ha per tanto stabilito di inviare una lettera per chiedere delucidazioni in merito, oltre che dati precisi su ogni persona espulsa. La lettera e’ il primo step della procedura d’infrazione che scatterà a meno che non vengano date spiegazioni esaustive e prese misure concrete, definite con un preciso timetable, entro il 15 ottobre.

In merito alla direttiva sulla discriminazione basata su fattori etnici o di nazionalita’, la Commissione Ue ha preso atto delle rassicurazioni ricevute dalla Francia lo scorso 22 settembre e ne valuterà l’applicazione pratica. L’esecutivo starebbe inoltre analizzando la mancata trasposizione della direttiva sulla libera circolazione (questo è anche il difetto “di forma” che viene contestato al governo francese) anche in altri Paesi e valutando la possibilita’ di aprire procedimenti legali anche verso altri governi.

A quando un intervento sull’Italia?

Eritrei: ma quale lavoro? Hanno diritto all’asilo! Impossibile fidarsi di Tripoli

8 lug

Ieri è stato annunciato un accordo con il governo libico che prevede la liberazione dei 250 eritrei in cambio di «lavoro socialmente utile». Ma quale lavoro! Anzi tutto quelle persone avrebbero diritto alla protezione garantita dallo status di rifugiato. In secondo luogo mi chiedo di che lavoro si tratti: credete che la Libia sia in grado di offrire un lavoro dignitoso, remunerato in maniera equa, in contesti decenti? Io no. E la comunità internazionale non può permettersi di dire «si» ad un accordo di questo tipo, che nega nuovamente il diritto alla protezione per queste persone – ricordo che la Libia non ha firmato la Convenzione sui rifugiati
- e li obbliga, in buona sostanza, a barattare la loro libertà in cambio di un’altra forma di limitazione dei loro diritti. Una soluzione che sembra una pena alternativa alla detenzione: chi garantirà realmente le condizioni di vita e di lavoro di questi cittadini?
Oggi il ministero degli Esteri libico ha dichiarato che nei «centri di accoglienza» libici tutti gli immigrati «sono trattati umanamente e considerati come ospiti»: queste affermazioni sono state già smentite da numerose denunce da parte di Ong, associazioni, media, mentre l’Alto Commissariato Onu è stato espulso dal Paese. Non è per tanto possibile fare affidamento sulle prese di posizione e sui propositi del governo libico.
Il sottosegretario Craxi ha dichiarato oggi la disponibilità dell’Italia ad accogliere alcuni eritrei: io sostengo la necessità di accoglierli tutti e subito, prima che, dopo essere stati ingiustamente incarcerati, debbano anche essere sottoposti ai lavori forzati…

Mobilitazione nazionale per gli eritrei – appello –

7 lug

PER LA LIBERAZIONE DEI 250 ERITREI DEPORTATI NEL DESERTO LIBICO:

8 LUGLIO, ROMA dalle 18.30 davanti all’Ambasciata Libica in Via Nomentana 365, NAPOLI dalle 19.00 in Piazza Bellini;

9 LUGLIO,
in tutta Italia davanti alle Prefetture.

Portiamo tutti una candela davanti all’ambasciata libica e manifestiamo davanti alle Prefetture
UNA LUCE PER LA DIGNITA’
Libertà e diritto d’asilo per 250 profughi eritrei deportati nel deserto Libico

Fermiamo le violenze della polizia libica contro i migranti.
Rivediamo gli accordi Italia – Libia e fermiamo la politica dei respingimenti.

Da giorni gli appelli dei 250 eritrei rinchiusi nella prigione di Brak, in Libia, ed esposti ad ogni tipo di violenza e al rischio di morte stanno raggiungendo l’Italia e cercando di risvegliare le nostre coscienze. Le torture e le violazioni subite da queste persone legittimamente in fuga da guerra e persecuzione non sono un caso isolato. Che la Libia sia un paese non democratico e senza alcun rispetto dei diritti fondamentali della persona umana è una realtà che solo per convenienza e calcolo i governi europei fingono a volte di dimenticare. Quelle torture, quelle violenze, ci raccontano però, soprattutto, della disumanità e dei crimini contro la vita umana di cui i governi italiani degli ultimi anni si sono macchiati delegando alla terra di Gheddafi la gestione di migliaia di profughi, ovvero il potere e l’arbitrio assoluto su migliaia di esseri umani inermi e titolari di diritti fondamentali come quello di chiedere e ottenere asilo politico. I respingimenti definiti con crudeltà e ipocrisia da Maroni come “una grande vittoria contro l’immigrazione clandestina” sono solo l’ultimo atto di una storia di complicità e ridefinizione di equilibri politici ed economici che ha usato e continua ad usare il corpo vivo dei migranti come moneta di scambio, la vita delle persone come una merce qualunque. Tutto ciò è avvenuto e sta avvenendo ad opera del governo italiano con un cinismo e un’indifferenza degni dei periodi peggiori del Novecento europeo. Con i respingimenti verso la Libia la classe politica al potere in Italia sta dichiarando a gran voce che la vita umana non vale nulla, specie se si tratta di quella di persone considerate ormai sotto-uomini. I richiedenti asilo come tutti gli altri migranti sono stati stigmatizzati e criminalizzati da leggi come quella sul reato di immigrazione clandestina e da decenni di razzismo istituzionale che ha imbarbarito questo paese e i suoi cittadini. Restare in silenzio mentre le donne, gli uomini e i bambini respinti dall’Italia stanno morendo in Libia significa rendersi complici di questa vergogna. Salvare le centinaia di persone che stanno morendo in Libia, anche a causa delle politiche migratorie italiane, significa lottare per i diritti e le libertà di tutti, per il diritto di ognuno di noi di vivere in un paese civile.

Agenzia Habesha
Amnesty International
Come un uomo sulla terra
Fortress Europe
Melting Pot
Stalker – Primavera Romana
Welcome! Indietro non si torna

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