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Droghe, le parole di Berlusconi segno di grave ignoranza e in contrasto con la comunità scientifica e con l’Ue

10 set

La richiesta di Berlusconi di sanzionare in modo più forte i consumatori è in totale contrasto con la posizione dell’Unione Europea, che ha invitato in più occasione, esplicitamente, i governi a distinguere le politiche verso i consumatori, che devono essere improntate all’assistenza sociale e sanitaria, da quelle verso i narcotrafficanti, che devono essere contrassegnate da forti misure repressive.
L’UE pone inoltre al centro delle politiche verso i consumatori le strategie di riduzione del danno che sono l’opposto della repressione auspicata da Berlusconi. Già in occasione dell’ultima conferenza mondiale sulle droghe, organizzata dall’UNODC (l’Agenzia delle Nazioni Unite per la lotta alle droghe e al crimine organizzato, nel marzo del 2009, la posizione italiana di contrapposizione alla riduzione del danno era risultata isolata dalle scelte di tutti gli altri paesi UE.
La posizione di Berlusconi inoltre è estremamente rischiosa da un punto di vista sanitario perché è ormai accertato da decine di ricerche scientifiche che la repressione dei tossicodipendenti spinge costoro a nascondersi, a evitare i contatti con i servizi soci-sanitari e quindi favorisce la diffusione di patologie infettive come l’AIDS.
Infatti, proprio per questa ragione la Conferenza Mondiale sull’AIDS che si è svolta lo scorso luglio si è aperta con una solenne “Dichiarazione di Vienna” sottoscritta da decine di società scientifiche internazionali e da numerosissimi governi  proprio contro la punibilità dei tossicodipendenti.

Finalmente la verità sulla scuola Diaz. Leggete cosa dicono i giudici

1 ago

Dichiarazione congiunta di Vittorio Agnoletto, ex portavoce del GSF e di Lorenzo Guadagnucci, giornalista, vittima del pestaggio alla Diaz:
I GIUDICI INDIVIDUANO LA RESPONSABILITA’ DI DE GENNARO NELLA VICENDA DIAZ. ORA I CONDANNATI DEVONO DIMETTERSI
«Le motivazioni della sentenza di seconda grado confermano la ricostruzione storica dei fatti compiuta dai PM e da sempre sostenuta dal movimento e dalle vittime. In particolare quanto affermato dai giudici a pagina 299 conferma quello che abbiamo sempre dichiarato: l’assalto alla Diaz non è stato frutto di una decisione improvvisa di qualche funzionario di polizia di medio-basso grado, ma è nata da una “esplicita richiesta da parte del Capo della Polizia”. Questa esplicita attribuzione di responsabilità al vertice della polizia rende ancora più inopportuna la permanenza dei dirigenti condannati, a cominciare dal massimo livello, ai loro posti»
Ecco cosa si legge a pag 299 della sentenza:
“La Corte, nella valutazione complessiva dei fatti, ritiene di non obliterare la circostanza, emersa chiaramente in causa fin dalle prime emergenze e confermata nell’ulteriore corso processuale, secondo la quale l’origine di tutta la vicenda è individuabile nella esplicita richiesta da parte del Capo della Polizia di riscattare l’immagine del corpo e di procedere a tal fine ad arresti, richiesta concretamente rafforzata dall’invio da Roma a Genova di alte personalità di sua fiducia ai vertici della Polizia che di fatto hanno scalzato i funzionari genovesi dalla gestione dell’ordine pubblico..”

AIDS, Conferenza mondiale a Vienna dal 18 al 23 luglio: «L’emergenza mondiale continua. In Italia mancano prevenzione e informazione. Da Vienna un appello: le politiche proibizioniste facilitano la diffusione dell’Aids»

16 lug

Vittorio Agnoletto, medico, ex presidente e fondatore della LILA (Lega italiana per la Lotta contro l’Aids), ex eurodeputato, parteciperà da domenica 18 luglio al 23 luglio alla XVIII Conferenza mondiale sull’Aids, in programma a Vienna.

«Secondo i dati dell’UNAIDS (l’agenzia dell’ONU sull’AIDS) riferiti al 2008 – dichiara Vittorio Agnoletto – le persone HIV+ sono nel mondo 33,5 milioni; di queste 22,5 milioni vivono nell’Africa sub sahariana e su 2 milioni di morti quasi i 3/4 si sono verificate in quella stessa regione. Di fronte a questa tragedia l’Italia, nonostante le ripetute promesse del Presidente del Consiglio ad aumentare il  contributo economico al Fondo globale per la lotta all’Aids, Tbc e malaria (voluto dall’Onu), deve ancora versare 260 milioni: tutto il contributo previsto per il 2009 e quello per il 2010.

La conferenza si aprirà con un importante documento ufficiale :la “Dichiarazione di Vienna”. Per la prima volta infatti un summit mondiale prende una posizione netta contro le politiche proibizioniste sulle droghe. La Dichiarazione sostiene che: «La criminalizzazione dei consumatori di droghe sta alimentando l’epidemia di HIV e ha comportato conseguenze negative per la salute pubblica e a livello sociale. È necessario reindirizzare le politiche sulle droghe verso approcci basati su evidenze scientifiche, che rispettino i diritti umani». Un documento quindi in sintonia con la posizione dell’UE, ma in forte contrasto con la posizione del governo italiano che ha cancellato quasi tutti i progetti di riduzione del danno.

In Italia ogni giorno 11 persone contraggono il virus dell’Hiv: il 60 per cento scopre di essere sieropositivo solo nel momento in cui gli viene diagnosticata l’Aids, cioè in uno stadio della malattia molto avanzato. È un dato impressionante: significa che i progetti di prevenzione, informazione e sensibilizzazione sono totalmente insufficienti, se non inesistenti.

Prevenire l’Hiv/Aids significherebbe un enorme risparmio per il sistema sanitario nazionale: in Italia si stimano 180 mila persone HIV+ viventi, i farmaci antiretrovirali e l’assistenza costa circa 1,5 miliardi di euro l’anno e ognuna delle 60 mila persone attualmente in trattamento costa dai 20 ai 30 mila euro l’anno.

Il numero delle infezioni e quindi i costi per la cura potrebbero essere fortemente ridotti se si investisse nella prevenzione, se il test fosse davvero gratuito e accessibile a tutti, se nelle scuole si ripristinassero i programmi di educazione sessuale, se i profilattici fossero considerati presidi sanitari e i loro costi fossero fortemente abbassati. Ma di tutto questo in Italia nulla viene fatto; e le persone continuano ad ammalarsi».

Per informazioni sulla conferenza: www.aids2010.org