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Il 14 novembre a Milano per votare Giuliano Pisapia

10 nov

Andare a votare per il sindaco senza turarsi il naso. Un’esperienza rara, quasi sconosciuta, per chi vive a Milano, per chi si considera di sinistra, per chi crede nei principi morali della trasparenza e dell’onestà, per chi rispetta i valori costituzionali dell’uguaglianza, dei diritti umani e sociali.

Questa volta è possibile cambiare musica; è possibile arrivare a marzo senza doversi vergognare di andare in cabina elettorale, senza dover votare un candidato pronto a giurare fedeltà a qualcuno dei moderni feudatari (Ligresti,Cabassi…).

Non è semplice, non è scontato: il Pd persiste nell’errore e questa volta ha affidato ad un architetto (nel passato era toccato ad imprenditori e prefetto) il ruolo di ufficiale di collegamento con una parte dei poteri forti della città.

Ma ora  nulla sembra scontato: la partita è aperta e Giuliano può vincere. E’ il candidato che ha concrete possibilità di vincere le primarie e battere la Moratti.

I sondaggi lo danno testa a testa con Boeri e ogni giorno sentiamo crescere il consenso attorno alla sua candidatura.

Ad una città fondata sull’egoismo sociale e individuale, sulla caccia all’immigrato e sulla persecuzione dei rom, su una cultura xenofoba e razzista, su un modello di vita che lascia ai margini intere fette di popolazione come gli anziani e i disabili, sull’indifferenza verso chi perde il lavoro e verso chi non ha una casa, Giuliano Pisapia contrappone l’idea di una città “bene comune di tutti i cittadini” fondata sulla cultura dei diritti, capace di mettere al centro politiche inclusive verso i più deboli, interventi finalizzati a creare posti di lavoro e a costruire case popolari che non siano simili a topaie.

Ad una città abbandonata nelle mani di personaggi senza scrupoli, pronti a trasformare l’Expo in affari  di famiglia attraverso speculazioni e lottizzazioni incuranti della distruzione del territorio e delle comunità sociali che vi abitano, Giuliano Pisapia oppone l’idea di una città fondata sulla legalità, sull’intransigente contrasto alle mafie e alla criminalità organizzata, e sulla ricerca di un nuovo equilibrio ambientale ed “ecologico”.

Il ripetuto impegno che Giuliano si è assunto per il riconoscimento dei diritti delle copie di fatto costituisce un valore aggiunto su un tema che ci vede fanalini di coda in tutta l’Europa occidentale.

Gli interessi che nei prossimi anni (con l’Expò) ruoteranno attorno a Milano sono enormi ed è quindi facile immaginare che la prossima primavera lo scontro politico con il candidato del centro destra (chiunque sia) sarà durissimo.

Sarà essenziale arrivare a quell’appuntamento con un candidato come Giuliano in grado di suscitare speranze ed entusiasmo nei tanti che in questi anni, anche a sinistra, delusi e amareggiati si sono rifugiati nell’astensionismo.

Vittorio Agnoletto

Milano: uniti alle elezioni comunali. Per battere le destre

5 nov

Appello promosso dall’Associazione  “Adesso basta!”

Siamo donne e uomini milanesi, rappresentanti di organismi della società civile, socialmente, culturalmente e politicamente impegnati. Vogliamo che la sinistra e l’unità delle forze migliori della società milanese siano considerati “ beni comuni.”
Milano, si è sempre detto, è il laboratorio politico sia delle cose migliori che delle cose peggiori, che poi si irradiano nel resto d’Italia. Dal  1992  Milano è governata dalle destre.
E’ possibile che la città della grande tradizione illuminista, del riformismo cattolico e socialista, del movimento operaio, dell’accoglienza e della buona amministrazione, della cultura e della solidarietà,  sia oggi in preda al malaffare delle tangenti e dell’economia criminale, agli impulsi razzisti e  xenofobi e allo scempio della speculazione edilizia?
E’ possibile che Milano  assista inerte all’aggressione al proprio territorio, alla desertificazione produttiva , al dilagare di  volgarità e di quotidiana inciviltà ?
E’ tempo di protagonismo e  assunzione collettiva di responsabilità, da parte delle persone pulite ed oneste  della nostra città, delle associazioni, dei movimenti, delle forze sindacali e politiche che si oppongono a tale stato di cose e che desiderano progettare il futuro .
A Milano è possibile vincere , dobbiamo sconfiggere le destre e il malgoverno. Dobbiamo affermare un’idea alternativa, per valori e programma , alla Milano della Moratti, di Salvini e di De Corato .
Un’ ampia coalizione è in grado di candidarsi a governare la città.
Dobbiamo parlare con tutte e tutti , riconquistare il consenso e la fiducia della vasta area dell’astensione , proporre un’ idea alta e nobile della politica . Dobbiamo rappresentare quel “popolo dei banchetti “ che ha raccolto decine di migliaia di firme nella nostra città per il referendum “ acqua pubblica”e dare continuità alla domanda di unità che si è espressa  nella manifestazione del 2 giugno , in difesa della Costituzione.
Per queste ragioni e con questo spirito esprimiamo la convinzione  che un percorso elettorale comune delle sinistre (FdS, SeL e altre liste o formazioni politiche), dei movimenti e delle associazioni, con un’unica lista, sia una condizione ineludibile per restituire fiducia e voglia d’impegnarsi alla sinistra, sociale e politica, e alle singole persone. Per rilanciare idee e speranze, fermezza antifascista.
Per contrapporre bellezza e cultura al degrado delle periferie abbandonate, per riconquistare dignità, per riaffermare i diritti di tutti contro la prepotenza di pochi. Per favorire così una grande partecipazione dal basso e l’ auspicata unità delle forze di sinistra e di centrosinistra . Per vincere.

Vittorio Agnoletto (medico), Piero Basso, Edoardo Bai (medico), Nerina Benuzzi ( Camera del lavoro – Cgil), Roberto Biorcio (docente universitario), Edgardo Bonalumi, Franco Calamida (giornalista), Luigi Campolo (medico), Manuela Cartosio (giornalista), Bruno Cartosio ( docente universitario), Cristina Cattafesta ( Cisda), Josè Luis Del Roio (storico), Andrea Di Stefano (direttore  della rivista Valori) , Roberto Giudici ( Fiom –Cgil) , Teresa Isenburg ( docente univeritario), Corrado Mandreoli (Cgil) , Massimo Florio (docente universitario) ,Massimo Gatti (consigliere provinciale) , Antonio Lareno (Camera del lavoro – Cgil) , Francesco Lauria  informatico), Dora Maffezzoli (Cgil), Maurizio Lauro (insegnante), Giulio Leghissa (medico) , Giuseppe Liverani (editore) , Luca Mangoni (Elio e le Storie tese), Rolando Mastrodonato (Vivi e progetta un’ altra Milano), Maria Grazia Meriggi (docente universitario), Emilio Molinari (contratto mondiale dell’acqua ) , Arnaldo Monga (Usb) , Anna Miculan ( avvocato) , Paolo Cagna Ninchi , Paolo Pinardi ( il ponte.it) , Ester Prestini ( insegnante ) , Roberto Prina ( rete dei comitati milanesi) , Giorgio Riolo (Punto Rosso) , Basilio Rizzo (consigliere comunale), Sergio Serafini (radio popolare) , Josè Luis Tagliaferro (NuestrAmerica) , Manlio Truscia (illustratore), Mario Vegetti (docente universitario), Tommaso Vitale (docente universitario) .

Per adesioni  :  pr@puntorosso.it  e  adessobastaxx@gmail.com   (www.adessobasta.it)

Regionali 2010, Agnoletto: "Penati e Formigoni? Sull'ambiente non vedo differenze"

16 feb

-intervista di Valentina Tortelli per Milano Today-

Parla Vittorio Agnoletto, candidato alla presidenza della Regione Lombardia per la Federazione della Sinistra. “Senza sinistra, sarebbe un impoverimento per tutti”, dice. E annuncia il suo programma: sanità pubblica, diritto allo studio e sostegno al reddito. Sullo smog? Penati e Formigoni sono uguali: zero politiche per l’ambiente.

Cinquantadue anni, medico, Vittorio Agnoletto ha consacrato la sua vita professionale al sociale. Milanese di nascita, ha partecipato alla fondazione della Lega Italiana per la Lotta contro l’Aids (Lila), denunciando il business della malattia. È stato medico di fabbrica, ha partecipato come rappresentante dell’Italia al Forum Sociale Mondiale e nel 2004 è stato eletto come indipendente nelle liste di Rifondazione Comunista al Parlamento Europeo, nel gruppo della Sinistra Unitaria Europea. E’ cresciuto frequentando l’associazionismo cattolico e ha militato nei movimenti studenteschi della Nuova Sinistra. Questa è la sua prima candidatura “amministrativa”.

Lei ha affermato che la sua è una “candidatura etica”. In che senso?

Mi sono candidato perchè è fondamentale che in Lombardia continui ad esistere una sinistra rappresentata in Consiglio regionale. Senza sinistra, sarebbe un impoverimento per tutti. Mi candido come presidente ma non come capolista, perchè la mia non è ambizione personale e non appartengo al ceto politico. Questo vuol dire che se non dovessi vincere le elezioni, non siederò in Consiglio.

A questo punto una domanda d’obbligo: qual è la Lombardia di Vittorio Agnoletto?

Il mio è un programma elettorale con quattro capisaldi: Sanità, Lavoro, Diritto allo studio e Politiche per l’ambiente. In Lombardia, oltre il 70% del bilancio regionale riguarda la spesa sanitaria. Negli ultimi anni Formigoni ha spostato il bilancio sulla sanità privata: invece, e non solo per evitare scandali come quello che ha travolto la clinica Santa Rita, serve puntare sulla centralità della sanità pubblica. Il che significa: sospensione del ticket regionale sulle prestazioni sanitarie, controllo rigido sulle Asl, abbattimento dell’Irpef che paghiamo sul disavanzo.

Poi lavoro e diritto allo studio. Due capitoli fondamentali…

La Lombardia in un anno ha perso oltre 200mila posti di lavoro e adesso sono in scadenza decine di migliaia di provvedimenti di cassa integrazione. Servono ammortizzatori sociali per i precari lombardi e il prolungamento dei cassaintegrati in scadenza. In più, come valore aggiunto, formazione obbligatoria per chi ha perso il lavoro e deve essere reinserito. Sul fronte diritto allo studio, invece, serve indirizzare i fondi regionali in difesa della scuola pubblica. Oggi oltre il 90% delle risorse per il diritto allo studio va agli alunni delle scuole private, indipendentemente dal reddito.

Problema inquinamento alla ribalta delle cronache, con avvisi di garanzia sia a Roberto Formigoni che al concorrente Filippo Penati (Pd).

C’è una terza via per risolvere la questione smog?

Gli avvisi di garanzia bipartisan dimostrano quanto siano sovrapponibili le politiche di sviluppo di Formigoni e Penati: non hanno attenzione all’ambiente. La “terza via” al problema smog esiste e passa attraverso il rafforzamento dei servizi ai pendolari. Significa biglietto unico di trasporto regionale e parcheggi di scambio per integrare al meglio città, hinterland e provincia e significa valorizzazione del trasporto breve, adesso schiacciato dall’alta velocità. In questo modo si può ridurre significativamente lo smog, insieme a politiche di sostegno al car-sharing (condivisione dell’auto da parte di più persone, ndr) e ai disincentivi per il trasporto merci su gomma. Non solo, attraverso il sostegno (anche con fondi europei) per l’edilizia sostenibile si può contrastare la dispersione energetica: è anche a causa dei riscaldamenti e delle caldaie se i tassi di smog sono così elevati.

Emergenza casa per le famiglie milanesi: da un lato il nuovo palazzo della Regione, dall’altro il problema degli alloggi popolari. Lei ha definito “uno scandalo” i fondi spesi per la nuova sede. Si può fare “marcia indietro”?

Per costruire il nuovo Palazzo Lombardia, con tanto di eliporto e giardino pensile non certo a disposizione della collettività, sono stati spesi 500milioni di euro. E sono fondi sottratti all’edilizia popolare, con i quali si sarebbero potuti costruire circa 4mila bilocali. In Lombardia l’edilizia pubblica è bloccata da anni e solo il 10% di chi è in lista d’attesa ottiene l’alloggio. Se non ci sono case, si rischia di alimentare il mercato nero e finire nell’illegalità. Altro grande capitolo aperto.