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Finalmente la verità sulla scuola Diaz. Leggete cosa dicono i giudici

1 ago

Dichiarazione congiunta di Vittorio Agnoletto, ex portavoce del GSF e di Lorenzo Guadagnucci, giornalista, vittima del pestaggio alla Diaz:
I GIUDICI INDIVIDUANO LA RESPONSABILITA’ DI DE GENNARO NELLA VICENDA DIAZ. ORA I CONDANNATI DEVONO DIMETTERSI
«Le motivazioni della sentenza di seconda grado confermano la ricostruzione storica dei fatti compiuta dai PM e da sempre sostenuta dal movimento e dalle vittime. In particolare quanto affermato dai giudici a pagina 299 conferma quello che abbiamo sempre dichiarato: l’assalto alla Diaz non è stato frutto di una decisione improvvisa di qualche funzionario di polizia di medio-basso grado, ma è nata da una “esplicita richiesta da parte del Capo della Polizia”. Questa esplicita attribuzione di responsabilità al vertice della polizia rende ancora più inopportuna la permanenza dei dirigenti condannati, a cominciare dal massimo livello, ai loro posti»
Ecco cosa si legge a pag 299 della sentenza:
“La Corte, nella valutazione complessiva dei fatti, ritiene di non obliterare la circostanza, emersa chiaramente in causa fin dalle prime emergenze e confermata nell’ulteriore corso processuale, secondo la quale l’origine di tutta la vicenda è individuabile nella esplicita richiesta da parte del Capo della Polizia di riscattare l’immagine del corpo e di procedere a tal fine ad arresti, richiesta concretamente rafforzata dall’invio da Roma a Genova di alte personalità di sua fiducia ai vertici della Polizia che di fatto hanno scalzato i funzionari genovesi dalla gestione dell’ordine pubblico..”

AIDS, Conferenza mondiale a Vienna dal 18 al 23 luglio: «L’emergenza mondiale continua. In Italia mancano prevenzione e informazione. Da Vienna un appello: le politiche proibizioniste facilitano la diffusione dell’Aids»

16 lug

Vittorio Agnoletto, medico, ex presidente e fondatore della LILA (Lega italiana per la Lotta contro l’Aids), ex eurodeputato, parteciperà da domenica 18 luglio al 23 luglio alla XVIII Conferenza mondiale sull’Aids, in programma a Vienna.

«Secondo i dati dell’UNAIDS (l’agenzia dell’ONU sull’AIDS) riferiti al 2008 – dichiara Vittorio Agnoletto – le persone HIV+ sono nel mondo 33,5 milioni; di queste 22,5 milioni vivono nell’Africa sub sahariana e su 2 milioni di morti quasi i 3/4 si sono verificate in quella stessa regione. Di fronte a questa tragedia l’Italia, nonostante le ripetute promesse del Presidente del Consiglio ad aumentare il  contributo economico al Fondo globale per la lotta all’Aids, Tbc e malaria (voluto dall’Onu), deve ancora versare 260 milioni: tutto il contributo previsto per il 2009 e quello per il 2010.

La conferenza si aprirà con un importante documento ufficiale :la “Dichiarazione di Vienna”. Per la prima volta infatti un summit mondiale prende una posizione netta contro le politiche proibizioniste sulle droghe. La Dichiarazione sostiene che: «La criminalizzazione dei consumatori di droghe sta alimentando l’epidemia di HIV e ha comportato conseguenze negative per la salute pubblica e a livello sociale. È necessario reindirizzare le politiche sulle droghe verso approcci basati su evidenze scientifiche, che rispettino i diritti umani». Un documento quindi in sintonia con la posizione dell’UE, ma in forte contrasto con la posizione del governo italiano che ha cancellato quasi tutti i progetti di riduzione del danno.

In Italia ogni giorno 11 persone contraggono il virus dell’Hiv: il 60 per cento scopre di essere sieropositivo solo nel momento in cui gli viene diagnosticata l’Aids, cioè in uno stadio della malattia molto avanzato. È un dato impressionante: significa che i progetti di prevenzione, informazione e sensibilizzazione sono totalmente insufficienti, se non inesistenti.

Prevenire l’Hiv/Aids significherebbe un enorme risparmio per il sistema sanitario nazionale: in Italia si stimano 180 mila persone HIV+ viventi, i farmaci antiretrovirali e l’assistenza costa circa 1,5 miliardi di euro l’anno e ognuna delle 60 mila persone attualmente in trattamento costa dai 20 ai 30 mila euro l’anno.

Il numero delle infezioni e quindi i costi per la cura potrebbero essere fortemente ridotti se si investisse nella prevenzione, se il test fosse davvero gratuito e accessibile a tutti, se nelle scuole si ripristinassero i programmi di educazione sessuale, se i profilattici fossero considerati presidi sanitari e i loro costi fossero fortemente abbassati. Ma di tutto questo in Italia nulla viene fatto; e le persone continuano ad ammalarsi».

Per informazioni sulla conferenza: www.aids2010.org

Eritrei: scandalosa complicità del governo italiano con il regime antidemocratico della Libia

7 lug

«Il 17 giugno scorso il Parlamento europeo ha approvato una risoluzione di condanna della Libia: è solo l’ultima di una lunghissima serie di prese di posizione contro quel Paese. Il governo italiano non può agire al di sopra delle leggi e delle convenzioni internazionali, continuando a rendersi complice delle violenze e delle morti di centinaia, migliaia di potenziali rifugiati – dichiara Vittorio Agnoletto, ex eurodeputato Sinistra europea –  Ricordo che proprio la Libia, che a giugno ha espulso l’Alto commissariato Onu per i rifugiati, non ha mai firmato la Convenzione delle Nazioni Unite sui rifugiati, siglata a Ginevra nel 1951: pertanto rifugiati e richiedenti asilo vengono rimandati indietro senza riguardo per il loro bisogno di protezione. Già la Commissione europea, rispondendo a una mia interrogazione parlamentare sull’espulsione di migranti irregolari dalla Libia, nel febbraio 2009, aveva annunciato di aver «fatto presente alle autorità libiche l’esigenza di istituire il quadro giuridico necessario per garantire una protezione adeguata alle persone presenti sul territorio della Libia che avrebbero diritto di essere riconosciute come rifugiati, applicando il principio del “non respingimento”, e ha chiesto che il problema venisse affrontato nel contesto di possibili futuri negoziati per un accordo tra Ue e Libia». Attualmente non c’è nessun accordo di cooperazione tra Ue e Libia bensì dei programmi specifici e vari accordi bilaterali sulla vigilanza aerea e via mare, stipulati con l’Italia ed altri Paesi membri. Si sta lavorando ad un accordo generale dell’Unione, che comprenderà un capitolo ad hoc sulle migrazioni: l’Europa dovrebbe ricordarsi a quel punto di inserire la clausola per la democrazia, approvata il 14 febbraio 2006, quindi vincolante, oggetto della relazione che ho curato e che prevede sanzioni progressive per i Paesi che non rispettano di diritti umani e stipulano accordi commerciali con l’Ue.

Esiste già, inoltre, una direttiva comunitaria ad hoc, la direttiva del Consiglio 2004/83/CE (la «direttiva sul riconoscimento dello status di rifugiato») che, conformemente ai principi riconosciuti segnatamente nella Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea, stabilisce delle norme minime per quanto riguarda la definizione e il contenuto dello status di rifugiato. Anche il Consiglio d’Europa si è più volte espresso contro il governo italiano sulla sua politica dei respingimenti. Un divieto, quello di di respingimento e di espulsione, che è sancito perfino dalla Bossi-Fini per chi desidera presentare domanda d’asilo in Italia: il governo non rispetta nemmeno le sue leggi!

Per questo lancio un invito alla società civile e all’opposizione intera a partecipare alle manifestazioni già indette in varie città: fermiamo questa vergogna, uniamo le forze e scendiamo in piazza per chiedere di accogliere subito i 250 eritrei detenuti in Libia».