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Finalmente la verità sulla scuola Diaz. Leggete cosa dicono i giudici

1 ago

Dichiarazione congiunta di Vittorio Agnoletto, ex portavoce del GSF e di Lorenzo Guadagnucci, giornalista, vittima del pestaggio alla Diaz:
I GIUDICI INDIVIDUANO LA RESPONSABILITA’ DI DE GENNARO NELLA VICENDA DIAZ. ORA I CONDANNATI DEVONO DIMETTERSI
«Le motivazioni della sentenza di seconda grado confermano la ricostruzione storica dei fatti compiuta dai PM e da sempre sostenuta dal movimento e dalle vittime. In particolare quanto affermato dai giudici a pagina 299 conferma quello che abbiamo sempre dichiarato: l’assalto alla Diaz non è stato frutto di una decisione improvvisa di qualche funzionario di polizia di medio-basso grado, ma è nata da una “esplicita richiesta da parte del Capo della Polizia”. Questa esplicita attribuzione di responsabilità al vertice della polizia rende ancora più inopportuna la permanenza dei dirigenti condannati, a cominciare dal massimo livello, ai loro posti»
Ecco cosa si legge a pag 299 della sentenza:
“La Corte, nella valutazione complessiva dei fatti, ritiene di non obliterare la circostanza, emersa chiaramente in causa fin dalle prime emergenze e confermata nell’ulteriore corso processuale, secondo la quale l’origine di tutta la vicenda è individuabile nella esplicita richiesta da parte del Capo della Polizia di riscattare l’immagine del corpo e di procedere a tal fine ad arresti, richiesta concretamente rafforzata dall’invio da Roma a Genova di alte personalità di sua fiducia ai vertici della Polizia che di fatto hanno scalzato i funzionari genovesi dalla gestione dell’ordine pubblico..”

Lo spirito di Genova

20 lug

- articolo di Checchino Antonini, da Liberazione del 18 luglio 2010- «Quante volte abbiamo detto che il movimento è carsico. Ecco il movimento è proprio come l’acqua. Ogni tanto riemerge. E la grande avventura che ha prodotto un milione di firme per la ripubblicizzazione dell’acqua è cominciata proprio da Genova. E se finisce nei giorni del luglio è un cerchio che si chiude, una sorta di restituzione». Vittorio Agnoletto, medico della Lila, diventò il portavoce del Genoa social forum. Nove anni fa le giornate del luglio dovevano servire a lanciare grandi campagne contro il neoliberismo. Invece il G8, gli spari, le torture, il corpo di Carlo a terra, senza vita, e quelli di altre trecentomila persone in fuga dalle cariche violentissime di polizie di ogni tipo. «Siamo stati espropriati, da quelle cariche, della proposta civile con cui eravamo venuti a Genova – spiega Francesco Barilli, per tutti Baro, scrittore e mediattivista – poi le vicende politiche ci hanno espropriato anche del No alla guerra. Se cerchi il popolo di Genova, però, lo puoi trovare nel milione di firme per i referendum sull’acqua pubblica. Tutto è iniziato da qui».
«L’acqua è un elemento per cui lottare, per cui resistere al mercato che ci vorrebbe divorare», dice Haidi Giuliani, la mamma di Carlo, tra i promotori dell’incontro di diverse generazioni di testimoni di storie che non dovevano accadere ma che bisogna continuare a racccontare per inseguire un desiderio invincibile di verità e giustizia. Cucchi, Uva, Aldrovandi, Pinelli, Fausto e Iaio, Biagetti. La sala che ascolta le storie è in Piazza De Ferrari. La sala è piena, 200 persone, ma la domanda su dove siano finiti quei 300mila si ripresenta ogni anno nei giorni del ricordo.
«In vista di Seattle – prende a raccontare Marco Trotta, 35 anni, bolognese d’adozione – i movimenti scoprirono una bozza di accordo internazionale che voleva impedire che nei singoli stati fossero ostacolate le privatizzazioni dei beni comuni. Quell’accordo del Wto saltò. Succederà anche col decreto Ronchi». Trotta è attivo nella campagna “Un’altra Hera” che si oppone alla multiutility “di sinistra” che da Bologna fa affari su acqua e rifiuti lungo la via Emilia e giù fino a Caserta dove gestisce una centrale turbogas. Si oppone alla raccolta porta a porta, non investe nelle infrastrutture ma ha aumentato le tariffe dell’acqua perché i bolognesi sarebbero così virtuosi da limitare i consumi e, di conseguenza, i suoi profitti. Una sua controllata, a Imola, è nell’occhio del ciclone perché, secondo una denuncia, sfrutta a livelli di schiavismo la manodopera migrante. Una Rosarno padana. «Le violenze delle polizie ci hanno spinto a occuparci di altro – conferma Italo Di Sabato, dell’Osservatorio Prc sulla repressione – ma il filo rosso tra Genova e la campagna referendaria è fortissimo».
«Il tempo non aiuta. Perché certe tensioni vengono meno. E anche la solitudine non aiuta», dice Mauro Collina che girava per la sua Bologna insieme a Francesco Lo Russo, militante di Lotta continua ucciso nel marzo 77 da un carabiniere che non sarebbe mai stato processato. Ma il tempo è galantuomo, a volte, e il movimento è carsico. Come l’acqua. Meglio se pubblica.

L’appello degli intellettuali «Genova G8, sospensione per i condannati»

20 giu

La sentenza che ha condannato in appello Gianni De Gennaro e Spartaco Mortola chiude una fase processuale e definisce un quadro che deve spingere le istituzioni ad agire. Il Comitato Verità e Giustizia per Genova, il Comitato Piazza Carlo Giuliani e un gruppo di scrittori, registi, cantautori, giornalisti – tutti autori di opere riguardanti Genova G8 – sono promotori di un appello che chiede la sospensione dagli incarichi dei dirigenti condannati e l’assegnazione di compiti d’ufficio per tutti gli altri.
Comitato Verità e Giustizia per Genova, Comitato Piazza Carlo Giuliani
18 giugno 2010

APPELLO PER GENOVA:

Nelle scorse settimane abbiamo avuto due importanti sentenze, quelle di appello per i fatti accaduti alla scuola Diaz e nella caserma di Bolzaneto, a Genova, nel luglio del 2001.
Ci sono voluti nove anni ma alla fine il tribunale di Genova ha dato forma giudiziaria a una verità storica che già conoscevamo: alla scuola Diaz , nella caserma di Bolzaneto, furono violati i corpi, le leggi, la Costituzione, l’idea stessa dello stato di diritto.
Un orrore incompatibile con la nozione di democrazia. Perciò le due sentenze, con le condanne che colpiscono per intero la catena di comando (insieme a tutti i responsabili delle violenze e delle violazioni che è stato possibile individuare), sono importanti e preziose: ripristinano un principio di verità e di equità, possono essere un punto di risalita per le istituzioni.
Già all’epoca del rinvio a giudizio sarebbe stata opportuna la sospensione di  tutti gli imputati, a tutela della dignità e credibilità delle forze di polizia. Nessuno è stato sospeso, tutti sono al loro posto, alcuni dirigenti sono stati addirittura promossi e oggi si trovano a coprire incarichi delicati e di altissimo livello con il peso di condanne di secondo grado molto gravi e
in aggiunta l’interdizione dai pubblici uffici.
Le dimissioni o la sospensione dagli incarichi ci sembrano a questo punto una
questione di lealtà ai princìpi della democrazia, oltre che l’unico segnale chiaro da inviare a tutti i gli appartenenti alle forze di polizia affinché episodi del genere non si ripetano. E’ anche l’unico modo per garantire che la Corte di Cassazione possa valutare gli atti e deliberare in piena libertà. Nel frattempo, nonostante le ripetute condanne, le vittime delle violenze alla scuola Diaz, nella Caserma di Bolzaneto, attendono ancora le scuse da parte dei vertici dello Stato e, per quanto riguarda Bolzaneto, anche i risarcimenti.
La fiducia da parte dei cittadini nei confronti delle forze di polizia è ai minimi storici. Noi chiediamo che a tutela delle Istituzioni, di tutti i cittadini, degli stessi appartenenti alle forze di polizia, tutti i condannati con ruoli di comando siano DA SUBITO sospesi dai loro incarichi e che a tutti gli altri siano attribuiti esclusivamente compiti d’ufficio.

PROMOTORI
Enrica Bartesaghi e Lorenzo Guadagnucci (Comitato Verità e Giustizia per
Genova)
Haidi e Giuliano Giuliani (Comitato Piazza Carlo Giuliani)

Gloria Bardi, scrittrice – “Dossier Genova G8″ (Becco giallo)
Francesco Barilli, Dario Rossi, Checchino Antonini – “Scuola Diaz,
vergogna di Stato” (Edizioni Alegre)
Massimo Carlotto, scrittore – “Il maestro di nodi” (e/o)
Giulietto Chiesa, giornalista – “Genova/G8″ (Einaudi)
Sandrone Dazieri, scrittore – “Gorilla blues” (Mondadori)
Roberto Ferrucci, scrittore – “Cosa cambia” (Marsilio)
Carlo Gubitosa, giornalista – “Genova nome per nome” (Terre di mezzo)
Alessio Lega, cantautore – “Dall’ultima galleria” (canzone)
Riccardo Lestini, attore e autore teatrale – “Con il tuo sasso”
Edoardo Magnone, ricercatore – “La sindrome di Genova. Lacrimogeni e
repressione chimica” (Frilli)
Federico Micali, regista – “Genova senza risposte” (documentario)
Fausto Paravidino, attore e autore teatrale – “Genova 01″
Paolo Pietrangeli, regista – “Genova per noi” (documentario)
Marco Poggi, infermiere – “Io, l’infame di Bolzaneto” (Logos)
Marco Rovelli, scrittore e cantautore – “Carlo Giuliani” (canzone)
Stefano Tassinari, scrittore – “I segni sulla pelle” (Tropea)
Roberto Torelli, regista – “Bella ciao” (documentario)
Giacomo Verde, regista – “Solo limoni” (documentario)
Marcello Zinola, giornalista – “La nuova polizia” (Frilli)

SI ASSOCIANO
Vittorio Agnoletto, ex portavoce Genoa Social Forum
Altreconomia, rivista mensile
Daniele Barbieri, giornalista e scrittore
Stefano Benni, scrittore
Roberto Bergalli, Università di Barcellona
Daniele Biacchessi, giornalista e scrittore
Carta, rivista settimanale
Pino Casamassima, giornalista
Mauro Covacich, scrittore
Andrea Cozzo, Università di Palermo
Girolamo De Michele, insegnante e scrittore
Roberto Escobar, Università di Milano
Valerio Evangelisti , scrittore
Saverio Fattori, scrittore
Angelo Ferracuti, scrittore
Saverio Ferrari, ricercatore
Rudi Ghedini, giornalista e scrittore
Chiara Ingrao, scrittrice
Ezio Menzione, avvocato
Manlio Milani, Comitato Piazza della Loggia
Salvatore Palidda, Università di Genova
Riccardo Passeggi, avvocato
Fausto Pellegrini, giornalista
Emilio Santoro, Università di Firenze
Grazia Verasani, scrittrice
Danilo Zolo, Università di Firenze

Per adesioni: info@veritagiustizia.it