Archivi Tag: lavoro

Generazionezero, un gruppo di ragazzi del sud, mi ha intervistato a tutto campo….

20 ott

http://www.generazionezero.org/blog/2011/10/19/intervista-a-vittorio-agnoletto-4/

15 OTTOBRE A ROMA. CAMBIAMO L’EUROPA, CAMBIAMO L’ITALIA – PEOPLE OF EUROPE, RISE UP!

29 set

COORDINAMENTO 15 OTTOBRE

http://15ottobre.wordpress.com

CAMBIAMO L’EUROPA, CAMBIAMO L’ITALIA

PEOPLE OF EUROPE, RISE UP!

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MANIFESTAZIONE NAZIONALE

sabato 15 ottobre ROMA – ore 14 (continua…)

Un filo rosso unisce Torino a Bologna: i diritti o sono universali o non sono diritti.

12 gen

Se passa l’accordo voluto da Marchionne, e sostenuto da CISL e UIL, i lavoratori di Torino dovranno anche chiedere alla Fiat persino il permesso per ammalarsi e, se si ammaleranno nei giorni sbagliati, potranno essere sanzionati.
A Bologna un neonato muore per il freddo; poche settimane prima  i servizi sociali non si erano accorti che la donna era  all’ottavo mese.
Due notizie certamente molto diverse fra loro, ma, purtroppo c’è un filo che le collega: i diritti dei lavoratori e un welfare per tutti sono state le conquiste principali delle lotte che hanno segnato in Italia gli anni ’60 e ’70.
Nessun lavoratore poteva essere spogliato dei propri diritti quando entrava in fabbrica; nessun essere umano, donna o uomo, poteva essere abbandonato dalla collettività ad una situazione di tale povertà da porlo a rischio di vita.
Oggi questi principi sono stati cancellati dalla cultura dominante sparsa a piene mani per quasi trent’anni prima dal craxismo e poi dal berlusconismo.
I modelli presentati come vincenti sono quelli del tutti contro tutti, ognuno per sé, gira lo sguardo dall’altra parte e pensa solo a te stesso….
Lo Stato si ritira, non si assume più alcuna responsabilità, il campo è lasciato alla feroce legge del più forte e ai suoi ricatti.
La posizione della Fiom oggi è di estrema importanza perché: difende i diritti indisponibili dei lavoratori della Fiat; perché è consapevole che lo scontro a Torino rappresenta la linea del Piave, se sfondano lì quegli stessi ricatti si riprodurranno in tutte le aziende; ma soprattutto perché ha compreso che attraverso la lotta dei lavoratori Fiat è possibile provare (almeno provare) a ricostruire un ampio fronte sociale con al centro i diritti sociali per tutti.
I lavoratori precari, i cittadini immigrati, i tanti che individualmente (come nel caso di Bologna) sono lasciati soli ad affrontare il freddo e la fame, possono trovare nella lotta della Fiom un terreno comune per la difesa dei propri diritti e di un welfare universale, per la conquista di un reddito di cittadinanza, oggi più che mai necessario.
Riunificare attorno ad obiettivi comuni tutti quei settori popolari che lo sviluppo capitalista ha diviso e che la crisi rischia di porre gli uni contro gli altri è la priorità odierna. Ed è anche la ragione principale per aderire alla mobilitazione del 28 gennaio.

Congedo maternità: stessi diritti per lavoratrici autonome e dipendenti – Osservatorio Europa – Lavori in corso

26 mag

14 settimane è il periodo minimo di congedo per maternità, retribuito, previsto attualmente per le lavoratrici dipendenti dalla direttiva europea che regolamenta tale materia. Questo diritto andrebbe però esteso alle lavoratrici autonome e alle compagne, mogli o conviventi, di lavoratori autonomi, con i quali collaborano all’attività professionale. Pochi giorni fa lo ha chiesto il Parlamento europeo, esprimendo la sua opinione relativamente alla proposta di modifica della suddetta direttiva comunitaria e votando la relazione dell’eurodeputata Astrid Lulling, membro della Commissione per i diritti della donna e l’uguaglianza di genere. Il testo, concordato con il Consiglio in seconda lettura, sancisce la necessità di garantire gli stessi diritti sociali delle impiegate, ovvero delle lavoratrici con contratto a tempo indeterminato, anche alle lavoratrici autonome e alle cosiddette “coniugi coadiuvanti” dei lavoratori autonomi. Le coniugi o conviventi coadiuvanti non sono lavoratrici dipendenti a tutti gli effetti ma spesso aiutano i propri mariti o compagni nel loro lavoro autonomo, in particolare nel settore agricolo, nelle piccole imprese e nelle libere professioni. Ogni Stato membro dovrà decidere se il pagamento per l’adesione ai regimi di assicurazione sociale (che copre congedo di maternità, malattia, invalidità e vecchiaia) dovrà essere obbligatorio anche per le lavoratrici autonome oppure se potranno accedervi volontariamente. E toccherà sempre ai Paesi dell’Ue valutare se rendere obbligatorio o volontario il congedo di maternità per le lavoratrici autonome: ogni Stato stabilirà se imporre o meno il periodo di riposo dopo il parto a tutte le lavoratrici e dunque, di conseguenza, le imposte relative, anche per chi non ha un lavoro dipendente. In ogni caso, questa protezione potrà essere «proporzionale alla partecipazione alle attività del lavoratore autonomo (nel caso in cui si tratti di una donna che lavora insieme al proprio coniuge o compagno lavoratore autonomo, ndr) e/o al livello di contribuzione».

Il periodo di 14 settimane rappresenta tra l’altro «un minimo, prorogabile dagli Stati membri tenendo conto del loro diverso status nonche delle loro esigenze specifiche». L’Europarlamento ha inoltre previsto «per tenere conto delle specificita’ del lavoro autonomo», la possibilità per le conviventi collaboratrici di lavoratori autonomi di accedere «a un servizio di supplenza temporanea esistente che consenta loro interruzioni di attività in caso di gravidanza o per maternità, oppure agli eventuali servizi sociali nazionali esistenti. L’accesso a tali servizi può costituire un’alternativa all’indennita’ di maternita’ oppure una parte di essa». In questo caso la donna in congedo non riceverebbe l’intera indennità ma potrebbe essere facilmente sostituita nell’impresa familiare. Infine, viene chiesto agli Stati membri di adottare le misure necessarie per assicurare che le condizioni per la fondazione di un’impresa tra coniugi (o conviventi, nei Paesi in cui sono riconosciuti dalla legge nazionale, e sappiamo che ciò non accade in Italia…) non siano più restrittive che tra altre persone. Il Consiglio prevede di adottare gli emendamenti votati dall’emiciclo di Bruxelles il prossimo 7 giugno. Gli Stati membri avranno quindi due anni di tempo per introdurre modifiche alla direttiva, o quattro anni se avessero difficoltà a trovare le risorse per garantire il livello standard di protezione sociale alle lavoratrici autonome e alle mogli o conviventi dei lavoratori autonomi.