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Moretti deve essere licenziato. Subito!

4 feb

Moretti, l’amministratore delegato delle Ferrovie, dovrebbe essere immediatamente licenziato (senza buonuscita) per totale incapacità nel compiere il proprio lavoro. Altro che TAV, taglio dei treni di lunga percorrenza e licenziamenti di 800 lavoratori !! Si occupi di far funzionare le ferrovie come avviene in qualunque Paese europeo! E’ inammissibile che un po’ di neve blocchi il sistema ferroviario italiano. (continua…)

Appello a Napolitano in favore dei lavoratori che da un mese sono sulla torre alla stazione Centrale di Milano

14 gen

http://www.petizionionline.it/petizione/appello-al-presidente-della-repubblica-napolitano/6089

Caro Presidente,
siamo cittadini italiani, di questa nazione in sofferenza perché principi fondanti quali l’unità del paese, diritti al lavoro e a servizi fondamentali sono messi in discussione da forze politiche ed economiche irresponsabili. (continua…)

La crisi degli asini

12 ott

Un simpatico racconto che spiega in modo semplice l’origine dei meccanismi speculativi…mentre ci prepariamo al 15 ottobre.

Un uomo in giacca e cravatta è apparso un giorno in un villaggio. In piedi su una cassetta della frutta, gridò a chi passava che avrebbe comprato a € 100 in contanti ogni asino che gli sarebbe stato offerto. (continua…)

Un filo rosso unisce Torino a Bologna: i diritti o sono universali o non sono diritti.

12 gen

Se passa l’accordo voluto da Marchionne, e sostenuto da CISL e UIL, i lavoratori di Torino dovranno anche chiedere alla Fiat persino il permesso per ammalarsi e, se si ammaleranno nei giorni sbagliati, potranno essere sanzionati.
A Bologna un neonato muore per il freddo; poche settimane prima  i servizi sociali non si erano accorti che la donna era  all’ottavo mese.
Due notizie certamente molto diverse fra loro, ma, purtroppo c’è un filo che le collega: i diritti dei lavoratori e un welfare per tutti sono state le conquiste principali delle lotte che hanno segnato in Italia gli anni ’60 e ’70.
Nessun lavoratore poteva essere spogliato dei propri diritti quando entrava in fabbrica; nessun essere umano, donna o uomo, poteva essere abbandonato dalla collettività ad una situazione di tale povertà da porlo a rischio di vita.
Oggi questi principi sono stati cancellati dalla cultura dominante sparsa a piene mani per quasi trent’anni prima dal craxismo e poi dal berlusconismo.
I modelli presentati come vincenti sono quelli del tutti contro tutti, ognuno per sé, gira lo sguardo dall’altra parte e pensa solo a te stesso….
Lo Stato si ritira, non si assume più alcuna responsabilità, il campo è lasciato alla feroce legge del più forte e ai suoi ricatti.
La posizione della Fiom oggi è di estrema importanza perché: difende i diritti indisponibili dei lavoratori della Fiat; perché è consapevole che lo scontro a Torino rappresenta la linea del Piave, se sfondano lì quegli stessi ricatti si riprodurranno in tutte le aziende; ma soprattutto perché ha compreso che attraverso la lotta dei lavoratori Fiat è possibile provare (almeno provare) a ricostruire un ampio fronte sociale con al centro i diritti sociali per tutti.
I lavoratori precari, i cittadini immigrati, i tanti che individualmente (come nel caso di Bologna) sono lasciati soli ad affrontare il freddo e la fame, possono trovare nella lotta della Fiom un terreno comune per la difesa dei propri diritti e di un welfare universale, per la conquista di un reddito di cittadinanza, oggi più che mai necessario.
Riunificare attorno ad obiettivi comuni tutti quei settori popolari che lo sviluppo capitalista ha diviso e che la crisi rischia di porre gli uni contro gli altri è la priorità odierna. Ed è anche la ragione principale per aderire alla mobilitazione del 28 gennaio.