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Eritrei: scandalosa complicità del governo italiano con il regime antidemocratico della Libia

7 lug

«Il 17 giugno scorso il Parlamento europeo ha approvato una risoluzione di condanna della Libia: è solo l’ultima di una lunghissima serie di prese di posizione contro quel Paese. Il governo italiano non può agire al di sopra delle leggi e delle convenzioni internazionali, continuando a rendersi complice delle violenze e delle morti di centinaia, migliaia di potenziali rifugiati – dichiara Vittorio Agnoletto, ex eurodeputato Sinistra europea –  Ricordo che proprio la Libia, che a giugno ha espulso l’Alto commissariato Onu per i rifugiati, non ha mai firmato la Convenzione delle Nazioni Unite sui rifugiati, siglata a Ginevra nel 1951: pertanto rifugiati e richiedenti asilo vengono rimandati indietro senza riguardo per il loro bisogno di protezione. Già la Commissione europea, rispondendo a una mia interrogazione parlamentare sull’espulsione di migranti irregolari dalla Libia, nel febbraio 2009, aveva annunciato di aver «fatto presente alle autorità libiche l’esigenza di istituire il quadro giuridico necessario per garantire una protezione adeguata alle persone presenti sul territorio della Libia che avrebbero diritto di essere riconosciute come rifugiati, applicando il principio del “non respingimento”, e ha chiesto che il problema venisse affrontato nel contesto di possibili futuri negoziati per un accordo tra Ue e Libia». Attualmente non c’è nessun accordo di cooperazione tra Ue e Libia bensì dei programmi specifici e vari accordi bilaterali sulla vigilanza aerea e via mare, stipulati con l’Italia ed altri Paesi membri. Si sta lavorando ad un accordo generale dell’Unione, che comprenderà un capitolo ad hoc sulle migrazioni: l’Europa dovrebbe ricordarsi a quel punto di inserire la clausola per la democrazia, approvata il 14 febbraio 2006, quindi vincolante, oggetto della relazione che ho curato e che prevede sanzioni progressive per i Paesi che non rispettano di diritti umani e stipulano accordi commerciali con l’Ue.

Esiste già, inoltre, una direttiva comunitaria ad hoc, la direttiva del Consiglio 2004/83/CE (la «direttiva sul riconoscimento dello status di rifugiato») che, conformemente ai principi riconosciuti segnatamente nella Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea, stabilisce delle norme minime per quanto riguarda la definizione e il contenuto dello status di rifugiato. Anche il Consiglio d’Europa si è più volte espresso contro il governo italiano sulla sua politica dei respingimenti. Un divieto, quello di di respingimento e di espulsione, che è sancito perfino dalla Bossi-Fini per chi desidera presentare domanda d’asilo in Italia: il governo non rispetta nemmeno le sue leggi!

Per questo lancio un invito alla società civile e all’opposizione intera a partecipare alle manifestazioni già indette in varie città: fermiamo questa vergogna, uniamo le forze e scendiamo in piazza per chiedere di accogliere subito i 250 eritrei detenuti in Libia».

Rinnovo della fiducia a De Gennaro da parte del governo: nessuna meraviglia, sono loro i mandanti politici di Genova

18 giu

Nessuna meraviglia che il consiglio dei ministri abbia confermato la fiducia a De Gennaro: sono gli stessi ministri, è lo stesso governo, del 2001. Sono loro i mandanti politici delle violenze poliziesche a Genova ed infatti hanno invitato De Gennaro a proseguire “con lo stesso spirito e con lo stesso impegno”, parole che si commentano da sole. Sconcertante il comportamento dell’opposizione parlamentare che tace, anzi in molti casi approva, la fiducia nuovamente accordata a De Gennaro. Pd e Idv (tranne De Magistris) dopo aver affossato, nella scorsa legislatura, la commissione d’inchiesta parlamentare, ora sono garantisti a senso unico, solo coi potenti.

G8, Diaz, condanna a De Gennaro: avevamo ragione! Ora dimissioni per i condannati e verità sui mandanti politici della mattanza

17 giu

Avevamo ragione. Finalmente giustizia è stata fatta. La condanna a De Gennaro è la dimostrazione di quanto sosteniamo dal 2001: i vertici della polizia erano perfettamente al corrente di quanto stava accadendo alla Diaz, del massacro di decine di persone inermi. Se ci sono delle “mele marce” queste sono da cercare innanzitutto in chi in questi anni è stato promosso ai vertici delle forze dell’ordine e dei servizi segreti. Ora tutti i condannati, a cominciare da De Gennaro, devono dimettersi dalla cariche che ricoprono. In qualunque Paese europeo sarebbero immediatamente rimossi. Ora deve essere fatta finalmente luce anche su chi furono i mandanti politici di quelle violenze, dei suggessivi depistaggi  e di  tutte le menzogne dette in seguito per infangare il movimento e il Social forum.

Vittorio Agnoletto, portavoce del Genoa Social Forum ai tempi del G8 di Genova,

Antonio Bruno, consigliere comunale a Genova, membro del GSF nel 2001