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	<title>Vittorio Agnoletto &#187; mafie</title>
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	<description>Il Blog</description>
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		<title>Criminalità organizzata e globalizzazione finanziaria.</title>
		<link>http://www.vittorioagnoletto.it/2011/09/criminalita-organizzata-e-globalizzazione-finanziaria/</link>
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		<pubDate>Wed, 07 Sep 2011 15:30:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Vittorio</dc:creator>
				<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[Flare]]></category>
		<category><![CDATA[globalizzazione]]></category>
		<category><![CDATA[mafie]]></category>

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		<description><![CDATA[il manifesto, 4 settembre 2011
“Il rapporto tra la criminalità organizzata, le mafie e la globalizzazione finanziaria” è il titolo scelto quest’anno per la seconda edizione di “OLE – Otranto Legality Experience” che prevede un  Public Forum internazionale aperto a tutte la cittadinanza che si svolgerà dal 9 all’11 settembre ad Otranto.
Il Forum affronterà a 360° [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>il manifesto, 4 settembre 2011</em></p>
<p>“Il rapporto tra la criminalità organizzata, le mafie e la globalizzazione finanziaria” è il titolo scelto quest’anno per la seconda edizione di “OLE – Otranto Legality Experience” che prevede un  <em>Public Forum</em> internazionale aperto a tutte la cittadinanza che si svolgerà dal 9 all’11 settembre ad Otranto.</p>
<p>Il Forum affronterà a 360° le complesse tematiche indicate nel titolo, ma sarà preceduto da un <em>summer camp</em> (le iscrizioni sono ancora aperte) organizzato a Lecce dal 5 al 8 settembre, rivolto a chi intende sviluppare una competenza specifica sulla penetrazione della criminalità organizzata   nella tratta degli esseri umani e nel mercato dell’energia. Saranno infatti questi due, oltre allo studio delle potenzialità e dei limiti dell’azione di contrasto attivata delle istituzioni europee ed internazionali, i temi del <em>summer camp</em> di quest’anno.</p>
<p>“OLE”, <em>Public Forum</em> e <em>summer camp</em>, è organizzato dal network internazionale di Flare (Freedom Legality And  Rights in Europe) in collaborazione con Libera e con il sostegno, tra l’altro, della Regione Puglia e della Commissione Europea (web: <a href="http://www.ole2011.org/">www.ole2011.org</a> ; mail: info@ole2011.org)</p>
<p>Ad Otranto e a Lecce saranno presenti relatori provenienti da ogni parte del mondo, si confronteranno competenze differenti in grado di analizzare il fenomeno da angolature estremamente diverse; tra gli altri vi saranno: economisti tra i quali Susan George, John Christensen, Andrea Baranes, Antonio Tricarico e Pedro Paez; magistrati come Jean de Maillard, Francesco Greco, Alberto Perduca, Francesca Nanni; intellettuali e attivisti dei diritti umani come Aminata Traorè, Fathi Chamki, Vincenzo Ruggiero, <span style="text-decoration: underline;">e</span> oltre a Gianni Tamino, Enrico Fontana, Francesco Strazzari, Emilio de Capitani, Antonio Panzeri, Paolo Beni, Tonio dell’Olio e don luigi Ciotti</p>
<p>La straordinaria attualità dei temi trattati ad “OLE” offre l’opportunità di ragionare attorno alla crisi odierna  superando gli angusti limiti nazionali e osando spingere lo sguardo anche su terreni rischiosi e non a caso volontariamente ignorati dal dibattito ufficiale.   </p>
<p>Nel 2006 il 30% delle operazioni sui mercati finanziari erano eseguite da algoritmi di computer senza alcun intervento umano. Nel 2009 queste operazioni, che si concludono spesso in millesimi di secondo e che non hanno alcun rapporto con l&#8217;economia reale, sono  aumentate al 60% del totale.</p>
<p>Già nel 1998 il Regno Unito costruiva un quarto della sua ricchezza con l’attività della <em>City</em>.</p>
<p>L&#8217;import-export di beni e servizi nel mondo è stimato intorno ai 15.000 miliardi di dollari l&#8217;anno. Il mercato delle valute ha superato i 4.000 miliardi al giorno: circolano più soldi in quattro giorni sui mercati finanziari che in un anno nell&#8217;economia reale, come dire che oltre il 90% degli scambi valutari è pura speculazione.</p>
<p>Il sistema finanziario sviluppatosi inizialmente come mediatore tra il mondo produttivo e l’apparato statale ha nei fatti assunto su di sé la direzione dello stato.</p>
<p>“ Lo Stato, &#8211; sostiene da tempo  Zygmunt Bauman -  per dovere, ma con l&#8217;entusiasmo degno di una causa migliore, delega i propri compiti, anzi lì dà &#8220;in affitto&#8221; alle forze di mercato, che sono anonime, prive di un volto. Di conseguenza i compiti che sono vitali per il funzionamenti e il futuro della società sfuggono alla supervisione della politica e quindi a ogni controllo democratico. Il risultato: si affievolisce il senso di comunità e si frantuma la solidarietà sociale.”</p>
<p>La finanziarizzazione dell’economia, priva di qualunque regola, non è solo una delle cause principali dell’attuale crisi mondiale, ma ha anche favorito il rafforzamento delle economie illegali. La criminalità organizzata, non raramente, ha accumulato un potere ben maggiore di quello di singoli paesi. Le Borse dettano legge e non poche nazioni, anche in Europa,  gareggiano per ospitare i paradisi fiscali.</p>
<p>I confini tra economia legale,illecita e illegale sono sempre meno evidenti.</p>
<p>“I paradisi fiscali sono interamente funzionali a un consolidato sistema di potere politico, economico e finanziario concentrato nelle nazioni più ricche. – sostiene Antonio Tricarico della Campagna per la Riforma della Banca Mondiale &#8211; Secondo un&#8217;analisi del  Boston Globe Consulting, la ricchezza detenuta offshore è cresciuta a 7.400 miliardi di dollari nel 2009, dai 6.800 miliardi del 2008.</p>
<p>La rete internazionale Tax Justice Network, ha proposto il Financial Secrecy Index, un indice che permette di stilare una lista delle giurisdizioni meno trasparenti del mondo. Nelle prime dieci posizioni le uniche isole tropicali sono le Cayman e le Bermuda. Notiamo che entrambe sono “British Overseas Territories”, ovvero legate a doppio filo alla Gran Bretagna.”</p>
<p>Per restare alle vicende di casa nostra non è un mistero che nei paradisi fiscali troviamo società nelle quali è lo stesso governo italiano ad essere l&#8217;azionista di maggioranza.</p>
<p>Se i paradisi fiscali e gli offshore segnalano quanto sia labile e impercettibile il confine tra economia legale ed economia illecita, il mercato della droga mostra invece quanto sia indissolubile l’intreccio tra economia ufficiale ed economia illegale: senza la cocaina il PIL di molti Paesi occidentali crollerebbe. La criminalità organizzata investe centinaia di miliardi di guadagni della coca all&#8217;anno in immobili, titoli, aziende. La coca tira l&#8217;economia, ma anche l&#8217;economia tira la coca.</p>
<p>La mancanza di liquidità non riguarda i capitali mafiosi che possono fare shopping mondiale a basso prezzo grazie alla crisi. Come ? Con quali alleanze ? Anche di questo discuteremo a “OLE”    </p>
<p><em>Vittorio Agnoletto, direttore culturale di &#8220;OLE&#8221;</em></p>
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		<title>&#8220;Mafie, criminalità organizzata e globalizzazione finanziaria&#8221; un forum internazionale da non perdere. www.ole2011.org  ﻿﻿</title>
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		<pubDate>Thu, 28 Jul 2011 22:12:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Vittorio</dc:creator>
				<category><![CDATA[diritti umani]]></category>
		<category><![CDATA[globalizzazione]]></category>
		<category><![CDATA[mafie]]></category>

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		<description><![CDATA[

OTRANTO LEGALITY EXPERIENCE








Summer school-summer camp (Lecce 5-8 settembre) Forum Pubblico (Otranto 9-11 settembre)
OLE, acronimo di Otranto Legality Experience, rappresenta un&#8217;occasione unica di approfondire tematiche legate al rapporto tra la criminalità organizzata e la globalizzazione attraverso workshop, seminari e dibattiti tenuti da relatori italiani e internazionali.
Organizzato da FLARE Network, l’evento si terrà a Lecce e Otranto [...]]]></description>
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<h2><span style="font-weight: normal;"><strong>OTRANTO LEGALITY EXPERIENCE</strong></span></h2>
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<p><strong>Summer school-summer camp (Lecce 5-8 settembre) Forum Pubblico (Otranto 9-11 settembre)</strong></p>
<p>OLE, acronimo di Otranto Legality Experience, rappresenta un&#8217;occasione unica di approfondire tematiche legate al rapporto tra la criminalità organizzata e la globalizzazione attraverso workshop, seminari e dibattiti tenuti da relatori italiani e internazionali.<span id="more-686"></span></p>
<p>Organizzato da FLARE Network, l’evento si terrà a Lecce e Otranto dal 5 all’11 settembre.</p>
<p>L&#8217;obiettivo è di diventare un punto di riferimento in Europa per il ruolo delle società civili nel contrasto alla criminalità organizzata transnazionale.</p>
<p>Otranto Legality Experience è dedicato alla memoria di Renata Fonte, uccisa dalla mafia il 31 marzo 1984, e quest&#8217;anno al giornalista Toni Fontana.</p>
<p><strong>Il curatore culturale dell’evento è Vittorio Agnoletto.</strong></p>
<p><strong>I relatori che hanno confermato la partecipazione sono:</strong></p>
<p>Maurizio Ambrosini – professore di sociologia dei processi migratori e sociologia urbana all&#8217;Università degli Studi di Milano</p>
<p>Andrea Baranes, Antonio Tricarico e Elena Gerebizza &#8211; Campagna per la Riforma della Banca Mondiale</p>
<p>Emilio De Capitani – segretario Commissione Libertà Civili del Parlamento Europeo</p>
<p>Hans Nilsson – responsabile del Division Council dell’Unione Europea</p>
<p>Pedro Paez – ex ministro delle Finanze dell’Ecuador</p>
<p>Vincenzo Ruggiero – professore di sociologia alla Middlesex University di Londra</p>
<p>Wiert Wiertsema – senior policy advisor e coordinatore del programma Capital Flows di Both ENDS</p>
<p>Susan George – economista</p>
<p>John Christensen – direttore di Tax Justice Network International</p>
<p>Paolo Beni – presidente di Arci</p>
<p>Gianni Tamino – professore di biologia all&#8217;Università di Padova</p>
<p>Fathi Chamki – presidente della ONG Attac! Tunisie</p>
<p>Aminata Traorè – ex Ministro della Cultura del Mali, ideatrice del forum sociale africano</p>
<p>Enrico Fontana – dirigente di Legambiente, consigliere regionale della Regione Lazio</p>
<p>Francesco Forgione – ex presidente della Commisione Parlamentare Antimafia</p>
<p>Jean de Maillard – magistrato francese, esperto di criminalità finanziaria</p>
<p>Tonio Dell’Olio – referente di Libera Internazionale</p>
<p>Alessandro Profumo – banchiere, ex amministratore delegato Gruppo Unicredit</p>
<p>Antonio Panzeri – eurparlamentare, presidente delegazione EU/Maghreb</p>
<p><strong>OLE SUMMER CAMP &#8211; Lecce, 5/8 settembre</strong></p>
<p>Attraverso il summer camp, aperto alla partecipazione di 200 persone, si vuole individuare quali e quanto vaste siano le zone grigie nei meccanismi di funzionamento della finanza e dell’economia legale e suggerire possibili azioni di contrasto a seconda del soggetto coinvolto.</p>
<p>FLARE Network &#8211; 91/b C.so Trapani &#8211; 10141 Turin, Italy</p>
<p>Ph: +39 011 3841045 &#8211; mobile: +39 335 6382548 -</p>
<p>mail: communication@flarenetwork.org &#8211; web: flarenetwork.org &#8211; twitter.com/flare_network</p>
<p>Quattro le aree di analisi: organismi internazionali, stati, multinazionali e società civile.</p>
<p>I temi al centro dell’edizione 2011:</p>
<p>Le strategie di contrasto al crimine organizzato attivate dall’Unione Europea e dagli organismi internazionali: potenzialità, limiti e proposte;</p>
<p>Legalità e illegalità nei rapporti sociali, economici e finanziari tra Unione Europea e i paesi del Nord Africa con particolare attenzione ai processi migratori e alla tratta degli esseri umani;</p>
<p>Il business dell’energia tra mafie, imprese multinazionali e Stati.</p>
<p><strong>OLE FORUM &#8211; Otranto, 9/11 settembre</strong></p>
<p>All’edizione 2011 del summer camp seguirà un public forum aperto a tutti, con incontri, dibattiti, eventi cuturali sulle tematiche della globalizzazione, della giustizia sociale e della finanza.</p>
<p>Parteciperanno relatori altamente qualificati provenienti da diverse regioni del mondo.</p>
<p>Il titolo dell’edizione 2011 è “Economia Illegale, Mafie e Globalizzazione Finanziaria”, rivolto alla società civile, alla Pubblica Amministrazione e a tutti gli stakeholder.</p>
<p>Il forum intende fornire anche un’occasione di visibilità delle organizzazioni della società civile nazionale e internazionale attraverso la presenza di stand e spazi dedicati.</p>
<p>Per maggiori informazioni e per le iscrizioni al summer camp:</p>
<p><strong>web: www.ole2011.org</strong></p>
<p>mail: info@ole2011.org</p>
<p><img src="http://a6.sphotos.ak.fbcdn.net/hphotos-ak-snc6/226095_10150253937984962_101404919961_7759094_6322701_n.jpg" alt="" /></p>
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		<title>Una direttiva europea per la confisca e il riuso sociale dei beni mafiosi</title>
		<link>http://www.vittorioagnoletto.it/2010/12/una-direttiva-europea-per-la-confisca-e-il-riuso-sociale-dei-beni-mafiosi/</link>
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		<pubDate>Fri, 10 Dec 2010 21:05:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Vittorio</dc:creator>
				<category><![CDATA[diritti umani]]></category>
		<category><![CDATA[Flare]]></category>
		<category><![CDATA[mafie]]></category>
		<category><![CDATA[OLE]]></category>

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		<description><![CDATA[Tornare ad un controllo del movimento dei capitali, tassare le rendite finanziarie, aumentare la trasparenza nell&#8217;utilizzo di fondi pubblici, combattere i paradisi fiscali e insistere sulla confisca dei beni criminali: queste sono le quattro priorità emerse da “Confiscopolis”, l’incontro organizzato da Flare (Freedom, Legality And Rights in Europe), Libera e Transparency International nell’emiciclo del Parlamento [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Tornare ad un controllo del movimento dei capitali, tassare le rendite finanziarie, aumentare la trasparenza nell&#8217;utilizzo di fondi pubblici, combattere i paradisi fiscali e insistere sulla confisca dei beni criminali: queste sono le quattro priorità emerse da “Confiscopolis”, l’incontro organizzato da Flare (Freedom, Legality And Rights in Europe), Libera e Transparency International nell’emiciclo del Parlamento Europeo a Bruxelles il 9 (giornata mondiale contro la corruzione) e 10 dicembre (giornata mondiale per i diritti umani).<span id="more-605"></span><br />
Una storia che viene da lontano.<br />
A fine dello scorso agosto si è svolta ad Otranto la prima edizione di OLE &#8211; Otranto Legality Experience – del quale sono direttore culturale. Una settimana di seminari, incontri e workshop sull&#8217;analisi del rapporto tra globalizzazione finanziaria, mafie e criminalità organizzata, con alcuni dei più importanti rappresentanti del mondo politico, economico e giuridico internazionale. OLE è promossa da Flare, un network di 50 organizzazioni di 27 Paesi del Consiglio d&#8217;Europa, impegnato nel contrasto sociale alla criminalità organizzata e nato nel 2008 anche grazie alla volontà di Libera.<br />
L’appuntamento di questi giorni a Bruxelles rappresenta proprio il primo tentativo di tradurre l’elaborazioni culturali di OLE in iniziative concrete.<br />
«La confisca dei beni e il riutilizzo sociale, una risposta al potere delle organizzazioni criminali transnazionali» è stato l’oggetto di Confiscopolis: società civile e istituzioni europee si sono confrontate sulla possibile implementazione degli odierni strumenti europei di contrasto alle mafie.<br />
Il fenomeno delle criminalità organizzate ha raggiunto una dimensione globale; per questa ragione Flare sostiene un modello di contrasto basato su un principio semplice: l&#8217;aggressione ai capitali delle mafie, la loro confisca, ovunque siano collocati, e il riutilizzo all&#8217;interno di circuiti economici legali e puliti.<br />
Proprio per raggiungere questi obiettivi il network sta collaborando alla scrittura di una direttiva europea che prenda spunto dalla legge italiana 109/96 sul riutilizzo sociale dei beni confiscati, legge che Libera scrisse e fece approvare in Italia, grazie alla raccolta di un milione di firme.<br />
La Commissione Europea sembra disponibile a realizzare una simile direttiva, ma non è un mistero la freddezza di diversi governi europei, basta pensare ai tanti paradisi fiscali ancora più che attivi in Paesi UE. Per superare queste resistenze un network di associazioni europee, tra le quali Flare, lancerà, nell’estate 2011 una grande campagna sociale in tutta Europa con l’obiettivo raccogliere un milione di firme per sostenere la presentazione di una direttiva europea che uniformi le legislazioni degli stati membri in materia di confisca dei beni mafiosi e che ne introduca il riutilizzo a fini sociali.<br />
L&#8217;iniziativa popolare è uno strumento legislativo partecipativo importante ed innovativo: introdotta dal Trattato di Lisbona, è la prima forma di democrazia diretta nella storia dell&#8217;Unione europea. Con un milione di firme, i cittadini potranno chiedere alla Commissione di emanare una direttiva europea.<br />
In questo caso, per far sì che tutta Europa possa dotarsi di uno strumento normativo che colpisce le organizzazioni criminali nel loro punto di forza: il potere economico.<br />
Per saperne di più: <a href="http://www.flarenetwork.org">www.flarenetwork.org</a>.</p>
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		<title>Perché l’Italia accetta ambasciatori colombiani corrotti, sotto processo e plurindagati?</title>
		<link>http://www.vittorioagnoletto.it/2010/09/perche-l%e2%80%99italia-accetta-ambasciatori-colombiani-corrotti-sotto-processo-e-plurindagati/</link>
		<comments>http://www.vittorioagnoletto.it/2010/09/perche-l%e2%80%99italia-accetta-ambasciatori-colombiani-corrotti-sotto-processo-e-plurindagati/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 14 Sep 2010 10:20:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Vittorio</dc:creator>
				<category><![CDATA[diritti umani]]></category>
		<category><![CDATA[movimenti]]></category>
		<category><![CDATA[news]]></category>
		<category><![CDATA[varie]]></category>
		<category><![CDATA[Colombia]]></category>
		<category><![CDATA[corruzione]]></category>
		<category><![CDATA[democrazia]]></category>
		<category><![CDATA[diritti]]></category>
		<category><![CDATA[mafie]]></category>
		<category><![CDATA[narcotraffico]]></category>

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		<description><![CDATA[- Lettera a Frattini dalla Rete italiana Colombia vive! &#8211;  
Preoccupazione per la  nomina del nuovo ambasciatore colombiano a Roma.
 
«Onorevole Ministro,
il giorno 9 settembre  2010 è stata pubblicata la notizia della nomina del nuovo ambasciatore della  Repubblica colombiana a Roma. Il Dr. Andrés Felipe Arias, già Ministro  dell’Agricoltura, dovrebbe [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>- Lettera a Frattini dalla Rete italiana Colombia vive! &#8211; <em> </em></p>
<p><strong><em>Preoccupazione per la  nomina del nuovo ambasciatore colombiano a Roma.</em></strong></p>
<p><em> </em></p>
<p>«Onorevole Ministro,</p>
<p style="text-align: justify;">il giorno 9 settembre  2010 è stata pubblicata la notizia della nomina del nuovo ambasciatore della  Repubblica colombiana a Roma. Il Dr. Andrés Felipe Arias, già Ministro  dell’Agricoltura, dovrebbe sostituire il Dr. Sabas Pretelt de la  Vega, citato in giudizio per  aver comprato voti di parlamentari  colombiani serviti per approvare la riforma costituzionale che ha permesso la  rielezione del ex Presidente Álvaro Uribe Vélez nel 2006.</p>
<p style="text-align: justify;">Come affermato da  un noto analista  colombiano, sembra che l’unica prerogativa per ricevere incarichi diplomatici in  Italia sia quella di avere problemi con la giustizia colombiana. È quasi  impossibile non notare la consuetudine di inviare a Roma funzionari contestati  pubblicamente, che finiscono per essere rinchiusi nelle carceri colombiane. Tra  i casi più conosciuti, insieme a quello di Sabas Pretelt, vi sono quello dell’ex  ambasciatore Luis Camilo Osorio, attualmente indagato per vincoli con i  paramilitari quando rivestiva l’incarico di Procuratore Generale della  Repubblica; quello di Jorge Noguera, ex console a Milano, accusato di aver  ordinato intercettazioni illegali contro magistrati, giornalisti e membri  dell’opposizione, e di aver agevolato attentati contro leader sociali e politici  commessi dai paramilitari; quello di Fabio Valencia Cossio, ex ambasciatore a  Roma che, anche se non è attualmente indagato, ha un fratello in carcere per  legami con narcotrafficanti e paramilitari.</p>
<p style="text-align: justify;">Anche il Dr. Arias  ha conti in sospeso con la magistratura colombiana. È accusato, infatti, di aver  assegnato illegalmente a proprietari terrieri, narcotrafficanti e paramilitari  ingenti sussidi economici attraverso il “Programa Agro Ingreso Seguro”, senza  che queste persone, in molti casi, possedessero terre per realizzare progetti  finanziati dal governo. In questo modo, numerosi contadini e piccoli proprietari  sono stati privati della possibilità di ricevere gli aiuti finanziari statali di  cui avrebbero dovuto essere i principali  beneficiari.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Quando Arias era  Ministro della Agricoltura, l’espropriazione violenta e illegale delle terre di  proprietà di migliaia di famiglie colombiane è aumentata in modo significativo.  La  Chiesa cattolica ha denunciato l’esistenza di 4 milioni  di persone vittime di sfollamento forzato, il cui fenomeno è stato aggravato  proprio da quelle pratiche che hanno facilitato l’espropriazione delle  terre.</p>
<p style="text-align: justify;">Come cittadini  italiani ci chiediamo, dunque, per quali ragioni il governo colombiano continui  ad inviare nel nostro Paese persone coinvolte in indagini giudiziarie. Essendo  conoscitori profondi della drammatica realtà colombiana e delle dubbie qualità  morali del Dr. Arias, Le chiediamo, Signor Ministro, di non accettare la sua  nomina di ambasciatore della Repubblica colombiana in Italia. Rivendichiamo  rispetto per la dignità del nostro Paese, che viene negata ogni qual volta il  governo colombiano nomina come diplomatici ex funzionari coinvolti in attività  criminose verificatesi durante lo svolgimento dell’incarico istituzionale ad  essi assegnato.</p>
<p style="text-align: justify;">Certi della cortese  attenzione, le porgiamo cordiali saluti.</p>
<p>Andrea  Proietti</p>
<p>Presidente  Rete Italiana  Colombia Vive!</p>
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		<title>L&#8217;inestricabile intreccio tra criminalità organizzata e finanza mondiale</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Sep 2010 09:49:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Vittorio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[- Un primo bilancio di “OLE – Otranto Legality  Experience” -

“Se non  potete eliminare l’ingiustizia almeno raccontatela a tutti” così  scriveva Alì Shariati, uno dei principali teorici dell’Islam non  integralista.
Flare (Freedom Legality  And Rights in Europe), il principale network internazionale  contro la criminalità organizzata, fondato da Libera e composto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>- Un primo bilancio di “OLE – Otranto Legality  Experience” -<strong><br />
</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em></em></strong>“<em>Se non  potete eliminare l’ingiustizia almeno raccontatela a tutti</em>” così  scriveva Alì Shariati, uno dei principali teorici dell’Islam non  integralista.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Flare (Freedom Legality  And Rights in Europe)</em>, il principale network internazionale  contro la criminalità organizzata, fondato da Libera e composto da 45  organizzazioni di 27 Paesi, ha invitato ad Otranto, alla prima edizione di  “<em>OLE (Otranto Legality  Experience)”</em> intitolata “Economia illegale, mafie e globalizzazione  finanziaria”, oltre 50 relatori/testimoni per raccontare il formarsi delle mafie  globali, i loro affari e per illustrare i varchi che il funzionamento della  finanza internazionale offre alla loro azione.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma gli aderenti a <em>Flare</em> non si accontentano di raccontare,  sono attivisti nel pieno senso della parola e sono quotidianamente impegnati  nell’azione sociale di contrasto alle mafie, spesso rischiando la vita, ed  infatti ad Otranto non erano pochi i familiari delle vittime di mafia; a  cominciare da Viviana Matrangola, figlia di Renata Fonte, prima donna amministratrice  pubblica ad essere vittima nel 1984 di un delitto politico-mafioso per il quale  sono stati puniti gli esecutori, ma mai i mandanti, collocati nei piani alti  della politica e degli affari. Alcuni dei partecipanti al Forum sono riusciti a  raggiungere la  Puglia solo dopo innumerevoli peripezie attraverso le  burocrazie statali europee, pur essendo in fuga ricercati dai clan criminali  locali, come Mário Sá Gomes. Altri dall’Afghanistan, dall’Iran e dalla Nigeria  non sono riusciti ad arrivare per la mancata concessione del visto da parte  delle ambasciate italiane. Se pensiamo che avrebbero dovuto testimoniarci  l’intreccio nei loro Paesi  tra criminalità, affari, governi e multinazionali,  comprendiamo quanto sia stata grave la decisione delle rappresentanze  italiane.</p>
<p style="text-align: justify;">La competenza dei relatori, l’alta qualità  delle relazioni e l’indubbia preparazione dei 150 partecipanti al <em>Summer Camp</em> (organizzato con una trentina  di seminari mattutini e visite pomeridiane ai terreni confiscati) hanno  trasformato il <em>Forum,</em> come si è  potuto constatare anche negli incontri pubblici, in un’occasione unica a livello  internazionale. Opportunità fondamentale per la formazione di chi vuole agire in  questo campo, ma anche per l’informazione dei normali cittadini che nella loro  vita subiscono, spesso senza averne coscienza, le conseguenze degli intrecci  mafiosi.</p>
<p style="text-align: justify;">Il Forum diventerà un appuntamento annuale.  Il prossimo anno vi sarà una <em>Summer  School</em> (sostenuta da tutti gli atenei pugliesi a da alcune università  europee ed internazionali) per studenti universitari e neolaureati che vedrà  riconosciuti dei crediti formativi; si replicherà il <em>Summer Camp</em> in forma più ampia, ed infine  vi saranno alcune giornate di vero e proprio Forum aperte a chiunque sia  interessato.</p>
<p style="text-align: justify;">In attesa della pubblicazione degli atti  completi del <em>Forum</em>, riassumo i  cinque punti che ho affrontato nella sessione conclusiva del  Forum:</p>
<p style="text-align: justify;">1) <em>Non  c’è una separazione netta tra economia legale e illegale</em>, anzi c’è  un’economia finanziaria formalmente legale ma che concretamente si comporta  illegalmente; questa zona grigia è fortemente aumentata negli ultimi anni e  rischia di dilatare ulteriormente la propria azione nei prossimi anni. In  particolare Pedro Paez, già ministro delle Finanze in Ecuador e membro della  commissione Stiglitz delle Nazioni Unite, ci ha ricordato come mentre il PIL  mondiale è di 67.000 miliardi di $, l’ammontare totale dei derivati finanziari,  quindi di prodotti “off balance”, fuori dal bilancio formale delle banche ,  ammonta a 1,5 milioni di miliardi di $; la sola Banca d’America ha 100.000  miliardi di $ di derivati finanziari, una cifra superiore al PIL mondiale. Nei  paradisi fiscali vi sono11.000 miliardi di $ non tassati. Questa immensa massa  finanziaria è stata, e lo è ancora, in grado di condizionare fortemente  l’economia mondiale.</p>
<p style="text-align: justify;">2) <em>L’UE  non sfugge a tale situazione</em>; con 29 sistemi giuridici differenti,  più del numero degli Stati dell’Unione (infatti alcuni, come la Gran Bretagna, ne hanno  più di uno, in base alle autonomie amministrative) e con altrettanti sistemi  fiscali, anche qualora vi fosse una decisa, trasparente e unanime volontà  politica di contrastare il crimine organizzato internazionale, è evidente come  questo sia oggettivamente un obiettivo difficile da raggiungere, in una simile  situazione. Ad oggi sono solo tre &#8211; e tra questi non c’è l’Italia &#8211; i Paesi  dell’UE che hanno reso automatica sul loro territorio la confisca dei beni  mafiosi decisa da un magistrato di un altro Paese europeo. Paradisi fiscali e  off-shore sono di casa anche nell’UE: il caso dell’isola britannica Jersey,  collocata nel canale della Manica, è solo uno dei più eclatanti.</p>
<p style="text-align: justify;">3) <em>Forte è l’ambiguità di non poche istituzioni  nazionali e internazionali. </em>Il 60% del commercio  internazionale transita dai paradisi fiscali nell’indifferenza  del WTO, l’Organizzazione Mondiale del Commercio. D’altra parte, solo per fare  un esempio, sono le medesime regole del WTO che, garantendo 20 anni di brevetto  monopolistico sui farmaci, favoriscono lo sviluppo del commercio illegale dei  farmaci contraffatti nel sud del mondo. In alcuni Paesi l’intreccio tra economia  illegale e Stato è sotto gli occhi di tutti; infatti crollerebbero intere  economie se fosse azzerato il narcotraffico. Politiche repressive verso i  migranti, quale è il progetto Frontex dell’UE, producono come conseguenza la  crescita del traffico di esseri umani.</p>
<p style="text-align: justify;">4) <em>La  crisi rischia di essere un ulteriore volano per l’economie criminali.</em> In tempo di crisi le mafie sono tra i soggetti che meglio di altri possono  garantire la disponibilità in tempo reale di ingenti quantità di denaro da  investire; sono in grado di aggiudicarsi percentuali significative degli appalti  per le grandi opere; trovano terreno fertile al moltiplicarsi delle pratiche  usuraie. In una situazione nella quale diventa sempre più difficile la  separazione tra economia materiale e speculazione  finanziaria.</p>
<p style="text-align: justify;">5) <em>Movimenti globali contro la criminalità  organizzata.</em> L’appuntamento di Otranto è stato il risultato di un  importante incontro tra due dei più interessanti percorsi verificatisi negli  ultimi 15 anni: <em>Libera</em>, anima  dell’antimafia sociale che punta alla sconfitta delle mafie attraverso la   mobilitazione della società civile e la sua capacità di affiancare e stimolare  l’azione repressiva delle istituzioni e il WSF, il Forum Sociale  Mondiale, cuore dei movimenti antiliberisti che per primi hanno  compreso le drammatiche conseguenze per tutta l’umanità derivanti da un modello  dominato dalla finanziarizzazione dell’economia e dalla globalizzazione dei  mercati, in assenza di un ruolo prioritario delle istituzioni politiche.  Potenziare e diffondere in una dimensione mondiale l’azione derivante da questo  fecondo intreccio è stata l’intuizione di <em>FLARE</em> e sarà l’obiettivo prioritario del  futuro prossimo di <em>“OLE</em>”.</p>
<p><em>Vittorio  Agnoletto,</em><em> Coordinatore  Culturale di “OLE – Otranto Legality  Experience”</em></p>
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		<title>La globalizzazione che ha favorito le mafie</title>
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		<pubDate>Sun, 05 Sep 2010 07:17:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Vittorio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[- intervista a Terra &#8211; Parla Vittorio Agnoletto, coordinatore culturale del forum di Otranto, già portavoce della delegazione italiana al Forum sociale mondiale di Porto Alegre e del Genoa social forum durante il G8 di Genova.
«Questo è un momento storico particolare in cui le masse sono ormai diventate globali assieme alle mafie», spiega Vittorio Agnoletto, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">- intervista a <em>Terra</em> &#8211; Parla Vittorio Agnoletto, coordinatore culturale del forum di Otranto, già portavoce della delegazione italiana al Forum sociale mondiale di Porto Alegre e del Genoa social forum durante il G8 di Genova.</p>
<p style="text-align: justify;">«Questo è un momento storico particolare in cui le masse sono ormai diventate globali assieme alle mafie», spiega Vittorio Agnoletto, coordinatore culturale della Otranto Legality Experience (Ole), medico impegnato nella lotta contro l’Hiv, già portavoce nel 2001 della delegazione italiana al Forum sociale mondiale di Porto Alegre e del Genoa social forum durante il tragico G8 di Genova.</p>
<p><strong>Quali sono i principali aspetti che avete analizzato?</strong><br />
A Porto Alegre, quasi dieci anni fa, già denunciavamo che la globalizzazione avrebbe aperto le porte ad ogni sorta di mafia illegale. Cosa puntualmente avvenuta. Prendiamo i Balcani, dove gli scontri sulle identità nazionali continuano mentre le mafie locali già si sono unite. Il secondo è invece la globalizzazione finanziaria e dell’economia. Perché il denaro oggi ha la possibilità di muoversi da una parte all’altra del mondo senza nessuna forma di controllo. E così anche il capitale illegale ha trovato ottime condizioni per spostarsi indisturbato e inserirsi nelle speculazioni finanziarie. Il potere politico, viceversa, ha ancora più difficoltà a muoversi.</p>
<p><strong>Come ne usciamo?</strong><br />
Il 90 per cento delle transazioni finanziarie sono speculative. È evidente che quelle mafiose sono prevalenti. Ma se la politica ha difficoltà a controllare le transazioni servono nuovi strumenti. Al forum abbiamo chiesto ai più alti dirigenti della Ue nuove norme in grado di contrastare il capitale illegale.</p>
<p><strong>Ad esempio?</strong><br />
Nella Ue soltanto 3 Paesi su 27 hanno approvato il meccanismo di confisca europea. E bisogna fare i conti con altrettanti sistemi giudiziari. Oggi se un magistrato italiano deve confiscare un bene in Belgio, non può farlo automaticamente. Una difficoltà oggettiva per contrastare la criminalità. Inoltre chiediamo alla Commissione europea una direttiva per consentire l’uso sociale dei beni confiscati, sul modello adottato in Italia. Anche se nel nostro Paese il 41 per cento dei beni che dovrebbero essere riutilizzati dalla società civile è ipotecato e sotto il controllo delle banche.</p>
<p><strong>Riguardo ai paradisi fiscali di cui in questo periodo si parla molto?</strong><br />
Prima di tutto non sempre si tratta di luoghi lontani. In un dibattito si è parlato dell’isola di Jersey, un porto franco che si trova nella Manica. Infatti molte multinazionali hanno sede su quell’isola per evadere le tasse.</p>
<p><strong>Le grandi coorporation quale ruolo giocano?</strong><br />
Il confine tra economia legale e illegale, tra crimine organizzato e multinazionale, è molto labile. Le mafie saccheggiano l’Africa in stretto rapporto con le multinazionali e nell’indifferenza degli Stati. Nelle miniere di coltan del Congo, fondamentali per produrre i cellulari, l’esercito tratta come schiavi e fa scavare migliaia di ruandesi scappati dalla guerra civile. Un materiale poi acquistato dalle multinazionali. Al forum c’è anche Pedro Paez, ex ministro delle Finanze dell’Ecuador, che ha il ruolo di ridisegnare le organizzazioni economiche sudamericane per sottrarle alla Banca centrale. L’economia deve dare delle risposte al contrasto alle mafie.</p>
<p>(intervista di Alessandro De Pascale)</p>
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		<title>Ampliare i propri spazi. Così la sinistra torna in pista</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Aug 2010 09:51:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Vittorio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[- Intervista di Liberazione &#8211; 
Un forum internazionale e una summer school a Otranto. Tema: economia illegale e mafie. Organizzato da Flare, organizzazione internazionale che si occupa di questi temi. Agnoletto nè è il curatore culturale. Leggere di queste iniziative è come prendere una boccata d&#8217;aria fuori dalla stanze Italia e sinistra in Italia&#8230;&#8230;
Non può [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>- Intervista di <em>Liberazione</em> &#8211; </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Un forum internazionale e una summer school a Otranto. Tema: economia illegale e mafie. Organizzato da </strong><a href="http://flarenetwork.org/home/home_page.htm"><strong>Flare,</strong></a><strong> organizzazione internazionale che si occupa di questi temi. Agnoletto nè è il curatore culturale. Leggere di queste iniziative è come prendere una boccata d&#8217;aria fuori dalla stanze Italia e sinistra in Italia&#8230;&#8230;</strong><br />
Non può che essere così se alzi lo sguardo dai tuoi confini, se lo allarghi. La mafia non è più solo italiana. La globalizzazione riguarda anche l’illegalità e una critica all’economia a livello globale ti porta a guardare dentro l’economia illegale.<br />
<strong>Tema caro ai Forum di inizio millennio</strong><br />
Certo. Noi avevamo ragione. Sul piano politico la mancanza di controllo politico sulla finanza ha aperto la strada alla penetrazione di capitale illegale. Questo Forum concretizza l’intuizione dei Forum di Porto Alegre, di Genova.<br />
<strong>La scelta della Puglia è casuale? </strong><br />
In questo momento il presidente di Flare è italiano. Dunque è stata scelta l&#8217;Italia, e in Italia abbiamo scelto il Sud come punto di passaggio, incontro Est e Sud, territori per traffici di illegalità, e Otranto come estrema punta del Sud. La Puglia, inutile negarlo, offre anche una ragione politica in quanto si propone come un laboratorio interessante nel nostro paese.<br />
<strong>Si parlerà di riciclaggio, politiche di sicurezza, mafie e verranno proposti scenari nuovi, strade percorribili per uscire dal sistema. Insomma si mettono in connessione, come si dice oggi, esperienze e saperi. È un suggerimento anche per le politiche di casa nostra?</strong><br />
Si, partire da queste iniziative, lasciar perdere i propri ombelichi. Son tante le tematiche da portare al centro  delle discussioni. Uno schema così ampio è patrimonio di tutta la sinistra, a sinistra del Pd. Sono gli scenari internazionali che ci aiutano a ridimensionare le differenze.<br />
<strong>Ripensando alla stagione del movimento di Genova questo Forum di Otranto sembra lriprendere il discorso la dove era stato lasciato. La politica del fare rispetto a quella del dire.</strong><br />
Io credo che dalla pratica, da queste occasioni si possono riscoprire le ragioni comuni di una sinistra antiliberista.<br />
<strong>Ottimista. Come?</strong><br />
Voglio citare Mao. Mao diceva che se vai di notte in una strada di montagna e guardi le pietre per terra probabilmente non inciamperai, ma potresti sbagliare direzione. Se invece guardi le stelle probabilmente non sbaglierai direzione, ma potresti incimapare. Che cosa voglio dire? Che  le grandi ragioni ci devono guidare, ma bisogna guardare anche, alternativamente, per terra per non imbattersi in ostacoli e cadere. Le ragioni comuni sono molto forti e aiutano a ridimensionare le fratture</p>
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		<title>Economia illegale e mafie globali. Un Forum</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Aug 2010 13:14:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Vittorio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[- dal manifesto del 27 agosto 2010 &#8211; Una globalizzazione finanziaria selvaggia ha favorito il rafforzamento delle economie illegali; la criminalità organizzata agisce sempre più a livello internazionale e, non raramente, ha accumulato un potere ben maggiore di quello di singoli Paesi. Il sistema finanziario svolge oggi un ruolo di governo nella società globale  e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">- dal<em> manifesto</em> del 27 agosto 2010 &#8211; Una globalizzazione finanziaria selvaggia ha favorito il rafforzamento delle economie illegali; la criminalità organizzata agisce sempre più a livello internazionale e, non raramente, ha accumulato un potere ben maggiore di quello di singoli Paesi. Il sistema finanziario svolge oggi un ruolo di governo nella società globale  e non più una funzione di ammortizzatore tra le istituzioni e il sistema produttivo. La governance internazionale è in mano alle principali banche, al Fondo Monetario, alla Banca Mondiale, e al WTO. Le Borse dettano legge e non poche nazioni, tra le quali alcuni Paesi dell’UE,  gareggiano per ospitare i paradisi fiscali.<br />
A segnare questo processo hanno concorso la caduta dell’ex Unione Sovietica con la svendita delle imprese di stato, la nascita del WTO nel 1995, l’adesione ad esso della Cina e il rapido moltiplicarsi dei trattati di libero commercio.<br />
Le reti informatiche globali hanno permesso che le transazioni valutarie, una volta liberalizzate, potessero essere eseguite istantaneamente da qualunque luogo. Le riforme economiche orientate al mercato hanno aumentato lo stimolo ad infrangere le barriere doganali, e quindi i confini degli Stati,  legalmente o meno.<br />
Droghe, esseri umani da destinare alla prostituzione e alla schiavitù, organi da trapianti, ogni sorta di armamenti e di rifiuti, oltre a reperti archeologici ed icone sacre, attraversano quotidianamente le frontiere, che spesso  rappresentano, per le mafie internazionali, opportunità di profitto e schermi protettivi. Mentre per i funzionari statali, impegnati contro la criminalità, i confini  costituiscono, non raramente, degli ostacoli insormontabili.<br />
L’Europa è investita in pieno da questo cambiamento; gruppi criminali italiani, francesi e spagnoli, con i loro contatti nel nord e sud America, si sono saldati con i gruppi emergenti dei Paesi post-sovietici. La caduta del blocco orientale ha riversato sul mercato nuovi flussi di beni, di grande interesse per i traffici illeciti, alcuni dei quali a prezzi di saldo.<br />
Ucraina e Serbia sono diventati celebri per la produzione illegale di cd e munizioni; Moldavia, Romania e Ucraina, per lo smistamento di esseri umani, la Transnistria appare sempre più come un vero e proprio parastato mafioso….<br />
Ma l’azione dei gruppi criminali è ormai globale: senza la cocaina il PIL di molti Paesi crollerebbe; nella Repubblica Democratica del Congo in un anno gli istituti bancari sono passati da 13 a 22, la maggior parte di questi sono nati per riciclare i guadagni provenienti dalle attività illegali.<br />
Nel 2006 il volume del denaro riciclato era stimato al 10% del PIL globale, oggi questa percentuale è abbondantemente superata e l’ interdipendenza tra l’economia legale e illegale ha fortemente contribuito alla attuale crisi economica. Il rischio è che, di fronte alla necessità di far ripartire l&#8217;economia, i principali incentivi possano giungere proprio dai gruppi criminali; infatti, per il vantaggio competitivo derivante dall&#8217;illiceità dei propri proventi, l&#8217;economia illegale, nell&#8217;era del mercato globale, ne rappresenta proprio la parte più competitiva.<br />
In questo contesto anche le risposte devono necessariamente collocarsi a livello sovranazionale.  .<br />
E’ questo uno degli obiettivi del Forum Internazionale “Economia Illegale, Mafie e Globalizzazione Finanziaria “ prima edizione di “OLE, Otranto Legality Experience”, che si svolgerà nella cittadina pugliese dal 29 agosto al 3 settembre.<br />
Il Forum, organizzato da Flare (Freedom Legality and Rights in Europe, il principale network Europeo contro la criminalità organizzata, fondato da Libera e composto da 45 organizzazioni di 27 Paesi), finanziato dall’UE e dalla regione Puglia, diventerà un appuntamento annuale. Dall’anno prossimo sarà preceduto da un Master organizzato da un pool internazionale di università  tra i quali tutti gli atenei pugliesi.<br />
Il programma prevede una Summer School rivolta a 200 persone, in particolare attivisti, giornalisti, ricercatori, parenti e amici delle vittime, provenienti da una trentina di Paesi, tutti impegnati da anni nella lotta alle mafie, e un Public Forum aperto a tutta la cittadinanza che si svolgerà la sera con dibattiti, spettacoli e Mondografie, una raccolta di video-documentari sui diversi campi d’azione delle mafie internazionali (programma e relatori del Forum su www.ole2010.org ).<br />
Un evento di alto livello scientifico, con oltre cinquanta relatori collocati in ruoli “chiave”a livello internazionale, che alterneranno le loro comunicazioni con le testimonianze delle vittime e con le denunce delle associazioni impegnate nel contrasto alle mafie.<br />
Nella convinzione che l’azione affidata alle istituzioni legislative, giuridiche e alle agenzie di contrasto al crimine organizzato, non possa raggiungere alcun successo significativo senza intrecciarsi con un’azione collettiva, politica e sociale, in grado di modificare profondamente i meccanismi di funzionamento degli attuali organismi  finanziari internazionali.</p>
<p style="text-align: justify;">Vittorio Agnoletto, coordinatore culturale del Forum<br />
Michele Curto, presidente di Flare</p>
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		<title>Invito al Forum internazionale «Economia illegale, mafie e globalizzazione»</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Jul 2010 06:37:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Vittorio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Carissimi,
come vi avevo annunciato nella mia ultima newsletter da qualche mese ho iniziato a collaborare con il network di Flare (Freedom Legality and Rights in Europe) al quale aderisce, in Italia,  Libera (Associazioni, nomi e numeri contro le mafie) della quale è presidente don Luigi Ciotti.
Con questa lettera desidero annunciarvi e invitarvi alla prima edizione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.vittorioagnoletto.it/wp-content/uploads/2010/07/OLE_Banner_FLARE3.jpg" rel="lightbox[506]"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-508" style="border: 3px solid black;" title="OLE_Banner_FLARE" src="http://www.vittorioagnoletto.it/wp-content/uploads/2010/07/OLE_Banner_FLARE3-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Carissimi,</p>
<p style="text-align: justify;">come vi avevo annunciato nella mia ultima newsletter da qualche mese ho iniziato a collaborare con il network di Flare (Freedom Legality and Rights in Europe) al quale aderisce, in Italia,  Libera (Associazioni, nomi e numeri contro le mafie) della quale è presidente don Luigi Ciotti.</p>
<p style="text-align: justify;">Con questa lettera desidero annunciarvi e invitarvi alla prima edizione dell’Evento Internazionale  “Otranto Legality Forum”  del quale sono coordinatore culturale; il tema scelto per l’edizione 2010  è &#8220;Economia Illegale, Mafie e Globalizzazione Finanziaria&#8221; e si svolgerà da domenica 29 agosto a venerdì 3 settembre 2010.</p>
<p style="text-align: justify;">Il Forum, organizzato da Flare, con Libera come partner strategico, finanziato dall’UE e dalla regione Puglia, diventerà un appuntamento annuale internazionale.</p>
<p style="text-align: justify;">L’obiettivo del Forum edizione 2010 è quello di indagare:</p>
<p style="text-align: justify;">* quanto i cambiamenti politici, seguiti alla caduta del muro di Berlino e alla finanziarizzazione dell’economia mondiale, siano stati utilizzati dalle organizzazioni criminali per potenziare e internazionalizzare le proprie attività;<br />
* quali siano e quanto siano vaste le zone grigie nei meccanismi di funzionamento della finanza e dell’economia legale che possano favorire la penetrazione di poteri criminali;<br />
* quali sono le responsabilità dei diversi attori: organismi internazionali, Stati, aziende multinazionali, società civile e quali azioni di contrasto possano essere attivate dai diversi protagonisti.</p>
<p style="text-align: justify;">Il Forum si articolerà in cinque giornate di lavoro, da lunedì 30 agosto a venerdì 3 settembre e sarà  articolato in:</p>
<p style="text-align: justify;">* una Summer School così organizzata: la mattina vi saranno una trentina di incontri, tra seminari, workshop e dibattiti, organizzati in specifici percorsi di lavoro; il pomeriggio si alterneranno visite guidate ai luoghi confiscati alle mafie e destinati ad uso sociale con visite turistiche in alcuni dei posti più interessanti della Puglia. La Summer School è rivolta a circa 200 persone, provenienti da una trentina di Paesi e per parteciparvi è necessario iscriversi, la scelta dei partecipanti/studenti privilegerà coloro che già sono attivi nel contrasto alle ICO (Organizzazioni Criminali Internazionali) attraverso l’attività svolta in associazioni locali o nazionali.</p>
<p style="text-align: justify;">* un Public Forum aperto alla cittadinanza che si svolgerà la sera con filmati, dibattiti, spettacoli e intrattenimenti culturali sui temi del Forum.</p>
<p style="text-align: justify;">Tutte le informazioni sul programma e sui relatori del Forum e della Summer School li potrete trovare sul sito <a href="http://flarenetwork.org/blog/2010/07/12/ole-2010-otranto-legality-experience-apply-now/" target="_blank">http://flarenetwork.org.</a></p>
<p style="text-align: justify;">Posso garantirvi che gli incontri saranno tutti di estremo interesse e di altissimo valore politico e culturale, trattando uno dei temi oggi di maggior attualità a livello mondiale.</p>
<p style="text-align: justify;">Buona lettura e spero di incontrarvi in tanti ad Otranto.</p>
<p style="text-align: justify;">Vittorio</p>
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		<title>Mafie in Lombardia, venga nominata una nuova commissione regionale per la trasparenza</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Mar 2010 16:14:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Vittorio</dc:creator>
				<category><![CDATA[comunicati stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Libera]]></category>
		<category><![CDATA[mafie]]></category>
		<category><![CDATA[trasparenza]]></category>

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In occasione del report sulle “Mafie  in Lombardia” presentato da LIBERA «I dati forniti  dall’associazione Libera, 639 beni confiscati in 116 comuni lombardi, confermano  la vastità e l’articolazione della penetrazione delle mafie in Lombardia –  dichiara Vittorio  Agnoletto, candidato presidente in Regione Lombardia per la  Federazione della Sinistra [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><strong>In occasione del report sulle “Mafie  in Lombardia” presentato da LIBERA</strong></strong> «I dati forniti  dall’associazione Libera, 639 beni confiscati in 116 comuni lombardi, confermano  la vastità e l’articolazione della penetrazione delle mafie in Lombardia –  dichiara Vittorio  Agnoletto, candidato presidente in Regione Lombardia per la  Federazione della Sinistra -. Vi è una fortissima probabilità, già confermata  dalle indagini condotte dalla magistratura milanese, che in occasione del  prossimo Expo aumenti in tutta la regione le penetrazione delle mafie ed in  particolare della ‘Ndrangheta calabrese, negli appalti milionari.<strong><strong> </strong></strong>È vergognoso e inaccettabile che di fronte  a questo enorme rischio la giunta Formigoni abbia  nominato una commissione per la trasparenza nella quale vi sono persone indagate  e sotto processo a Palermo per inchieste connesse alla lotta alla mafia; i  cittadini lombardi certo non possono sentirsi protetti da una commissione  simile. Ma il comportamento della regione non è  isolato, <strong><strong>è evidente l’assoluto  disinteresse per la lotta alla mafia di tutte le istituzioni locali governate  dal centro destra</strong>:</strong> per  la provincia le mafie non esistono  e Podestà prende in giro Libera fornendogli la miseria di soli 1000 euro per la  celebrazione della giornata in ricordo delle vittime di mafia, mentre  il Comune di  Milano ha già da tempo provveduto a cancellare o sciogliere ogni commissione per  la vigilanza sugli appalti. Propongo che la Commissione nominata da  Formigoni sia immediatamente sciolta e sostituita da una nuova, composta in  maggioranza da rappresentanti delle società civile e di associazioni impegnate  nella lotta alle mafie; propongo che la presidenza di tale Commissione sia  affidata a Libera».</p>
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