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	<title>Vittorio Agnoletto &#187; Lombardia</title>
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		<title>Intervista su La Repubblica Milano: «Riuscirò a riunire la vera sinistra. Siamo l’unica alternativa a Formigoni»</title>
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		<pubDate>Wed, 24 Mar 2010 13:46:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Vittorio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[(Di Rodolfo  Sala)
«Ai cittadini lombardi chiedo un voto che serve oggi per costruire un’opposizione intelligente, e domani un governo di vera alternativa al formigonismo». Lo dice Vittorio Agnoletto, candidato governatore della Federazione della sinistra.
Dunque la «vera» alternativa siete voi…
«Difficile negarlo. Provo a dirlo con le parole di Moni Ovadia, che insieme a Dario Fo, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">(Di Rodolfo  Sala)</p>
<p style="text-align: justify;">«Ai cittadini lombardi chiedo un voto che serve oggi per costruire un’opposizione intelligente, e domani un governo di vera alternativa al formigonismo». Lo dice Vittorio Agnoletto, candidato governatore della Federazione della sinistra.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Dunque la «vera» alternativa siete voi…</strong></p>
<p style="text-align: justify;">«Difficile negarlo. Provo a dirlo con le parole di Moni Ovadia, che insieme a Dario Fo, Franca Rame, Margherita Hack, Paolo Rossi e altri è candidato nel mio listino: il programma di Penati è la fotocopia sbiadita di un originale, quello di Formigoni. Vuole un paio di esempi?»</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Prego.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">«Entrambi pensano che l’Expo sia una grande opportunità per Milano. Così com’è progettato, invece, rischia di diventare la porta d’ingresso della ‘ndrangheta negli appalti e di produrre un saccheggio ambientale fondato sulla speculazione edilizia. Poi l’immigrazione».</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Cioè?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">«Penati è quello che da presidente della Provincia propose di multare, sulla base del codice della strada, gli islamici che pregavano col tappetino sui marciapiedi».</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La cosa più importante di questa sua campagna elettorale?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">«L’appoggio ricevuto da parecchi esponenti della cultura democratica milanese e lombarda: persone diverse tra loro e anche distanti dal mio percorso politico, che tuttavia vedono nella mia candidatura una speranza di alternativa. Tra coloro che hanno sottoscritto un appello al voto per me c’è anche Milly Moratti. Con loro, e con tutti gli elettori, io ho assunto un impegno solenne».</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Quale?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">«Fare di queste elezioni regionali il primo passo per riunificare tutto ciò che c’è a sinistra del Pd e invertire l’andazzo degli ultimi anni, contraddistinti da divisioni e scissioni che non hanno più senso».</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>I capisaldi della vostra opposizione?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">«Innanzitutto difesa della scuola pubblica. Su 61.130 buoni scuola distribuiti nel 2008-2009, 61.125 sono andati a scuole private. Ne hanno usufruito 8.713 famiglie con reddito superiore agli 85mila euro, e altre 265 con reddito tra i 140 e i 200mila euro».</p>
<p style="text-align: justify;">Poi?</p>
<p style="text-align: justify;">«La sanità. In Lombardia più di dieci cliniche private sono sotto inchiesta con l’accusa di aver gonfiato le richieste di rimborso alla Regione. Oltre 80mila cartelle cliniche sono nelle mani dei magistrati. Questa è l’emergenza, ma più in generale Formigoni sta usando le eccellenze sanitarie, che ci sono eccome, per finanziare i privati».</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La prima proposta che farà da consigliere regionale?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">«Il Pirellone è travolto dalla corruzione del rapporto tra politica e affari, propongo di istituire una commissione sulla trasparenza negli appalti composta per il 50 per cento da rappresentanti della società civile e presieduta da un esponente di Libera, l’associazione anti-mafia di don Ciotti».</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Queste elezioni sono a forte rischio di astensionismo: preoccupato?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">«In una fase di grandissima crisi economica i ceti più deboli hanno il bisogno assoluto di avere una sponda istituzionale in regione. Se non c’erano i nostri al Pirellone, il prefetto neppure avrebbe aperto un tavolo di confronto Innse. Per questo dico che l’astensionismo è un lusso che a sinistra nessuno si può permettere».</p>
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		<title>Da Milano un segnale di speranza alla sinistra &#8211; intervista di Loris Campetti per Il manifesto</title>
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		<pubDate>Sun, 28 Feb 2010 13:38:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Vittorio</dc:creator>
				<category><![CDATA[news]]></category>
		<category><![CDATA[Agnoletto]]></category>
		<category><![CDATA[Lombardia]]></category>
		<category><![CDATA[movimenti]]></category>
		<category><![CDATA[sinistra]]></category>

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		<description><![CDATA[Chi si rivede,  Vittorio Agnoletto. Compagno di sempre, collaboratore di questo giornale dai  tempi in cui faceva il  medico del lavoro, o si batteva con la Lila contro l&#8217;Aids. Vittorio e i  giorni terribili del G8 di Genova, Vittorio all&#8217;Europarlamento dalla parte dei  movimenti e dei popoli sofferenti di mezzo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Chi si rivede,  Vittorio Agnoletto. Compagno di sempre, collaboratore di questo giornale dai  tempi in cui faceva il  medico del lavoro, o si batteva con la Lila contro l&#8217;Aids. Vittorio e i  giorni terribili del G8 di Genova, Vittorio all&#8217;Europarlamento dalla parte dei  movimenti e dei popoli sofferenti di mezzo mondo. I movimenti, quasi una  religione per lui, anche se ammette che «non è certo una stagione dei cento  fiori, quella che viviamo, e non è vero che a una politica marcia corrisponda  una società in ottima salute». Ma ha anche una passionaccia per la politica,  Vittorio.<br />
«Mi metto a disposizione», ha detto alla Federazione della sinistra  quando ormai i giochi in Lombardia erano fatti e l&#8217;ipotesi di una presentazione  unitaria delle forze alla sinistra del Pd si era infranta. Per molteplici colpe,  certo, resta il fatto che la Sel si è imbarcata sul carro di Penati.  La Puglia è  lontana da Milano. Eppure, in un processo di nuova frammentazione, la  candidatura di Agnoletto non appare minoritaria, almeno in quel pezzo di  Lombardia che sta con la cultura e con gli operai sui tetti, tra gli  ambientalisti, con chi si impegna nella difesa dei beni comuni. Il listino del  candidato presidente è di tutto rispetto: da Dario Fo e Franca Rame a Moni Ovadia, da Margherita  Hack agli operai in lotta, da Emilio Molinari all&#8217;amministratore  delegato di Radio Popolare Sergio Serafini, a Paolo Rossi. E ancora, medici,  ambientalisti, insegnanti. Si può dire che il cuore dell&#8217;altra Lombardia, quella  non omologata alle culture e alle politiche dominanti, sta con  Agnoletto.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><strong>Vittorio, ma chi te l&#8217;ha  fatto fare?</strong></strong></p>
<p style="text-align: justify;">La voglia di dimostrare che in questa regione  cruciale è possibile portare in consiglio regionale una rappresentanza della  sinistra diffusa, che esiste e resiste. Senza la mia candidatura non ci sarebbe  stata alternativa.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><strong>Alternativa a che  cosa?</strong></strong></p>
<p style="text-align: justify;">A turarsi in naso e votare per Penati, o restare a  casa disertando le urne. Penati non propone un modello sociale diverso da quello  di Formigoni, punta anch&#8217;egli sulle grandi opere, lasciando deperire la cultura  produttiva. Addirittura, su questioni per noi centrali come l&#8217;immigrazione si  schiera a metà strada tra Formigoni e la Lega. Il mio  avversario è ovviamente Formigoni, che vincerà avviandosi a governare per  vent&#8217;anni la  Lombardia, ma non vedo differenze sostanziali tra i suoi  programmi, le sue pratiche, e quelle di Penati.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><strong>Tutto vero, ma ti presenti con una sola parte della  sinistra, un&#8217;altra è sul carro di Penati.</strong></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><br />
</strong>Io sono candidato presidente ma non  andrò in consiglio regionale. La legge prevede questa opportunità. Questo per  dirti che mi sono messo a disposizione per un progetto non di frammentazione ma  di ricomposizione della sinistra. Perciò mi sono rivolto a intellettuali e  operai, scenziati e insegnanti, ambientalisti e movimenti territoriali e la  risposta che sto ricevendo è incoraggiante. Noi spieghiemo quale modello sociale  si cela dietro l&#8217;Expò, che mette in movimento tanto la Compagnia delle opere  quanto una parte delle Coop: quando manca l&#8217;opposizione viene meno il ruolo di  sentinella del potere, vince la pratica consociativa che sempre più spesso  sconfina nell&#8217;illecito, come vediamo in questi giorni. Noi proponiamo un altro  percorso, diverse relazioni.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><strong>Da un  lato c&#8217;è chi, come la Sel, sceglie di affiancarsi al Pd, dall&#8217;altro chi, come  Rifondazione e la Federazione della sinistra, rischia di rinchiudersi in uno  splendido isolamento che non esclude a priori tentazioni settarie. Non sarà che  la tua candidatura nasce dall&#8217;idiosincrasia di Penati per la falce e  martello?</strong></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><strong></strong><br />
</strong>Io con Penati non mi sarei mai  presentato, qualunque schieramento l&#8217;avesse sostenuto. Mi pare che le parole  migliori per spiegare la presenza di un candidato presidente e di una lista  alternativa siano quelle di Moni Ovadia quando ha accettato di  stare nel listino: «Tra zuppa e panbagnato scelgo di mangiare bene». Con questa  logica mi rivolgo agli elettori di Sinistra e libertà, per dare un segnale  diverso nel momento in cui persino nel gruppo dirigente della Sel ci sono  divisioni e ripensamenti sull&#8217;errore commesso. Mi rivolgo a chi è impegnato  nelle lotte per il lavoro, per la cultura, i beni comuni e anche agli elettori  dell&#8217;Italia dei valori che in Di Pietro cercavano un&#8217;alternativa che ora vedono  annacquarsi. Ho l&#8217;impressione che la mia venga percepita come una candidatura  unitaria dalla sinistra lombarda.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><strong>Dici che dalla Lombardia vuoi mandare un segnale positivo  alle forze di sinistra. Parti da una situazione difficile e frantumata. Persino  dentro la Federazione della sinistra, dove ci si divede &#8211; solo per fare un  esempio &#8211; anche sul congresso della Cgil.</strong></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><strong></strong><br />
</strong>Il segnale per un futuro diverso,  perché sia efficace deve partire da un buon risultato elettorale: la Federazione  sopra il 3% o il presidente sopra il 5%. Io penso che si possa ricostruire un  percorso unitario, atonomo dal Pd e non settario e arroccato. Ogni tanto per  saltare l&#8217;ostacolo bisogna alzare lo sguardo. Alzare lo sguardo anche rispetto  al congresso della Cgil, per cercare al di là delle due mozioni le idee e i  valori positivi che stanno nelle staordinarie lotte della Fiom in fabbrica, con  i migranti e la Val di Susa, ma anche nella storia di Lavoro e società. Sennò  come fai a riannodare i fili? Per tornare a noi: credo che a sinistra del Pd ci  sia spazio per un solo polo, ma le strade autonome per costruirlo sono più  d&#8217;una.</p>
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