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	<title>Vittorio Agnoletto &#187; giustizia</title>
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		<title>I palestinesi chiedono di far parte dell&#8217;UNESCO, e Israele risponde che, se questo avviene, gli USA taglieranno i fondi del 22%</title>
		<link>http://www.vittorioagnoletto.it/2011/10/i-palestinesi-chiedono-di-far-parte-dellunesco-e-israele-risponde-che-se-questo-avviene-gli-usa-taglieranno-i-fondi-del-22/</link>
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		<pubDate>Sun, 09 Oct 2011 10:03:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Vittorio</dc:creator>
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		<category><![CDATA[giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[Palestina]]></category>

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		<description><![CDATA[http://nena-news.globalist.it/?p=13316
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		<title>15 OTTOBRE A ROMA. CAMBIAMO L&#8217;EUROPA, CAMBIAMO L&#8217;ITALIA &#8211; PEOPLE OF EUROPE, RISE UP!</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Sep 2011 15:41:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Vittorio</dc:creator>
				<category><![CDATA[movimenti]]></category>
		<category><![CDATA[giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro]]></category>

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		<description><![CDATA[COORDINAMENTO 15 OTTOBRE
http://15ottobre.wordpress.com
 
CAMBIAMO L&#8217;EUROPA, CAMBIAMO L&#8217;ITALIA
PEOPLE OF EUROPE, RISE UP! 
* * *
MANIFESTAZIONE NAZIONALE 
sabato 15 ottobre ROMA &#8211; ore 14
La giornata del 15 ottobre vedrà mobilitazioni in tutta Europa, nel Mediterraneo e in altre regioni del mondo, contro la distruzione dei diritti, dei beni comuni, del lavoro e della democrazia compiuta, con le [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>COORDINAMENTO 15 OTTOBRE</strong></p>
<p><strong>http://15ottobre.wordpress.com</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>CAMBIAMO L&#8217;EUROPA, CAMBIAMO L&#8217;ITALIA</strong></p>
<p><strong>PEOPLE OF EUROPE, RISE UP! </strong></p>
<p><strong>* * *</strong></p>
<p><strong>MANIFESTAZIONE NAZIONALE </strong></p>
<p><strong>sabato 15 ottobre ROMA &#8211; ore 14<span id="more-700"></span></strong></p>
<p><strong>La giornata del 15 ottobre vedrà mobilitazioni in tutta Europa, nel Mediterraneo e in altre regioni del mondo, contro la distruzione dei diritti, dei beni comuni, del lavoro e della democrazia compiuta, con le politiche anticrisi, a difesa dei profitti e della speculazione finanziaria. Le persone non sono un debito. </strong></p>
<p><strong>Anche in Italia è già stata raccolta da tanti soggetti organizzati, alleanze sociali, gruppi informali e persone che hanno dato vita al Coordinamento 15 ottobre . Non vogliamo fare un passo di più verso il baratro in cui l’Europa e l’Italia si stanno dirigendo e che la manovra del Governo continua ad avvicinare. Vogliamo un’altra economia, un’altra società e una democrazia vera. </strong></p>
<p><strong>Il Coordinamento 15 ottobre si mette al servizio della riuscita della mobilitazione. Curerà unitariamente le caratteristiche, la logistica e l’organizzazione della manifestazione nazionale di Roma e ne definirà le sue parti comuni. </strong></p>
<p><strong>Il suo obiettivo è favorire la massima inclusione, convergenza, convivenza e cooperazione delle molteplici e plurali forze sociali, reti, energie individuali e collettive che stanno preparando e prepareranno la mobilitazione con i propri appelli, le proprie alleanze, i propri contenuti. </strong></p>
<p><strong>Ci impegniamo insieme a costruire una manifestazione partecipata, pacifica, inclusiva, plurale e di massa, il cui obiettivo è raccogliere e dare massimo spazio alla opposizione popolare, alle lotte e alle pratiche alternative diffuse nel nostro paese.</strong></p>
<p><strong>La manifestazione partirà alle ore 14.00 da Piazza della Repubblica e arriverà a Piazza San Giovanni.</strong></p>
<p><strong>Sarà una tappa della ripresa di spazio pubblico di mobilitazione permanente, come si sta realizzando in tutta Europa e nel Mediterraneo, che è necessario mettere in campo per cambiare l’Italia e il nostro continente.</strong></p>
<p><strong>Invitiamo i cittadini e le cittadine, nativi e migranti, le lavoratrici e i lavoratori, i soggetti organizzati, i gruppi, le reti formali e informali a partecipare attivamente al 15 ottobre, a coinvolgere le proprie comunità, a organizzare la partecipazione al corteo di Roma.</strong></p>
<p><strong>Il Coordinamento 15 ottobre invita a costruire in tutto il territorio la partecipazione italiana alla giornata europea e internazionale &#8220;UNITED FOR GLOBAL CHANGE&#8221; e a convergere nella giornata nazionale di mobilitazione a Roma.</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>MANIFESTAZIONE NAZIONALE </strong></p>
<p><strong>sabato 15 ottobre</strong></p>
<p><strong>Partenza ore 14 &#8211; Piazza della Repubblica</strong></p>
<p><strong>ROMA</strong></p>
<p>Per aderire alla mobilitazione: adesioni15ottobre@gmail.com</p>
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		<item>
		<title>&#8220;G8, il medico di Bolzaneto premiato dalla Asl 3&#8243; Ecco un altro esempio di &#8220;Eclisse della democrazia&#8221;</title>
		<link>http://www.vittorioagnoletto.it/2011/07/g8-il-medico-di-bolzaneto-premiato-dalla-asl-3-ecco-un-altro-esempio-di-eclisse-della-democrazia/</link>
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		<pubDate>Fri, 08 Jul 2011 13:07:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Vittorio</dc:creator>
				<category><![CDATA[movimenti]]></category>
		<category><![CDATA[G8]]></category>
		<category><![CDATA[Genova]]></category>
		<category><![CDATA[giustizia]]></category>

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		<description><![CDATA[G8, il medico di Bolzaneto &#8220;premiato&#8221; dalla Asl 3
MARCO PREVE  - Repubblica Genova
La Asl 3 premia il medico genovese che, secondo i giudici della Corte
d´Appello, è uno dei responsabili di quel «delirio di violenze, sopraffazioni,
umiliazioni» che fu la caserma prigione di Bolzaneto durante il G8 del 2001.
Nel 2010, a marzo, Giacomo Toccafondi, seppur i suoi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>G8, il medico di Bolzaneto &#8220;premiato&#8221; dalla Asl 3</p>
<p>MARCO PREVE  - Repubblica Genova<br />
La Asl 3 premia il medico genovese che, secondo i giudici della Corte<br />
d´Appello, è uno dei responsabili di quel «delirio di violenze, sopraffazioni,<br />
umiliazioni» che fu la caserma prigione di Bolzaneto durante il G8 del 2001.<span id="more-678"></span><br />
Nel 2010, a marzo, Giacomo Toccafondi, seppur i suoi numerosi capi<br />
d´imputazione siano andati in prescrizione, è stato però ritenuto civilmente<br />
responsabile per gli abusi che commise e i comportamenti che tenne, nella<br />
prigione speciale del G8. Ma un anno dopo, quando la direzione generale<br />
dell´Asl 3 ha dovuto stilare la lista dei dirigenti medici più meritevoli, ecco<br />
che Toccafondi compare nell´elenco dei buoni. Non a tutti i suoi dirigenti,<br />
infatti, la Asl 3 ha riconosciuto la voce &#8220;retribuzione di risultato&#8221; che<br />
premia i dipendenti più efficienti che hanno centrato i loro obiettivi. Si<br />
tratta di 4548,79 euro consegnati al medico che, scrivono i giudici, «anziché<br />
lenire la sofferenza delle vittime di altri reati,<br />
l´aggravò, agendo con particolare crudeltà su chi inerme e ferito, non era<br />
in grado di opporre alcuna difesa, subendo in profondità sia il danno fisico,<br />
che determina il dolore, sia quello psicologico dell´umiliazione causata dal<br />
riso dei suoi aguzzini».All´interno della Asl genovese e dell´ambiente medico<br />
il caso sta facendo discutere. Colpisce, soprattutto, il fatto che la<br />
valutazione sia stata effettuata senza, in apparenza, tenere in considerazione<br />
questioni etiche, morali o assai più semplicemente di buon senso ed<br />
opportunità. Anche se per il processo di Bolzaneto si attende ancora il<br />
verdetto della Cassazione, la sentenza per i fatti della caserma carcere è<br />
stata talmente dura che si pensava avrebbe indotto atteggiamenti più prudenti<br />
negli enti coinvolti, in questo caso la Asl 3 e il Dipartimento<br />
dell´amministrazione penitenziaria presso cui era distaccato il &#8220;dottor<br />
mimetica&#8221;, come era stato soprannominato per la sua predilezione per<br />
gli abiti militari.<br />
Senza dimenticare che Toccafondi è stato condannato ad un anno per omicidio<br />
colposo per la morte, avvenuta nel 2002, di una detenuta sudamericana rinchiusa<br />
nel carcere di Pontedecimo. La donna era deceduta in seguito ad una malattia<br />
infettiva diagnosticata in ritardo. Sulla vicenda Toccafondi, tra l´altro,<br />
nonostante alcuni pubblici solleciti, anche l´Ordine dei Medici non è mai<br />
intervenuto.<br />
&gt;Ma, a ben vedere, l´assenza di conseguenze per i condannati in appello per le<br />
vicende del G8 è pratica piuttosto diffusa, e lo racconta in dettaglio un<br />
dossier contenuto nell´ultimo numero della rivista Micromega. Al pari dell´Asl<br />
3 si è, infatti, comportato il ministero dell´Interno nei confronti degli alti<br />
dirigenti di polizia condannati, anche loro in secondo grado, al processo per<br />
l´irruzione alla scuola Diaz. Anche in questo caso le parole della Corte<br />
d´Appello sono state terribili: «L´enormità di tali fatti, che hanno gettato<br />
discredito sulla nazione agli occhi del mondo intero, non rende seriamente<br />
rintracciabile alcuna circostanza attenuante generica». Ma la raffica di<br />
condanne a quattro o cinque anni per i falsi, le prove inventate e le lesioni<br />
gravi, senza contare i reati caduti in prescrizione come la calunnia, non hanno<br />
arrestato la carriera di super investigatori come Francesco Gratteri, Gianni<br />
Luperi, Gilberto Caldarozzi,<br />
Vincenzo Canterini, o l´ex capo della Digos genovese Spartaco Mortola di<br />
recente nominato questore. Tutti blindati da un capo, Antonio Manganelli che da<br />
tempo chiede di &#8220;dimenticare Genova&#8221; e da una politica che da destra a<br />
sinistra, passando per Di Pietro, è sempre stata contraria ad una commissione<br />
parlamentare d´inchiesta.</p>
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		<title>LA CORTE DI STRASBURGO LEGITTIMA L’OMERTA’ DI STATO.</title>
		<link>http://www.vittorioagnoletto.it/2011/03/la-corte-di-strasburgo-legittima-l%e2%80%99omerta%e2%80%99-di-stato/</link>
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		<pubDate>Thu, 24 Mar 2011 13:44:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Vittorio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ma la storia, le condanne e le responsabilità dei vertici della polizia non si cancellano.La sentenza della corte di Strasburgo è estremamente grave perché legittima il rifiuto delle istituzioni italiane di ricercare la verità sulla morte di Carlo Giuliani. Lo Stato italiano ha avuto paura ad affrontare un pubblico dibattimento in un’aula giudiziaria.
Infatti dove i [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ma la storia, le condanne e le responsabilità dei vertici della polizia non si cancellano.La sentenza della corte di Strasburgo è estremamente grave perché legittima il rifiuto delle istituzioni italiane di ricercare la verità sulla morte di Carlo Giuliani. Lo Stato italiano ha avuto paura ad affrontare un pubblico dibattimento in un’aula giudiziaria.<span id="more-650"></span></p>
<p>Infatti dove i processi hanno potuto svolgersi le conclusioni non hanno lasciato dubbi sulle responsabilità delle forze dell’ordine nella gestione dell’ordine pubblico e in gravi atti di violenza: 44 tra forze dell’ordine, guardia di finanza e personale sanitario condannati per le torture di Bolzaneto, 24 poliziotti condannati per la notte cilena della Diaz, numerosi altri poliziotti condannati per violenze di strada a carico di pacifici manifestanti, oltre alla condanna per istigazione alla falsa testimonianza dell’allora capo della polizia.</p>
<p>Il processo per la morte di Carlo Giuliani avrebbe potuto far emergere delle verità “scomode” e ulteriori gravi responsabilità su chi allora gestì l’ordine pubblico; oltre a verificare se fu effettivamente Placanica a sparare o se il giovane carabiniere fu utilizzato per coprire la responsabilità di qualcuno ben più alto in grado.</p>
<p>La Corte di Strasburgo con la sua sentenza ha coperto questa omertà di Stato.</p>
<p>La decisone della Corte risulta ancora più inaccettabile alla luce della sentenza dei giudici genovesi nel processo dei 25: in quella sentenza i magistrati hanno definito “ingiustificato e illegittimo” l’attacco dei carabinieri al corteo autorizzato delle tute bianche, attacco in seguito al quale fu ucciso Carlo Giuliani.</p>
<p>Se l’attacco fu ingiustificato a maggior ragione avrebbe dovuto essere aperta un’inchiesta sulle responsabilità nella gestione dell’ordine pubblico.</p>
<p>Sorge spontanea la domanda su quanto peso abbia avuto la realpolitik sulla sentenza della Corte.</p>
<p>Patetica risulta la pretesa dei rappresentanti del governo di oggi e di allora e di alcuni sindacati di polizia  di utilizzare la sentenza odierna per cambiare la realtà di quanto avvenne in quelle giornate genovesi.</p>
<p>Resta una semplice verità oggi ai massimi vertici dei nostri servizi segreti e delle forze dell’ordine vi sono persone condannate in appello per reati gravi: le loro dimissioni restano un obbligo morale e politico.</p>
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		<title>Sentenza Diaz, giustizia è fatta. E ora dimissioni</title>
		<link>http://www.vittorioagnoletto.it/2010/06/sentenza-diaz-giustizia-e-fatta-e-ora-dimissioni/</link>
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		<pubDate>Fri, 18 Jun 2010 10:37:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Vittorio</dc:creator>
				<category><![CDATA[movimenti]]></category>
		<category><![CDATA[news]]></category>
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		<category><![CDATA[verità e giustizia]]></category>

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		<description><![CDATA[- da il manifesto di oggi &#8211; Giustizia è fatta! Sono stati necessari nove anni ma finalmente alcuni giudici coraggiosi hanno ricostruito la catena di comando della notte cilena alla Diaz.
Perchè la condanna a De Gennaro questo afferma: che fu lui quella notte ad allertare Sgalla, il capo ufficio stampa della polizia e mandarlo davanti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">- da <em>il manifesto</em> di oggi &#8211; Giustizia è fatta! Sono stati necessari nove anni ma finalmente alcuni giudici coraggiosi hanno ricostruito la catena di comando della notte cilena alla Diaz.<br />
Perchè la condanna a De Gennaro questo afferma: che fu lui quella notte ad allertare Sgalla, il capo ufficio stampa della polizia e mandarlo davanti alla Diaz. Quindi De Gennaro sapeva e, visto che era il capo supremo, è impossibile pensare che non abbia partecipato alla decisione.<br />
Ora vi sono tutti gli elementi per risalire alle responsabilità politiche di chi allora era presidente del consiglio, Berlusconi, ministro degli Interni, Scajola, o era nella sala operativa dei carabinieri, Fini. Questo dovrebbe essere l&#8217;obiettivo dell’opposizione, ma di certo non accadrà; tutti i governi che si sono succeduti in questi anni, indipendentemente dal loro colore, hanno protetto (o temuto) e promosso De Gennaro e la sua squadra. Di questo dovrebbero rispondere i governi di destra ma anche Prodi, Amato (che lo volle con sè al ministero), Violante e Di Pietro che impedirono l&#8217;istituzione di una Commissione d&#8217;inchiesta parlamentare.Oggi De Gennaro e tutti i condannati dovrebbero dimettersi o essere immediatamente rimossi dal governo. Mi auguro che almeno quest’obiettivo, che risulterebbe ovvio in tutto Europa, sia perseguito dall&#8217;opposizione.<br />
Ho scritto giudici &#8220;coraggiosi&#8221; non a caso: non è semplice condannare chi è ai vertici dei servizi segreti, lo è ancora meno in Italia, nel pieno di un attacco alla magistratura, con in carica il governo di allora.<br />
Con la sentenza di oggi più nessuno può nascondersi dietro la retorica delle mele marce, perché se esistono, sono ai vertici della polizia e dei servizi. Qualunque opera di bonifica deve iniziare da quel livello.<br />
Ricordo bene quella notte, quando giunsi alla Diaz chiamai Andreassi, l&#8217;allora numero due della polizia, chiedendogli di far cessare quella mattanza: lui rispose che non poteva farlo, facendomi intendere che non dipendeva da lui. È  l&#8217;unico a non aver fatto carriera.<br />
Con la sentenza di ieri, che si aggiunge a quelle sulla Diaz e su Bolzaneto, la verità giudiziaria viene a coincidere con quello che subito dichiararono le vittime e il GSF. In molti casi le condanne sono state miti e probabilmente nessuno finirà in carcere, ma è anche vero che nel Paese delle stragi impunite questo è uno dei pochi casi dove si è giunti a una forte coincidenza tra la verità giudiziaria e quella storica.<br />
Resta un vulnus enorme: la verità sulla morte di Carlo Giuliani; non c&#8217;è nessuna certezza che il colpevole, assolto senza processo, sia davvero colui che ha sparato e ucciso.<br />
P.S. un’ultima annotazione personale: in questi anni ogni volta che denunciavo pubblicamente le responsabilità dei vertici della polizia si verificavano strane coincidenze: il cellulare diventava silente, due incursioni nel mio ufficio con furto dei soli pc, lettere minatorie, forzatura dell&#8217;auto, estranei che cercavano di entrare a casa mia: tutto denunciato e regolarmente archiviato. Oggi il mio telefono funziona normalmente. Anche questa è una buona notizia.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>G8, Diaz, condanna a De Gennaro: avevamo ragione! Ora dimissioni per i condannati e verità sui mandanti politici della mattanza</title>
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		<pubDate>Thu, 17 Jun 2010 13:10:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Vittorio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Avevamo ragione.  Finalmente giustizia è stata fatta. La condanna a De Gennaro è la dimostrazione  di quanto sosteniamo dal 2001: i vertici della polizia erano perfettamente al  corrente di quanto stava accadendo alla Diaz, del massacro di decine di persone  inermi. Se ci sono delle &#8220;mele marce&#8221; queste sono da cercare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Avevamo ragione.  Finalmente giustizia è stata fatta. La condanna a De Gennaro è la dimostrazione  di quanto sosteniamo dal 2001: i vertici della polizia erano perfettamente al  corrente di quanto stava accadendo alla Diaz, del massacro di decine di persone  inermi. Se ci sono delle &#8220;mele marce&#8221; queste sono da cercare innanzitutto in chi  in questi anni è stato promosso ai vertici delle forze dell&#8217;ordine e dei servizi segreti. Ora tutti i  condannati, a cominciare da De Gennaro, devono dimettersi dalla cariche che  ricoprono. In qualunque Paese europeo sarebbero immediatamente rimossi. Ora deve essere fatta finalmente luce anche  su chi furono i mandanti politici di quelle violenze, dei suggessivi depistaggi   e di  tutte le menzogne dette in seguito per infangare il movimento e il Social  forum.</p>
<p>Vittorio Agnoletto,  portavoce del Genoa Social Forum ai tempi del G8 di Genova,</p>
<p>Antonio  Bruno, consigliere comunale a Genova, membro del  GSF nel 2001</p>
]]></content:encoded>
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		<title>G8, Bolzaneto: finalmente giustizia! Ora tutti i condannati siano rimossi dai loro incarichi</title>
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		<pubDate>Fri, 05 Mar 2010 08:44:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Vittorio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[ 
Il tribunale di Genova nella  sentenza di appello sulle violenze commesse a Bolzaneto da personale della  polizia contro i manifestanti ha accolto tutte le richieste dei PM  e delle  parti civili: tutti gli imputati sono stati condannati sul piano civile e anche  al risarcimento dei danni e coloro che avevano [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify;">Il tribunale di Genova nella  sentenza di appello sulle violenze commesse a Bolzaneto da personale della  polizia contro i manifestanti ha accolto tutte le richieste dei PM  e delle  parti civili: tutti gli imputati sono stati condannati sul piano civile e anche  al risarcimento dei danni e coloro che avevano rinunciato alla prescrizione sono  stati condannati anche sul piano penale. Nessuno degli imputati sconterà nemmeno  un giorno  grazie alla prescrizione, ma la sentenza del tribunale non lascia dubbio sulle  specifiche responsabilità.</p>
<p style="text-align: justify;">Ora mi aspetto che i vertici della polizia  rimuovano dai loro incarichi e annullino le promozioni di tutti coloro che sono  stati condannati in sede civile; in assenza di tale provvedimento toccherà al  ministro degli Interni procedere a quest’ opera di moralizzazione. Chi si è reso colpevole di simili violenze  non può continuare a svolgere delicati compiti di protezione della sicurezza  pubblica. Sono passati nove anni, ma finalmente è  comparso un raggio di giustizia.</p>
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