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Un’altra morte inutile. Ritiro immediato dall’Afghanistan

18 gen

Frasi di cordoglio con le solite parole di circostanza. L’ennesima morte di un militare italiano in Afghanistan tra un paio di giorni sarà già dimenticata. Come cercano di farci dimenticare il vergognoso ricatto di Marchionne. E’ giusto indignarsi per i comportamenti di Berlusconi ed è doveroso chiedere che la magistratura possa proseguire il suo percorso. Ma l’opposizione dovrebbe innanzitutto chiedere le dimissioni del governo sulla base di una piattaforma politica che abbia al centro la difesa dei lavoratori e il rispetto della Carta Costituzionale che impedisce all’Italia di partecipare ad una guerra. E in Afghanistan stiamo partecipando ad una guerra per sostenere un governo di narcotrafficanti, per questo è necessario l’immediato ritiro dei militari italiani.

Una bestemmia.

3 gen

Ho ascoltato alla radio la predica in chiesa per il funerale di Matteo Miotto. Il prete ha paragonato i soldati italiani in Afghanistan a Gesù messaggero di pace: una vera e propria bestemmia. (Oltre che una falsità storica: in Afghanistan non c’è alcuna missione di pace.)

Per non dimenticare Gaza

30 dic

Due anni fa, in questi giorni, Israele lanciava sulla Striscia di Gaza l’operazione Piombo Fuso, che in 22 giorni causò la morte di 1400 palestinesi, dei quali quasi 400 bambine e bambini, e 13 israeliani.
Nel febbraio 2009, un mese dopo la conclusione dell’operazione Piombo Fuso, ebbi l’opportunità di entrare a Gaza con una delegazioni di parlamentari europei: incontrammo anche dei giovani studenti. Gli adulti parlavano della scuola da ricostruire,  quando un ragazzino pose una semplice domanda : “perché devo studiare se in qualunque momento dal cielo può arrivare una bomba che distrugge tutto un’altra volta ?”
In queste parole e nel silenzio che ne seguì si può provare a capire, se ne siamo capaci, cosa significa vivere senza poter nemmeno immaginarsi un futuro.
Grazie a Claudia Milani per aver segnalato i seguenti link:
Articolo di Amisnet con il link all’intervista di Fouad Roueiha a Vittorio Arrigoni, attivista per i diritti umani e scrittore, da Gaza City, e a Jessica Montell, B’Tselem, sugli aspetti legali di Piombo Fuso. Gaza: due anni dopo il piombo è ancora fuso.
Ascolta le interviste.

http://amisnet.org/agenzia/2010/12/27/gaza-due-anni-dopo-il-piombo-e-ancora-fuso/

Le immagini di Piombo Fuso in presa diretta: To shoot an elephant di Alberto Arce

http://toshootanelephant.com/node

premio Golden Butterfly – Movies that matter, conferito da Amnesty International quale migliore documentario 2010.
Io non dimentico: articolo di Haidar Eid, 2 anni dopo l’orrore

http://guerrillaradio.iobloggo.com/2010/haidar-eid-gaza-2-anni-dopo-l-orrore

I nostri soldati spararono su un’ambulanza. Wikileaks svela le menzogne del governo italiano

25 ott

La Russa conferma: la menzogna è il normale comportamento del governo italiano. E’ questa l’unica spiegazione possibile alle dichiarazioni del ministro della difesa (meglio sarebbe dire “Ministro della guerra”).

La Russa ha dichiarato che le rivelazione di Wikileaks su due episodi che hanno visto coinvolti i militari italiani in Iraq nel 2004 e nel 2005 non aggiungono “nulla di nuovo” a quello che già si sapeva. Peccato che su Wikileaks si leggono cose estremamente diverse da quanto sempre sostenuto dalle nostre autorità: nel 2005 il sergente Salvatore Marraccino non si sarebbe sparato da solo ma sarebbe stato colpito durante un’esercitazione; nel 2004 sul ponte di Nassiriya, a differenza di quanto dichiarato dei militari italiani, nessuno sparò contro i “nostri” soldati, e il mezzo colpito dal fuoco italiano e saltato in aria sarebbe stata un’ambulanza,che trasportava, tra l’altro, una donna incinta. Ecco un esempio drammatico di civili uccisi, senza alcuna ragione, da militari degli eserciti occupanti che, formalmente, avrebbero dovuto portare pace e democrazia.

Siamo di fronte alla stessa doppia verità di tutti coloro che piangono lacrime di coccodrillo ogni volta che una bara torna dall’Afghanistan in Italia e che pochi giorni dopo sono pronti a votare nuovamente a favore del proseguimento della missione di guerra.

E’ estremamente grave che l’opposizione parlamentare abbia fino ad ora sottovalutato le rivelazioni apparse su Wikileaks e non ne abbia chiesto conto al governo. La ragione è molto semplice: gran parte dell’opposizione non ha alcun volontà di chiedere un dibattito sul comportamento dei nostri soldati nelle missioni di guerra perché, da tale confronto, emergerebbero ulteriori ragioni per chiedere il ritiro delle nostre truppe dall’Afghanistan. Scelta che l’attuale opposizione parlamentare non ha alcuna intenzione di sostenere; al di là delle dichiarazioni di rito di fronte alle bare di soldati italiani.

E il movimento, purtroppo, non è sufficientemente forte per imporre tale scelta come avvenne per l’Iraq.

Leggi: http://notizie.tiscali.it/articoli/esteri/10/10/25/wikileaks-nuove-rivelazioni-italiano.html