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	<title>Vittorio Agnoletto &#187; Afghanistan</title>
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		<title>Afghanistan: la guerra oscurata.</title>
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		<pubDate>Sun, 09 Oct 2011 08:52:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Vittorio</dc:creator>
				<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[Afghanistan]]></category>
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		<description><![CDATA[10 anni fa iniziava l&#8217;occupazione dell&#8217;Afghanistan; dicevano che &#8220;esportavano la democrazia&#8221; il risultato è sotto gli occhi di tutti: un governo composto da signori della guerra per nulla differenti dai talebani per violenza e disprezzo dei diritti umani.Le associazioni democratiche e quelle delle donne , come RAWA, totalmente ignorate e perseguitate. La produzione di oppio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h6>10 anni fa iniziava l&#8217;occupazione dell&#8217;Afghanistan; dicevano che &#8220;esportavano la democrazia&#8221; il risultato è sotto gli occhi di tutti: un governo composto da signori della guerra per nulla differenti dai talebani per violenza e disprezzo dei diritti umani.Le associazioni democratiche e quelle delle donne , come RAWA, totalmente ignorate e perseguitate. La produzione di oppio è pure aumentata..Un&#8217;occupazione per tutelare gli interessi geostrategici USA e occidentali.Non dimentichiamo questa realtà!</h6>
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		<title>AFGHANISTAN: QUALCHE INFORMAZIONE PER BUCARE IL MURO DEL PENSIERO UNICO</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Sep 2011 16:38:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Vittorio</dc:creator>
				<category><![CDATA[diritti umani]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
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		<description><![CDATA[A dire il vero&#8230; Burhannudin Rabbani NON era un uomo di pace, NON era un eroe, NON è un martire.
 
Burhannudin Rabbani era uno dei peggiori criminali che la storia afghana ricordi.

RICEVO DALL&#8217;ASSOCIAZIONE CISDA (DONNE ITALIANE CHE DA ANNI LAVORANO CON DONNE AFGANE)
 Ha cominciato la sua lunga carriera criminale gettando vetriolo in faccia alle studentesse [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>A dire il vero&#8230;</strong> <strong>Burhannudin Rabbani NON era un uomo di pace, NON era un eroe, NON è un martire</strong>.</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Burhannudin Rabbani era uno dei peggiori criminali che la storia afghana ricordi.<span id="more-699"></span><br />
</strong></p>
<p><strong><strong>RICEVO DALL&#8217;ASSOCIAZIONE CISDA (DONNE ITALIANE CHE DA ANNI LAVORANO CON DONNE AFGANE)</strong></strong></p>
<p><strong> </strong>Ha cominciato la sua lunga carriera criminale gettando vetriolo in faccia alle studentesse dell&#8217;Università di Kabul, insieme al suo &#8220;compagno di merenda&#8221; Massoud. Ha commesso genocidi, ha ucciso, stuprato, torturato, bombardato civili afghani. Ha distrutto la città di Kabul, causando la morte di centinaia di migliaia di civili. Ha continuato, anche in tempi recenti, a guidare la formazione più oscurantista nello scenario politico afghano.</p>
<p>Ancora recentemente le sue milizie sono state accusate di rapimenti, stupri e uccisioni di donne e persino di bambine di 11 anni.</p>
<p>Si è concesso un&#8217;</p>
<p>amnistia in modo che non lo si potesse MAI giudicare davanti a un regolare Tribunale Internazionale.</p>
<p>Quando dieci anni fa le truppe USA-NATO hanno occupato il paese, gli afghani avevano grandi aspettative: al primo posto chiedevano giustizia. Chiedevano che criminali come Rabbani venissero spediti davanti a un Tribunale a rispondere di un trentennio di crimini inenarrabili.</p>
<p>Ma tutto quello che hanno avuto é la legittimazione di criminali come Rabbani e compagnia.</p>
<p>Ora c&#8217;</p>
<p>è solo rammarico: nei siti afghani si dice che Rabbani é stato ucciso con le sue stesse armi; che la giustizia doveva arrivare con un Tribunale Internazionale e non per mano di assassini come lui.</p>
<p>Di fronte all&#8217;uccisione di un criminale certamente ci si può &#8211; anzi ci si DEVE! &#8211; rammaricare di non essere riusciti a processarlo che avrebbe meritato. Ma la reazione dei media italiani, anche quelli di sinistra, é semplicemente raccapricciante, nella loro neutralità e acquiescenza. Tacere sui crimini compiuto da criminali come Rabbani é pura complicità, é non voler vedere la fame di giustizia degli afghani.</p>
<p>Continuare sulla strada intrapresa dalle forze USA-NATO, cioé di legittimare e lasciare al governo criminali come Rabbani, renderà sempre più intollerabile l&#8217;occupazione militare in Afghanistan.</p>
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		<title>Via i soldali italiani dall&#8217;Afghanistan &#8211; comunicato dell&#8217;assemblea «Verso Genova 2011»</title>
		<link>http://www.vittorioagnoletto.it/2010/10/via-i-soldali-italiani-dallafghanistan-comunicato-dellassemblea-%c2%abverso-genova-2011%c2%bb/</link>
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		<pubDate>Sat, 09 Oct 2010 12:10:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Vittorio</dc:creator>
				<category><![CDATA[varie]]></category>
		<category><![CDATA[Afghanistan]]></category>
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		<description><![CDATA[Oggi si sono riuniti a Genova  rappresentanti di decine di associazioni locali e nazionali che intendono  proporre un percorso di iniziative e  di memoria in vista del decennale del G8  del 2001.
L&#8217;assemblea non si è ancora  conclusa ma ha già approvato all&#8217;unanimità il seguente  comunicato:
Via i soldati italiani  dall&#8217;Afghanistan.
Ancora [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Oggi si sono riuniti a Genova  rappresentanti di decine di associazioni locali e nazionali che intendono  proporre un percorso di iniziative e  di memoria in vista del decennale del G8  del 2001.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;assemblea non si è ancora  conclusa ma ha già approvato all&#8217;unanimità il seguente  comunicato:</p>
<p style="text-align: justify;">Via i soldati italiani  dall&#8217;Afghanistan.</p>
<p style="text-align: justify;">Ancora 4 morti italiani in  Afghanistan.</p>
<p style="text-align: justify;">Nessun mezzo di informazione ci ha  detto, ne ci dirà mai, quanti sono i morti afgani.</p>
<p style="text-align: justify;">La nostra pietà va a tutti i morti  di questo conflitto, indipendentemente dalla loro  nazionalità.</p>
<p style="text-align: justify;">Per questo non ci uniamo al coro  ipocrita di chi ha mandato i soldati italiani ad uccidere ed essere uccisi; ma  ribadiamo la nostra intransigente richiesta di ripristino della legalità  costituzionale e di ritiro dei soldati italiani  dall&#8217;Afghanistan.</p>
<p>L&#8217;assemblea “Verso Genova  2011”.</p>
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		<title>Ancora un italiano morto in Afghanistan</title>
		<link>http://www.vittorioagnoletto.it/2010/09/ancora-un-italiano-morto-in-afghanistan/</link>
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		<pubDate>Fri, 17 Sep 2010 20:12:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Vittorio</dc:creator>
				<category><![CDATA[diritti umani]]></category>
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		<category><![CDATA[Afghanistan guerra pace truppe ritiro]]></category>
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		<description><![CDATA[Per difendere un governo corrotto pieno di narcotrafficanti e di signori della guerra e il Pd inisite nel difendere la missione&#8230;Ne va, dice  della nostra immagine internazionale. Quale immagine? Quella di un esercito complice di stragi di civili, di donne e bambini! Il ritiro delle truppe dovrebbe diventare un elemento centrale nell&#8217;opposizione a Berlusconi.
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Per difendere un governo corrotto pieno di narcotrafficanti e di signori della guerra e il Pd inisite nel difendere la missione&#8230;Ne va, dice  della nostra immagine internazionale. Quale immagine? Quella di un esercito complice di stragi di civili, di donne e bambini! Il ritiro delle truppe dovrebbe diventare un elemento centrale nell&#8217;opposizione a Berlusconi.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Afghanistan, subito il ritiro delle truppe. Militari italiani mandati a morire per difendere un governo corrotto, pieno di narcotrafficanti e signori della guerra.</title>
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		<pubDate>Mon, 17 May 2010 12:15:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Vittorio</dc:creator>
				<category><![CDATA[comunicati stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Afghanistan]]></category>
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		<description><![CDATA[«Esprimo le mie  condoglianze ai famigliari dei due militari morti in Afghanistan e auguro una  pronta guarigione ai feriti – dichiara Vittorio Agnoletto, ex  eurodeputato del gruppo della Sinistra Europea – Chiedo al governo di rispettare  la volontà di pace manifestata anche ieri da oltre centomila persone alla  Perugia-Assisi. I [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">«Esprimo le mie  condoglianze ai famigliari dei due militari morti in Afghanistan e auguro una  pronta guarigione ai feriti – dichiara Vittorio Agnoletto, ex  eurodeputato del gruppo della Sinistra Europea – Chiedo al governo di rispettare  la volontà di pace manifestata anche ieri da oltre centomila persone alla  Perugia-Assisi. I nostri militari continuano a morire in Afghanistan per  difendere un governo corrotto, pieno di narcotrafficanti e signori della guerra,  in un clima di impunità e illegalità, anche nel corso delle ultime elezioni.</p>
<p style="text-align: justify;">Esiste invece una società civile a cui  bisognerebbe far riferimento per un vero percorso di pace e democratizzazione:  in primis le donne afghane dell’associazione Rawa e Malalai Joya, la giovane parlamentare  democratica che da anni difende i diritti del popolo afghano.</p>
<p style="text-align: justify;">È invece ancora più scandaloso che in un  periodo di crisi economica come questo si spendano 455 milioni di euro nei primi  dieci mesi del 2009 per mantenere la missione in Afghanistan, con 3227 militari,  mentre nello stesso anno sono stati stanziati, nei due decreti di proroga delle  missioni italiane all’estero, solo 73 milioni per la cooperazione. I soldi degli  italiani, in un momento come questo, andrebbero spesi meglio: non certo per  mantenere una missione di guerra che continua a provocare morti tra i nostri  connazionali e i civili afghani».</p>
]]></content:encoded>
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		<title>«Lashakar Gah come Genova» &#8211; editoriale su Liberazione</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Apr 2010 09:28:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Vittorio</dc:creator>
				<category><![CDATA[news]]></category>
		<category><![CDATA[Afghanistan]]></category>
		<category><![CDATA[diritti]]></category>
		<category><![CDATA[emergency]]></category>
		<category><![CDATA[Genova]]></category>
		<category><![CDATA[liberazione]]></category>
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		<description><![CDATA[ 
 
L’Italia ha avuto il compito dalla Comunità  internazionale di aiutare le istituzioni afgane a riformare il proprio sistema  giudiziario, proponendo come modello quello di casa  nostra.
Osservando come si è sviluppata la recente  vicenda dei tre cooperanti di Emergency, pare poter affermare che più che ai  nostri codici,l’ establishment [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><span style="text-decoration: underline;"> </span></strong></p>
<p><strong><em> </em></strong></p>
<p style="text-align: justify;">L’Italia ha avuto il compito dalla Comunità  internazionale di aiutare le istituzioni afgane a riformare il proprio sistema  giudiziario, proponendo come modello quello di casa  nostra.</p>
<p style="text-align: justify;">Osservando come si è sviluppata la recente  vicenda dei tre cooperanti di Emergency, pare poter affermare che più che ai  nostri codici,l’ establishment afgano si sia ispirato ad alcune prassi d’azione  investigativa attualmente in uso dalla polizia italiana.</p>
<p style="text-align: justify;">Non sarà sfuggito a nessuno, infatti, la  forte similitudine di quanto avvenuto all’ospedale di Lashakar Gah con i fatti  della scuola Diaz.</p>
<p style="text-align: justify;">A Genova un gruppo di ufficiali di polizia  ha artatamente collocato delle bottiglie molotov  nei locali dove dormivano  decine di giovani per poi accusare costoro di esserne i proprietari e quindi  massacrarli di botte e perseguirli come Black Block e fiancheggiatori del  terrorismo. Sulla base di queste “<em>prove” </em> fu orchestrata una campagna mediatica imponente tesa a  criminalizzare tutto il movimento fino a cercare di accusare l’intero GSF (Genoa  Social Forum) di essere un’associazione sovversiva.</p>
<p style="text-align: justify;">A  Lashakar Gah la pratica non sembra  essere stata molto differente: viene fatto scattare un allarme bomba, il  personale è evacuato, nell’ospedale entrano dei poliziotti che devono verificare  la serietà dell’allarme, dopo circa un’ora alcuni operatori internazionali  vengono invitati a rientrare e a quel punto militari afgani ed inglesi, senza  perdere tempo a girare per i reparti dell’ospedale, si precipitano in un  magazzino e, come in un gioco di prestigio, proprio dalle prime casse che  vengono aperte spuntano le armi. Gli operatori internazionali sono accusati di  collaborare con il nemico per preparare un attentato e tutta Emergency viene  additata pubblicamente come un’associazione che strizza l’occhio ai terroristi  talebani.</p>
<p style="text-align: justify;">A Genova la testimonianza di centinaia di  migliaia di occhi umani e di decine di migliaia di occhi tecnologici furono  fondamentali per ribaltare la verità di regime; ma il prezzo pagato fu enorme in  termini di sofferenza e di dolore: Carlo non c’è più e una moltitudine fu  massacrata di botte.</p>
<p style="text-align: justify;">A Lashakar Gah non potevano esserci  migliaia di occhi a svelare l’ignobile inganno, ma,  c’è un video che mostra le  inequivocabili modalità d’azione dei militari afgani e inglesi. Ci sono milioni  di persone che hanno avuto salva la loro vita grazie al lavoro di Emergency; io  stesso ho potuto verificare a Kabul nel 2007 come gli operatori di Emergency  rischino ogni giorno la vita per rispettare il giuramento d&#8217;Ippocrate: curare  chiunque indipendentemente da chi sia e da cosa abbia fatto.</p>
<p style="text-align: justify;">Chi conosce Emergency sa che le accuse  rivolte ai tre arrestati sono delle montature per liberarsi di  testimoni il cui  silenzio non si può comprare.</p>
<p style="text-align: justify;">Ed infatti ora le autorità afgane  cominceranno a distinguere i tre arrestati, a dividerli fra loro, a dire che c’è  chi non ha alcuna colpa  e chi invece è responsabile di ogni nefandezza fino al  punto di essere accusato di aver venduto una vita umana all’epoca del rapimento  di Mastrogiacomo: poco importa che in quel momento l’accusato si trovasse in un  altro angolo del mondo.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma l’unica responsabilità di chi viene  dipinto come sodale dei talebani  è proprio quella di  non aver mai abdicato  alla propria neutralità, e di non aver quindi mai voluto tacere le stragi di  civili che si ripetono quotidianamente.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Fini e La Russa non  potevano non sapere: devono dimettersi</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Nessun altro  Paese avrebbe mai accettato che militari di una nazione alleata arrestassero  senza preavviso e senza fornire giustificazioni dei propri concittadini. Questa  elementare considerazione diventa ancora più ovvia se consideriamo la fitta  presenza in Afghanistan di agenti dei servizi segreti italiani abituati ad  interagire quotidianamente con i loro colleghi statunitensi, afgani, inglesi…E’  ed allora legittimo domandarsi se veramente qualcuno tra  i vertici dei nostri  Servizi o del  governo italiano non fosse stato precedentemente  avvisato.</p>
<p style="text-align: justify;">Se, nonostante l’Italia continui a mandare  migliaia di giovani  a morire per difendere un governo come quello di Karzai  (composto da signori della guerra e da narcotrafficanti) la Farnesina e il  ministero della Difesa italiano non sapevano nulla (versione poco credibile)  allora sono stati umiliati e trattati dai propri alleati peggio di un vassallo  medievale.</p>
<p style="text-align: justify;">Oggi la priorità assoluta è l’immediata  mobilitazione per chiedere al governo italiano di impegnarsi con tutte le  proprie forze per ottenere l’immediata liberazione dei tre arrestati.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma poi dovremo rilanciare senza indugi il  movimento per il ritiro delle truppe e andranno chieste le immediate dimissioni  di Frattini e di La Russa. Qualunque sia stato il loro ruolo: sia che sapessero  e nulla hanno fatto per evitare l’arresto, sia che fossero stati tenuti  all’oscuro mostrando così la totale incapacità e inefficienza dei nostri  apparati informativi. In ambedue i casi vi sono ragioni più che sufficienti  perché lascino immediatamente i loro incarichi.</p>
<p style="text-align: justify;">da<em> Liberazione</em> di venerdì 16 aprile</p>
<p><strong>*</strong>ex portavoce del GSF a  Genova nel 2001 – membro Consiglio Nazionale federazione della  Sinistra</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Emergency, Agnoletto: «Ora tutti s&#8217;impegnino per l&#8217;immediata liberazione. Ma poi Frattini e La Russa dovranno dimettersi e si apra un&#8217;inchiesta sui nostri servizi segreti. Come potevano non sapere cosa stavano preparando gli alleati?»</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Apr 2010 16:48:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Vittorio</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Afghanistan]]></category>
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		<category><![CDATA[guerra]]></category>
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		<description><![CDATA[Nessun altro Paese avrebbe mai accettato che militari di una nazione alleata arrestassero senza preavviso e senza fornire giustificazioni dei propri concittadini. La situazione pare talmente incredibile che viene da domandarsi se veramente qualcuno, a qualche livello, dei nostri Servizi o del governo italiano non fosse stato precedentemente avvisato…
L’arresto dei tre operatori rappresenta anche l’ennesima [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Nessun altro Paese avrebbe mai accettato che militari di una nazione alleata arrestassero senza preavviso e senza fornire giustificazioni dei propri concittadini. La situazione pare talmente incredibile che viene da domandarsi se veramente qualcuno, a qualche livello, dei nostri Servizi o del governo italiano non fosse stato precedentemente avvisato…</p>
<p style="text-align: justify;">L’arresto dei tre operatori rappresenta anche l’ennesima dimostrazione della mancanza di qualunque peso politico del nostro governo nella vicenda afgana;  se veramente la Farnesina e il ministero della Difesa italiano non sapevano nulla (versione poco credibile) allora sono stati umiliati e trattati peggio di un vassallo medioevale sia dal governo afgano sia dall’alleato inglese.<br />
Infatti nonostante l’Italia continui a mandare migliaia di giovani  a morire per difendere un governo come quello di Karzai, composto da signori della guerra e da narcotrafficanti, quello stesso governo non avrebbe nemmeno ritenuto di preavvisare l’Italia che stava per arrestare tre connazionali; non solo, nemmeno il governo inglese, alleato nella missione ISAF con quello italiano, avrebbe ritenuto necessario preavvisare Roma che  militari britannici avrebbero partecipato (come dimostrato da un video) all’arresto di alcuni cittadini italiani.<br />
In ambedue i casi i ministri La Russa e Frattini dovrebbero  dimettersi: in un caso per non aver tutelato, pur potendolo fare, dei cittadini italiani impegnati in un’attività di grande valore umanitario, nell’altro per essere stati trattati loro e l’Italia come degli zerbini da nazioni alleate.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel 2007 sono stato in Afghanistan ho visto come lavora Emergency, quanto rischiano la vita ogni giorno i suoi operatori per rispettare il giuramento d&#8217;Ippocrate: curare chiunque indipendentemente da chi sia e da cosa abbia fatto. Chi conosce Emergency sa che le accuse rivolte ai tre arrestati sono delle montature per liberarsi di un testimone il cui silenzio non si può comprare; Emergency ad esempio ha sempre denunciato le stragi di civili compiute dalle forze occidentali l’ultima delle quali è avvenuta oggi stesso.<br />
Il governo italiano ora deve impegnarsi con tutte le proprie forze per ottenere l’immediata liberazione dei tre arrestati, questa è oggi la priorità assoluta.<br />
Ma non vi è dubbio che, dopo, sarà necessario non solo chiedere l’immediato ritiro delle truppe italiane ma anche le dimissioni di Frattini e La Russa e aprire un’inchiesta sul ruolo dei nostri servizi segreti».</p>
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		<title>Afghanistan, chi ieri ha votato a favore (o si è astenuto) sul proseguimento della missione è corresponsabile di queste morti. Ritiro immediato delle truppe</title>
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		<pubDate>Fri, 26 Feb 2010 17:54:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Vittorio</dc:creator>
				<category><![CDATA[comunicati stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Afghanistan]]></category>
		<category><![CDATA[guerra]]></category>
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		<description><![CDATA[Innanzitutto  desidero esprimere le mie condoglianze alla famiglia di Pietro Antonio Colazzo e ai  familiari di tutte le vittime. Ora tutte le nostre autorità faranno a gara  per esprimere il loro dolore per l&#8217;ennesima morte di un italiano e si  prepareranno a celebrare funerali di stato dove si affanneranno per occupare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Innanzitutto  desidero esprimere le mie condoglianze alla famiglia di Pietro Antonio Colazzo e ai  familiari di tutte le vittime. Ora tutte le nostre autorità faranno a gara  per esprimere il loro dolore per l&#8217;ennesima morte di un italiano e si  prepareranno a celebrare funerali di stato dove si affanneranno per occupare le  prime file e apparire con volti segnati dal dolore sugli schermi  televisivi. Lacrime di coccodrillo, loro sono i  corresponsabili di queste morti; sono corresponsabili tutti coloro, maggioranza  e PD, che ieri in Senato hanno votato il rifinanziamento della missione in  Afghanistan e lo è anche l’IDV che non ha trovato il coraggio di votare contro  pensando di cavarsela con una pilatesca astensione. Ora alzeranno tutti quanti grida di  disperazione, ma anche un bambino sa che se mandi qualcuno in guerra vi è la  possibilità che costui venga ucciso (e che uccida). È necessario l&#8217;immediato ritiro delle  nostre truppe che non sono in Afghanistan per costruire la pace ma,come bene ha  spiegato Gino  Strada oggi in un&#8217;intervista, sono in Afghanistan per difendere  un governo fantoccio,eletto con elezioni truffa e pieno di narcotrafficanti e di  signori della guerra. La nostra solidarietà va a  RAWA, l&#8217;organizzazione delle donne afgane, e tutta la società civile che è  impegnata nella difesa dei diritti umani calpestati sia dai talebani che dal  governo Karzai.</p>
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