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	<title>Vittorio Agnoletto &#187; diritti umani</title>
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		<title>ACAB un film istruttivo per il grande pubblico</title>
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		<pubDate>Sun, 29 Jan 2012 18:33:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Vittorio</dc:creator>
				<category><![CDATA[diritti umani]]></category>
		<category><![CDATA[democrazia]]></category>
		<category><![CDATA[G8]]></category>

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		<description><![CDATA[Ho visto il film ACAB, e devo ammettere  che ero decisamente prevenuto.
Credo invece che sia da vedere. Non è un film con una tesi precostituita, ma offre uno spaccato interessante della vita di un gruppo di celerini, in particolare del VII nucleo del I° reparto di Roma, coloro che sono entrati per primi alla scuola [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ho visto il film ACAB, e devo ammettere  che ero decisamente prevenuto.</p>
<p>Credo invece che sia da vedere. Non è un film con una tesi precostituita, ma offre uno spaccato interessante della vita di un gruppo di celerini, in particolare del VII nucleo del I° reparto di Roma, coloro che sono entrati per primi alla scuola Diaz a Genova e sono stati i massimi responsabili delle violenze.<span id="more-747"></span></p>
<p>Ma il film non tratta di Genova, affronta invece la vita quotidiana di questo gruppo, illustrando la grande facilità, anzi la normalità, con la quale passano da comportamenti finalizzati ad imporre al cittadino il rispetto della legge, ad altri esplicitamente illegali ed anzi contrassegnati da gravi reati.</p>
<p>Tutto viene vissuto come se fosse normale: la legge sono loro, loro sono al di spora e oltre la legge.</p>
<p>Chi non accetta queste regole, chi denuncia i comportamenti illegali dei colleghi è un “infame” e deve abbandonare la polizia, se non vuole finire male.</p>
<p>Il racconto illustra anche le vicende di tutti i giorni che costoro, come tutti i cittadini, devono affrontare: separazioni, problemi economici famigliari, scontro padre-figlio ecc.</p>
<p>Questi aspetti di quotidianità e lo stress che ne deriva ai protagonisti, come a chiunque altro,lungi dal poter essere utilizzati come giustificazione per comportamenti inaccettabili aiutano a collocare i comportamenti violenti e illegali di questo gruppo di celerini come risultato in gran parte dipendente dalla struttura stessa delle forze di polizia, della cultura dominante in quell’ambiente, e di una cultura gerarchica e fondata sui miti della forza e dell’eroe.</p>
<p>Sullo sfondo l’assenza totale di qualunque formazione, di qualsiasi educazione al rispetto dei valori democratici e costituzionali.</p>
<p>Non manca lo scontro per una casa contesa tra una famiglia di origine popolare e una di immigrati; in assenza di un qualunque intervento collettivo sociale e politico ispirato ai valori della giustizia sociale tale doloroso conflitto rimane senza soluzione.</p>
<p>Meno credibile invece la contrapposizione tra il gruppo di celerini e un gruppo di estremisti di destra; la realtà, come abbiamo più volte sperimentato, è ben diversa. E’ inoltre assente ogni riferimento alle responsabilità dei piani alti della polizia e sono appena accennate quelle della politica.</p>
<p>Un film quindi forse scontato per chi ha alle spalle anni di militanza sociale e/o politica, ma istruttivo per il grande pubblico.</p>
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		<title>APPELLO GIÙ LE MANI DALL’ACQUA E DALLA DEMOCRAZIA!</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Jan 2012 16:57:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Vittorio</dc:creator>
				<category><![CDATA[diritti umani]]></category>
		<category><![CDATA[movimenti]]></category>

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		<description><![CDATA[http://www.acquabenecomune.org/raccoltafirme/index.php?option=com_petitions&#38;view=petition&#38;id=181&#38;Itemid=111



Il 12 e 13 giugno scorsi 26 milioni di donne e uomini hanno votato per l’affermazione dell’acqua come bene comune e diritto umano universale e per la sua gestione partecipativa e senza logiche di profitto.
Le stesse persone hanno votato anche la difesa dei servizi pubblici locali dalle strategie di privatizzazione: una grande e diffusa partecipazione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div><a href="http://www.acquabenecomune.org/raccoltafirme/index.php?option=com_petitions&amp;view=petition&amp;id=181&amp;Itemid=111">http://www.acquabenecomune.org/raccoltafirme/index.php?option=com_petitions&amp;view=petition&amp;id=181&amp;Itemid=111</a></div>
<table border="0" cellspacing="0" cellpadding="4" width="100%" align="center">
<tbody>
<tr>
<td valign="top"><strong>Il 12 e 13 giugno </strong>scorsi 26 milioni di donne e uomini hanno votato per l’affermazione dell’acqua come bene comune e diritto umano universale e per la sua gestione partecipativa e senza logiche di profitto.<br />
<strong>Le stesse persone hanno votato anche la difesa dei servizi pubblici locali dalle strategie di privatizzazione</strong>: una grande e diffusa partecipazione popolare, che si è espressa in ogni territorio, dimostrando la grande vitalità democratica di una società in movimento e la capacità di attivare un nuovo rapporto tra cittadini e Stato attraverso la politica.<span id="more-743"></span><br />
<strong>Il voto ha posto il nuovo linguaggio dei beni comuni e della partecipazione democratica</strong> come base fondamentale di un possibile nuovo modello sociale capace di rispondere alle drammatiche contraddizioni di una crisi economico-finanziaria sociale ed ecologica senza precedenti.<br />
<strong>A questa straordinaria esperienza di democrazia</strong> il precedente Governo Berlusconi ha risposto con un attacco diretto al voto referendario, riproponendo le stesse norme abrogate con l’esclusione solo formale del servizio idrico integrato.<br />
<strong>Adesso, utilizzando come espediente la precipitazione della crisi economico-finanziaria e del debito, il Governo guidato da Mario Monti</strong> si appresta a replicare ed approfondire tale attacco attraverso un decreto quadro sulle strategie di liberalizzazione che vuole intervenire direttamente anche sull’acqua, forse addirittura in parallelo ad un analogo provvedimento a livello di Unione Europea che segua la falsariga di quanto venne proposto anni addietro con la direttiva Bolkestein. In questo modo si vuole mettere all’angolo l’espressione democratica della maggioranza assoluta del popolo italiano, schiacciare ogni voce critica rispetto alla egemonia delle leggi di mercato ed evitare che il “contagio” si estenda fuori Italia.</p>
<p><strong>Noi non ci stiamo. </strong></p>
<p><strong>L’acqua non è una merce, ma un bene comune</strong> che appartiene a tutti gli esseri viventi e a nessuno in maniera esclusiva, e tanto meno può essere affidata in gestione al mercato.<br />
I beni comuni sono l’humus del legame sociale fra le persone e non merci per la speculazione finanziaria.<br />
Ma sorge, a questo punto, una enorme e fondamentale questione che riguarda la democrazia:<strong> nessuna “esigenza” di qualsivoglia mercato può impunemente violare l’esito di una consultazione democratica</strong>, garantita dalla Costituzione, nella quale si è espressa senza equivoci la maggioranza assoluta del popolo italiano.</p>
<p><strong>Chiediamo</strong> con determinazione al Governo Monti di interrompere da subito la strada intrapresa.<br />
<strong>Chiediamo </strong>a tutti i partiti, a tutte le forze sociali e sindacali di prendere immediata posizione per il rispetto del voto democratico del popolo italiano.<br />
<strong>Chiediamo </strong>alle donne e agli uomini di questo paese di sottoscrivere questo appello e di prepararsi alla mobilitazione per la difesa del voto referendario.</p>
<p><strong>Oggi più che mai, si scrive acqua e si legge democrazia.</strong></p>
<p><strong>Forum Italiano dei Movimenti per l&#8217;Acqua</strong></td>
</tr>
</tbody>
</table>
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		<title>Pensierino della sera&#8230;</title>
		<link>http://www.vittorioagnoletto.it/2011/12/pensierino-della-sera/</link>
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		<pubDate>Sat, 10 Dec 2011 21:47:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Vittorio</dc:creator>
				<category><![CDATA[diritti umani]]></category>
		<category><![CDATA[diritti]]></category>

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		<description><![CDATA[Oggi è la giornata mondiale dei Diritti Umani, ignorata dalla quasi totalità dei media.Non è un caso: nelle stesse ore l&#8217;UE ha assunto decisioni destinate a ridurre sensibilmente i diritti sociali, a tutti gli effetti parte integrante dei diritti umani ufficialmente tutelati dalle Nazioni Unite
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			<content:encoded><![CDATA[<h6>Oggi è la giornata mondiale dei Diritti Umani, ignorata dalla quasi totalità dei media.Non è un caso: nelle stesse ore l&#8217;UE ha assunto decisioni destinate a ridurre sensibilmente i diritti sociali, a tutti gli effetti parte integrante dei diritti umani ufficialmente tutelati dalle Nazioni Unite</h6>
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		<title>Emergenza rom? Una balla. Lo conferma il Consiglio di Stato.(per non dimenticare, era il 2008..)</title>
		<link>http://www.vittorioagnoletto.it/2011/11/emergenza-rom-una-balla-lo-conferma-il-consiglio-di-stato-per-non-dimenticare-era-il-2008/</link>
		<comments>http://www.vittorioagnoletto.it/2011/11/emergenza-rom-una-balla-lo-conferma-il-consiglio-di-stato-per-non-dimenticare-era-il-2008/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 28 Nov 2011 11:46:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Vittorio</dc:creator>
				<category><![CDATA[diritti umani]]></category>
		<category><![CDATA[migranti]]></category>
		<category><![CDATA[Rom]]></category>

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		<description><![CDATA[Il decreto in materia era illegittimo. Via i commissari e i loro atti
Sara De Carli da Vita.it
L&#8217;emergenza nomadi è stata una bufala. Lo ha detto ufficialmente il Consiglio di Stato con la sentenza n. 6050 del 16 novembre 2011, con cui ha dichiarato illegittimo il decreto della Presidenza del Consiglio del 2008 che stabiliva l&#8217;emergenza [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il decreto in materia era illegittimo. Via i commissari e i loro atti</p>
<p><em>Sara De Carli da Vita.it</em></p>
<p>L&#8217;emergenza nomadi è stata una bufala. Lo ha detto ufficialmente il Consiglio di Stato con la sentenza n. 6050 del 16 novembre 2011, con cui ha dichiarato illegittimo il decreto della Presidenza del Consiglio del 2008 che stabiliva l&#8217;emergenza nomadi nelle Regioni Lombardia, Lazio e Campania, nominando per l&#8217;occasione dei Commissari straordinari. L&#8217;emergenza era poi stata estesa a Veneto e Piemonte e prorogata per il 2010 e 2011. Ora il Consiglio di Stato, dichiarando che l&#8217;emergenza non sussisteva e che il decreto (come i successivi) era illegittimo, decide anche per il decadimento dei commissari straordinari e dei loro atti.<span id="more-721"></span></p>
<p>Vittoria quindi pressoché totale di due individui residenti in un campo nomadi romano sostenuti dall&#8217;associazione ERRC-European Roma Rights Centre Foundation. L&#8217;unico punto su cui è stato respinto il ricorso è sulla intenzionale discriminazione dei rom contenuta nel decreto: questa discriminazione non c&#8217;è stata.</p>
<p>L&#8217;emergenza senza numeri</p>
<p>Per il resto, invece, il testo della sentenza del Consiglio di Stato contiene anche passaggi molto duri. Innanzitutto rileva che per quanto presentato come un piano per superare la situazione di precarietà dei campi, «l&#8217;interesse primariamente perseguito» è «la tutela delle popolazioni residenti nelle aree urabane» più interessate dalla presenza di campi nomadi; che non c&#8217;è alcun «rapporto eziologico», cioè alcun nesso causale dimostrato fra la presenza di campi nomadi sul territorio e una turbativa dell&#8217;ordine pubblico e della sicurezza, ma che anzi questo «allarme sociale» è stato «paventato pro futuro»; che non ci sono dati numerici che autorizzino a pensare a un&#8217;emergenza.</p>
<p>I mezzi ordinari e l&#8217;incapacità delle istituzioni</p>
<p>La Corte poi precisa che «non disconosce affatto le difficoltà» che vi possono essere nel coordinare gli interventi, ma non è inverosimile che &#8211; con i numeri italiani &#8211; siano sufficienti e idonei gli strumenti ordinari, poiché «per la legittimità dell&#8217;intervento emergenziale è indispensabile» che il requisito della «non fronteggiabilità della situazione con i mezzi ordinari» non possa «essere ricavata in ipotesi da una mera incapacità delle istituzioni o da una loro scarsa volontà politica».</p>
<p>I villaggi turistici</p>
<p>Ha quasi del comico la difesa fatta dalle istituzioni, come emerge dalla sentenza. Pare infatti che la difesa della &#8220;schedatura&#8221; dei residenti nei campi sia stata basata sull&#8217;analogia con i villaggi turistici e le strutture alberghiere. Ma se, replica la sentenza, quella dei villaggi attrezzati è «una soluzione al problema della precarietà degli insediamenti nomadi, e quindi di creare sistemazioni definitive per i soggetti interessati, allora è chiaro che per questi ultimi dovrebbe valere ciò che vale per qualsiasi soggetto in casa propria, essendo incongrua ogni comparazione con la condizione di ospiti di alberghi e villaggi turistici». Schedatura addio, come pure i presidi per controllare tutti gli ospiti e l&#8217;obbligo di accettare i lavori offerti come condizione per la permanenza nel villaggio.</p>
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		</item>
		<item>
		<title>APPELLO PER L&#8217;ACQUA PUBBLICA IN LOMBARDIA</title>
		<link>http://www.vittorioagnoletto.it/2011/10/appello-per-lacqua-pubblica-in-lombardia/</link>
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		<pubDate>Fri, 14 Oct 2011 09:44:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Vittorio</dc:creator>
				<category><![CDATA[ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[diritti umani]]></category>
		<category><![CDATA[movimenti]]></category>
		<category><![CDATA[diritti]]></category>

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		<description><![CDATA[

PER LA MODIFICA DELLA LEGGE REGIONALE SUI SERVIZI IDRICI
Con il presente Appello, il Coordinamento Regionale Lombardo dei Comitati per l&#8217;Acqua
Pubblica,
a nome degli oltre 3 milioni e 700 mila cittadini lombardi (pari a più del 50% degli elettori) che ai
Referendum del 12 e 13 giugno 2011 hanno votato Sì all’abrogazione delle norme che
imponevano la privatizzazione e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>
<div>
<p>PER LA MODIFICA DELLA LEGGE REGIONALE SUI SERVIZI IDRICI</p>
<p>Con il presente Appello, il Coordinamento Regionale Lombardo dei Comitati per l&#8217;Acqua</p>
<p>Pubblica,</p>
<p>a nome degli oltre 3 milioni e 700 mila cittadini lombardi (pari a più del 50% degli elettori) che ai</p>
<p>Referendum del 12 e 13 giugno 2011 hanno votato Sì all’abrogazione delle norme che</p>
<p>imponevano la privatizzazione e garantivano i profitti sulla gestione dei servizi idrici;</p>
<p>CHIEDE<span id="more-708"></span></p>
<p>1. al CONSIGLIO della Regione Lombardia di modificare la Legge Regionale n. 26/2003</p>
<p>(così come modificata dalla L.R. 21/2010) per la parte riguardante i servizi idrici, che</p>
<p>nel testo vigente prevede l’esproprio delle competenze dei Comuni (attraverso la</p>
<p>soppressione delle Autorità d’Ambito territoriale &#8211; A.ATO) e la privatizzazione dell’acqua</p>
<p>(poiché contiene ancora i riferimenti al Decreto Ronchi, abrogato dal Referendum</p>
<p>nazionale, che obbligava a cedere ai privati la gestione dei servizi idrici);</p>
<p>2. agli Amministratori dei COMUNI e delle PROVINCE della Lombardia di fermare le</p>
<p>procedure per la costituzione degli Uffici d’Ambito provinciale (in sostituzione delle</p>
<p>A.ATO) e di non attivare i processi di riorganizzazione della gestione dei servizi idrici</p>
<p>che avviano le gare o predispongono l&#8217;ingresso dei privati nelle aziende pubbliche</p>
<p>esistenti.</p>
<p>3. ai CITTADINI ed ai COMITATI dell’acqua di monitorare sui territori le decisioni che</p>
<p>saranno assunte dai Comuni e dalle Province, rispetto alla gestione dei servizi idrici</p>
<p>locali.</p>
<p>Se la legge regionale non verrà cambiata al più presto, il rischio è che l’acqua di tutta la</p>
<p>Lombardia finisca nelle mani di poche imprese private, italiane o straniere, interessate solo</p>
<p>a fare profitto.</p>
<p>Il Coordinamento Regionale Lombardo dei Comitati per l&#8217;Acqua Pubblica formula le</p>
<p>seguenti proposte:</p>
<p>salvaguardare la titolarità dei Comuni nel governo dei servizi idrici, prevedendo forme</p>
<p>di partecipazione della cittadinanza alle scelte sulla gestione dell’acqua;</p>
<p>garantire la gestione totalmente pubblica dei servizi idrici, attraverso l’affidamento ad</p>
<p>aziende di diritto pubblico di proprietà dei Comuni;</p>
<p>avviare un confronto politico per la riorganizzazione complessiva del servizio idrico,</p>
<p>che va ridefinito quale “servizio di interesse pubblico generale, privo di rilevanza</p>
<p>economica”, attraverso la valorizzazione dei bacini idrografici esistenti in Lombardia, che</p>
<p>devono essere amministrati dai Comuni e affidati in gestione ad aziende di diritto pubblico,</p>
<p>garantendo il diritto all’acqua secondo principi di solidarietà.</p>
<p>Perché si scrive acqua, ma si legge democrazia</p>
<p>Coordinamento Regionale Lombardo dei Comitati per l&#8217;Acqua Pubblica</p>
<p>Ottobre 2011</p>
<p>per ADESIONI inviate un’email a: info@contrattoacqua.it</p>
</div>
</div>
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		</item>
		<item>
		<title>IL CAPO DELLA POLIZIA MANGANELLI ANDRÀ IN TV DA FAZIO, ECCO 10 DOMANDE VERE V.Agnoletto, E. Bartesaghi, L. Guadagnucci, G.&amp; H.Giuliani</title>
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		<pubDate>Mon, 10 Oct 2011 06:36:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Vittorio</dc:creator>
				<category><![CDATA[diritti umani]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[democrazia]]></category>
		<category><![CDATA[G8]]></category>
		<category><![CDATA[Genova]]></category>

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		<description><![CDATA[Gentile Fabio Fazio,
pensando alle migliaia di persone che hanno partecipato dieci anni fa alle manifestazioni contro il G8 a Genova, alla fallimentare gestione dell&#8217;ordine pubblico che portò all&#8217;omicidio di un ragazzo, ai processi che hanno condotto alla condanna di decine di agenti, funzionari e dirigenti delle forze dell&#8217;ordine, le chiediamo di porgere alcune domande al [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Gentile Fabio Fazio,</p>
<p>pensando alle migliaia di persone che hanno partecipato dieci anni fa alle manifestazioni contro il G8 a Genova, alla fallimentare gestione dell&#8217;ordine pubblico che portò all&#8217;omicidio di un ragazzo, ai processi che hanno condotto alla condanna di decine di agenti, funzionari e dirigenti delle forze dell&#8217;ordine, le chiediamo di porgere alcune domande al capo della polizia, Antonio Manganelli, che sarà suo ospite in una delle prossime puntate della sua trasmissione e che in questi anni ha evitato di dare spiegazioni soddisfacenti.<span id="more-704"></span></p>
<p>Sono questioni che non è possibile eludere, se si vuole dialogare seriamente con il capo della polizia.</p>
<p>1. Perché non ha ancora chiesto scusa per le violenze, gli abusi, le calunnie e i falsi compiuti da uomini della polizia alla scuola Diaz, alla caserma di Bolzaneto, in numerosi episodi di piazza, tutti fatti accertati in sede storica?<br />
2. Perché non ha ripudiato, come incompatibile con una polizia democratica, il blitz alla scuola Diaz, che fu un violento pestaggio concluso con l’arresto di 93 persone sulla base di prove false?<br />
3. Perché i funzionari e i poliziotti responsabili di quegli episodi, non sono stati subito, nel 2001, sospesi dagli incarichi o assegnati a ruoli non operativi?<br />
4. Perché non furono avviati, già nel 2001, i procedimenti disciplinari per i dirigenti impegnati nel blitz alla scuola Diaz consigliati dall&#8217;ispettore ministeriale, dottor Micalizio?<br />
5. Perché i funzionari rinviati a giudizio nel processo Diaz non sono stati sospesi, come indicato dalla giurisprudenza della Corte Europea, al momento del rinvio a giudizio (nel 2004)?<br />
6. Perché non stati rimossi nemmeno dopo le sentenze di condanna in secondo grado, nel 2010? (non ci risponda, come ha fatto in passato, che manca ancora il giudizio della Cassazione e quindi non è possibile far niente, perché questa non è una risposta: la Cassazione giudica solo su questioni di diritto e non può certo modificare gli eventi, ormai accertati in sede storica)<br />
7. Perché alcuni degli stessi funzionari sono stati promossi a inchieste e processi ancora in corso e anche dopo le sentenze di condanna?<br />
8. Perché il funzionario condannato con sentenza definitiva per un episodio che ha coperto di vergogna il nostro paese &#8211; l’arresto illegale e il pestaggio di un minorenne, documentato da filmati e fotografie che hanno fatto il giro del mondo &#8211; è ancora al suo posto di vice questore?<br />
9. Perché la polizia di stato non ha collaborato con i magistrati che hanno condotto le inchieste genovesi, spingendo i pm a parlare di omertà?<br />
10. Trova corretto sul piano etico e professionale che 25 imputati su 27 nel processo Diaz si siano avvalsi della facoltà di non rispondere e che nessuno di loro abbia rinunciato alla prescrizione?</p>
<p>Vittorio Agnoletto, ex portavoce Gsf, coautore &#8220;L&#8217;eclisse della democrazia&#8221; (Feltrinelli)<br />
Enrica Bartesaghi, presidente Comitato Verità e Giustizia per Genova<br />
Giuliano Giuliani, Comitato Piazza Carlo Giuliani</p>
<p>Haidi Giuliani, Comitato Piazza Carlo Giuliani<br />
Lorenzo Guadagnucci, coautore &#8220;L&#8217;eclisse della democrazia&#8221; (Feltrinelli)</p>
<p>Inviare la seguente mail a: <a title="blocked::mailto:raitre.chetempochefa@rai.it" href="mailto:raitre.chetempochefa%40rai.it">raitre.chetempochefa@rai.it</a></p>
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		</item>
		<item>
		<title>AFGHANISTAN: QUALCHE INFORMAZIONE PER BUCARE IL MURO DEL PENSIERO UNICO</title>
		<link>http://www.vittorioagnoletto.it/2011/09/afghanistan-qualche-informazione-per-bucare-il-muro-del-pensiero-unico/</link>
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		<pubDate>Thu, 22 Sep 2011 16:38:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Vittorio</dc:creator>
				<category><![CDATA[diritti umani]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[Afghanistan]]></category>

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		<description><![CDATA[A dire il vero&#8230; Burhannudin Rabbani NON era un uomo di pace, NON era un eroe, NON è un martire.
 
Burhannudin Rabbani era uno dei peggiori criminali che la storia afghana ricordi.

RICEVO DALL&#8217;ASSOCIAZIONE CISDA (DONNE ITALIANE CHE DA ANNI LAVORANO CON DONNE AFGANE)
 Ha cominciato la sua lunga carriera criminale gettando vetriolo in faccia alle studentesse [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>A dire il vero&#8230;</strong> <strong>Burhannudin Rabbani NON era un uomo di pace, NON era un eroe, NON è un martire</strong>.</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Burhannudin Rabbani era uno dei peggiori criminali che la storia afghana ricordi.<span id="more-699"></span><br />
</strong></p>
<p><strong><strong>RICEVO DALL&#8217;ASSOCIAZIONE CISDA (DONNE ITALIANE CHE DA ANNI LAVORANO CON DONNE AFGANE)</strong></strong></p>
<p><strong> </strong>Ha cominciato la sua lunga carriera criminale gettando vetriolo in faccia alle studentesse dell&#8217;Università di Kabul, insieme al suo &#8220;compagno di merenda&#8221; Massoud. Ha commesso genocidi, ha ucciso, stuprato, torturato, bombardato civili afghani. Ha distrutto la città di Kabul, causando la morte di centinaia di migliaia di civili. Ha continuato, anche in tempi recenti, a guidare la formazione più oscurantista nello scenario politico afghano.</p>
<p>Ancora recentemente le sue milizie sono state accusate di rapimenti, stupri e uccisioni di donne e persino di bambine di 11 anni.</p>
<p>Si è concesso un&#8217;</p>
<p>amnistia in modo che non lo si potesse MAI giudicare davanti a un regolare Tribunale Internazionale.</p>
<p>Quando dieci anni fa le truppe USA-NATO hanno occupato il paese, gli afghani avevano grandi aspettative: al primo posto chiedevano giustizia. Chiedevano che criminali come Rabbani venissero spediti davanti a un Tribunale a rispondere di un trentennio di crimini inenarrabili.</p>
<p>Ma tutto quello che hanno avuto é la legittimazione di criminali come Rabbani e compagnia.</p>
<p>Ora c&#8217;</p>
<p>è solo rammarico: nei siti afghani si dice che Rabbani é stato ucciso con le sue stesse armi; che la giustizia doveva arrivare con un Tribunale Internazionale e non per mano di assassini come lui.</p>
<p>Di fronte all&#8217;uccisione di un criminale certamente ci si può &#8211; anzi ci si DEVE! &#8211; rammaricare di non essere riusciti a processarlo che avrebbe meritato. Ma la reazione dei media italiani, anche quelli di sinistra, é semplicemente raccapricciante, nella loro neutralità e acquiescenza. Tacere sui crimini compiuto da criminali come Rabbani é pura complicità, é non voler vedere la fame di giustizia degli afghani.</p>
<p>Continuare sulla strada intrapresa dalle forze USA-NATO, cioé di legittimare e lasciare al governo criminali come Rabbani, renderà sempre più intollerabile l&#8217;occupazione militare in Afghanistan.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>APPELLO: Aids, no alla profilassi pre-esposizione</title>
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		<pubDate>Wed, 24 Aug 2011 21:55:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Vittorio</dc:creator>
				<category><![CDATA[diritti umani]]></category>
		<category><![CDATA[salute]]></category>
		<category><![CDATA[Aids]]></category>

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		<description><![CDATA[Alex Zanotelli e Vittorio Agnoletto sono i primi firmatari di un appello alla comunità scientifica e ai governi. Ai quali chiedono di assumersi le proprie responsabilità nella lotta all’aids in termini di prevenzione e di non essere subalterni agli interessi delle multinazionali farmaceutiche. Che con la PrEp cercano clienti nel mondo ricco. Per sottoscrivere l’appello: [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><strong>Alex Zanotelli e Vittorio Agnoletto sono i primi firmatari di un appello alla comunità scientifica e ai governi. Ai quali chiedono di assumersi le proprie responsabilità nella lotta all’aids in termini di prevenzione e di non essere subalterni agli interessi delle multinazionali farmaceutiche. Che con la PrEp cercano clienti nel mondo ricco. Per sottoscrivere l’appello: forum@nigrizia.it<span id="more-691"></span></strong></p>
<p>Durante la XVIII Conferenza mondiale sull&#8217;aids svoltasi nel luglio 2010 a Vienna è stata presentata una nuova strategia di lotta all&#8217;Hiv: la PrEP, la<a href="http://www.nigrizia.it/sito/notizie_pagina.aspx?Id=10328&amp;IdModule=1" target="_blank"><strong>profilassi pre-esposizione</strong></a>, che prevede la somministrazione di terapie antiretrovirali a persone sane, sieronegative con comportamenti a rischio di contrarre l&#8217;infezione. Nella recente conferenza sugli aspetti clinici dell&#8217;aids svoltasi ad un anno di distanza, nel luglio 2011, a Roma quest&#8217;ipotesi è stata rilanciata con forza.<br />
È bene precisare che non siamo in presenza di un vaccino, che si assume una sola volta e garantisce per sempre l&#8217;immunità, ma di farmaci normalmente utilizzati per la terapia di persone Hiv-positive, che sembrerebbero poter garantire una momentanea e limitata protezione a chi si espone al contatto con il virus.<br />
Per giustificare la PrEP alcuni rappresentanti del mondo scientifico affermano: &#8220;Treatment is prevention&#8221;, intendendo dire che la prevenzione è fallita e che la PrEP attualmente è la scelta migliore per controllare l&#8217;epidemia.<br />
Come persone impegnate da anni in Italia, in Africa e nel mondo, nella lotta all&#8217;aids siamo estremamente preoccupati per le conseguenze che potrebbero derivare da simili scelte.<br />
Facciamo tre considerazioni.<br />
La prima. L&#8217;Unaids (l&#8217;agenzia Onu sull&#8217;aids) ci dice che le persone viventi sieropositive sono 33,5 milioni, due terzi di costoro vivono nell&#8217;Africa subsahariana dove si sono anche verificati i 2/3 dei 1,8 milioni di decessi per aids registrati nel 2009. Oggi in tutto il mondo sono circa 9 milioni coloro che, pur necessitando di terapie antiretrovirali, non possono curarsi a causa degli alti costi dei farmaci.<br />
La seconda. Dove i governi, come dimostrato ad esempio da quanto avvenuto in Uganda tra la fine degli anni &#8216;90 e l&#8217;inizio del nuovo millennio, hanno finanziato importanti progetti di prevenzione, garantendone la continuità e coinvolgendo le comunità locali e le associazioni delle persone sieropositive, si sono ottenuti importanti risultati e la velocità di diffusione del virus è fortemente calata. Dove invece qualunque intervento preventivo è assente il numero delle persone infettate continua ad aumentare, come dimostra, ad esempio, la situazione italiana con circa 180.000 persone sieropositive viventi.<br />
La terza. Quando Kofi Annan lanciò nel 2001 il Fondo globale per la lotta all&#8217;aids, tbc e malaria dichiarò che per porre sotto controllo l&#8217;epidemia sarebbero stati necessari dai 10 ai 15 miliardi di dollari/anno; da allora ad oggi ne sono stati materialmente versati meno di 20, e in futuro le donazioni dei paesi ricchi, anche a causa della crisi economica, sono destinate a diminuire fortemente.<br />
Riteniamo che, se la PrEP diventasse una strategia fondamentale di lotta all&#8217;aids riducendo ulteriormente l&#8217;importanza della prevenzione, ci sarebbero queste conseguenze.<br />
1. Secoli interi di politiche di sanità pubblica verrebbero cancellati, la medicina preventiva verrebbe azzerata con la conseguente deresponsabilizzazione dei governi e verrebbe modificato l&#8217;elemento fondamentale sul quale è nata l&#8217;Oms (Organizzazione mondiale della sanità): la responsabilità degli stati verso la salute pubblica.<br />
2. Vi sarebbero conseguenze drammatiche soprattutto nell&#8217;Africa subsahariana dove è del tutto impossibile pensare di poter fornire le terapie a persone sane quando milioni di malati non hanno già ora nessuna possibilità di accedere ai farmaci per gli alti costi delle terapie; di fronte alla cancellazione, o anche solo all&#8217;ulteriore sottovalutazione delle campagne preventive, un intero continente verrebbe completamente abbandonato ad un destino di morte.<br />
3. Anche nei paesi ricchi si produrrebbe una disparità, fondata sulla disponibilità economica, nell&#8217;accesso alle cure: gli stati, già oggi in difficoltà nel garantirle ai malati, non potranno certo fornirle alle persone sane.<br />
4. Ovunque si rischierebbe una significativa deresponsabilizzazione dei singoli nei comportamenti a tutela della propria e altrui salute; tutto sarebbe delegato all&#8217;assunzione di un farmaco costoso e dagli effetti protettivi estremamente parziali e temporanei.<br />
5. Le uniche a trarne un incommensurabile vantaggio sarebbero le grande compagnie farmaceutiche che vedrebbero improvvisamente aumentare in modo esponenziale il numero dei loro potenziali &#8220;clienti&#8221; (ovviamente nel mondo ricco).<br />
Chiediamo perciò:<br />
- al mondo scientifico di mostrare la propria autonomia dall&#8217;immenso potere delle aziende farmaceutiche, di difendere le evidenze scientifiche contro gli interessi commerciali, di resistere alle pressioni dell&#8217;industria farmaceutica internazionale (come nel caso della PrEP) anche quando questo può porre a rischio carriere e guadagni;<br />
- ai governi e alle istituzioni internazionali, di sostenere la centralità della prevenzione senza abbassare la guardia e senza tagliare i contributi destinati alla lotta all&#8217;aids (l&#8217;Italia ha un arretrato di ben 290 milioni di euro).<br />
Siamo ben consapevoli della drammaticità dell&#8217;attuale crisi economica e sociale, ma siamo altrettanto consapevoli che in assenza delle scelte da noi indicate milioni di persone sono destinate a morte certa in tempi brevi. Ognuno faccia i conti con la propria coscienza.<br />
Primi firmatari</p>
<p>Alex Zanotelli (missionario comboniano), Vittorio Agnoletto (medico)</p>
<p><strong>Altri firmatari:</strong></p>
<p>Franco Moretti<br />
Raffaello Zordan<br />
Maria Alberini<br />
Elisabetta Pace<br />
Stefania Zerella</p>
<p><a href="http://www.nigrizia.it/sito/notizie_pagina.aspx?Id=11112&amp;IdModule=1">http://www.nigrizia.it/sito/notizie_pagina.aspx?Id=11112&amp;IdMod</a></p>
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		<title>Ecco come nel 2008 a Bruxelles fu approvata la detenzione fino a 18 mesi nei CIE con l&#8217;astensione del PD</title>
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		<pubDate>Fri, 05 Aug 2011 09:59:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Vittorio</dc:creator>
				<category><![CDATA[diritti umani]]></category>
		<category><![CDATA[migranti]]></category>

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		<description><![CDATA[Ricordate la &#8220;direttiva della vergogna&#8221;? Autorizzò la detenzione per 18 mesi nei CIE fu approvata nel parlamento europeo nel maggio 2008 su proposta anche di governi europei socialisti e con l&#8217;astensione degli europarlamentari del PD.Gli stessi che ora si stracciano le vesti! I diritti umani, di TUTTI gli esseri umani, non possono dipendere dalle convenienze [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ricordate la &#8220;direttiva della vergogna&#8221;? Autorizzò la detenzione per 18 mesi nei CIE fu approvata nel parlamento europeo nel maggio 2008 su proposta anche di governi europei socialisti e con l&#8217;astensione degli europarlamentari del PD.Gli stessi che ora si stracciano le vesti! I diritti umani, di TUTTI gli esseri umani, non possono dipendere dalle convenienze del momento. Arriverà mai un&#8217;autocritica? Temo di no.</p>
<p>Ecco cosa scrivevo nel giugno 2008:</p>
<p><span id="more-688"></span>LA DIRETTIVA DELLA VERGOGNA 23 GIUGNO 2008</p>
<p>L’assemblea di Strasburgo ha approvato la direttiva sui rimpatri forzati. L’Europa diventa così sempre più una fortezza e nega i valori su cui è fondata. I migranti potranno essere rinchiusi nei Cpt fino a 18 mesi ed essere espulsi anche verso Paesi dai quali non provengono, senza garanzie sulla fine cui andranno incontro. E anche i bambini potranno finire nei centri di permanenza temporanea, nel totale disprezzo di tutte le convenzioni internazionali sui loro diritti.<br />
369 voti a favore,197 contro e 106 astensioni. Così il Parlamento Europeo ha approvato pochi giorni fa la direttiva sui rimpatri degli immigrati “clandestini”, già soprannominata ‘direttiva della vergogna’. Dopo anni di trattative il testo è purtroppo passato, nonostante la richiesta giunta da Ong, associazioni, Capi di stato, intellettuali e alti rappresentanti del Vaticano di votare contro la direttiva. La normativa comprende in particolare quattro punti: il prolungamento della detenzione nei centri di permanenza temporanea fino a un massimo di 18 mesi; la possibilità di detenzione, in determinati casi, anche per i minorenni non accompagnati; il divieto di ritornare in Europa per cinque anni dopo il primo ingresso “illegale”; la possibilità di espulsione dei migranti non solo verso il Paese di provenienza, ma anche verso altri Stati.<br />
Ciò significa che ci saranno centinaia, forse migliaia di persone che verranno espulse – si stima che oggi in Europa ci siano 8 milioni di immigrati irregolari &#8211; e mandate in Paesi che non garantiscono e rispettano i diritti umani, ad esempio; ciò significherà che di queste persone si perderanno le tracce e che il loro tentativo di fuggire dalla miseria o dalle guerre non solo sarà vanificato dal provvedimento europeo, ma potrà avere conseguenze ben peggiori sulla loro possibilità di sopravvivere. A niente sono valsi, come dicevo, gli appelli di Amnesty International, delle Nazioni Unite e di tutti i rappresentanti della società civile che da mesi chiedevano agli eurodeputati di bloccare la proposta della Commissione europea. Per quanto riguarda gli italiani, come probabilmente saprete, mentre il gruppo della Sinistra Europea di cui faccio parte ha votato contro la direttiva, il gruppo socialista si è spaccato e i parlamentari in quota Pd, ovvero ex Ds ed ex Margherita, si sono astenuti. Un atto gravissimo, di fronte ad un attacco della destra xenofoba al quale tutti gli esponenti di sinistra e cattolici avrebbero dovuto reagire con determinazione, e di fronte al fatto che il governo di centro destra non aspettava altro che la possibilità di allungare il tempo di permanenza nei cpt italiani.<br />
Sono rimaste inascoltate le denunce – anche fatte dal sottoscritto – sulle violenze che alcuni immigrati avrebbero subito nelle strutture del Belpaese, come ad esempio in quella di Torino, dove poche settimane fa è morto un uomo in circostanze ancora da chiarire. Ora, sul fronte istituzionale, la palla passa ai governi nazionali dei Paesi membri, che dovranno recepire la direttiva. È ragionevole pensare che in Italia non ci saranno problemi a riguardo e che, anzi, il governo Berlusconi coglierà al volo l’occasione per attuare in tempi bevi un nuovo provvedimento contro gli immigrati, dopo quelli già contenuti nel famigerato pacchetto sicurezza.</p>
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		<title>&#8220;Mafie, criminalità organizzata e globalizzazione finanziaria&#8221; un forum internazionale da non perdere. www.ole2011.org  ﻿﻿</title>
		<link>http://www.vittorioagnoletto.it/2011/07/mafie-criminalita-organizzata-e-globalizzazione-finanziaria-un-forum-internazionale-da-non-perdere-www-ole2011-org-%ef%bb%bf%ef%bb%bf/</link>
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		<pubDate>Thu, 28 Jul 2011 22:12:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Vittorio</dc:creator>
				<category><![CDATA[diritti umani]]></category>
		<category><![CDATA[globalizzazione]]></category>
		<category><![CDATA[mafie]]></category>

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		<description><![CDATA[

OTRANTO LEGALITY EXPERIENCE








Summer school-summer camp (Lecce 5-8 settembre) Forum Pubblico (Otranto 9-11 settembre)
OLE, acronimo di Otranto Legality Experience, rappresenta un&#8217;occasione unica di approfondire tematiche legate al rapporto tra la criminalità organizzata e la globalizzazione attraverso workshop, seminari e dibattiti tenuti da relatori italiani e internazionali.
Organizzato da FLARE Network, l’evento si terrà a Lecce e Otranto [...]]]></description>
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<h2><span style="font-weight: normal;"><strong>OTRANTO LEGALITY EXPERIENCE</strong></span></h2>
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<p><strong>Summer school-summer camp (Lecce 5-8 settembre) Forum Pubblico (Otranto 9-11 settembre)</strong></p>
<p>OLE, acronimo di Otranto Legality Experience, rappresenta un&#8217;occasione unica di approfondire tematiche legate al rapporto tra la criminalità organizzata e la globalizzazione attraverso workshop, seminari e dibattiti tenuti da relatori italiani e internazionali.<span id="more-686"></span></p>
<p>Organizzato da FLARE Network, l’evento si terrà a Lecce e Otranto dal 5 all’11 settembre.</p>
<p>L&#8217;obiettivo è di diventare un punto di riferimento in Europa per il ruolo delle società civili nel contrasto alla criminalità organizzata transnazionale.</p>
<p>Otranto Legality Experience è dedicato alla memoria di Renata Fonte, uccisa dalla mafia il 31 marzo 1984, e quest&#8217;anno al giornalista Toni Fontana.</p>
<p><strong>Il curatore culturale dell’evento è Vittorio Agnoletto.</strong></p>
<p><strong>I relatori che hanno confermato la partecipazione sono:</strong></p>
<p>Maurizio Ambrosini – professore di sociologia dei processi migratori e sociologia urbana all&#8217;Università degli Studi di Milano</p>
<p>Andrea Baranes, Antonio Tricarico e Elena Gerebizza &#8211; Campagna per la Riforma della Banca Mondiale</p>
<p>Emilio De Capitani – segretario Commissione Libertà Civili del Parlamento Europeo</p>
<p>Hans Nilsson – responsabile del Division Council dell’Unione Europea</p>
<p>Pedro Paez – ex ministro delle Finanze dell’Ecuador</p>
<p>Vincenzo Ruggiero – professore di sociologia alla Middlesex University di Londra</p>
<p>Wiert Wiertsema – senior policy advisor e coordinatore del programma Capital Flows di Both ENDS</p>
<p>Susan George – economista</p>
<p>John Christensen – direttore di Tax Justice Network International</p>
<p>Paolo Beni – presidente di Arci</p>
<p>Gianni Tamino – professore di biologia all&#8217;Università di Padova</p>
<p>Fathi Chamki – presidente della ONG Attac! Tunisie</p>
<p>Aminata Traorè – ex Ministro della Cultura del Mali, ideatrice del forum sociale africano</p>
<p>Enrico Fontana – dirigente di Legambiente, consigliere regionale della Regione Lazio</p>
<p>Francesco Forgione – ex presidente della Commisione Parlamentare Antimafia</p>
<p>Jean de Maillard – magistrato francese, esperto di criminalità finanziaria</p>
<p>Tonio Dell’Olio – referente di Libera Internazionale</p>
<p>Alessandro Profumo – banchiere, ex amministratore delegato Gruppo Unicredit</p>
<p>Antonio Panzeri – eurparlamentare, presidente delegazione EU/Maghreb</p>
<p><strong>OLE SUMMER CAMP &#8211; Lecce, 5/8 settembre</strong></p>
<p>Attraverso il summer camp, aperto alla partecipazione di 200 persone, si vuole individuare quali e quanto vaste siano le zone grigie nei meccanismi di funzionamento della finanza e dell’economia legale e suggerire possibili azioni di contrasto a seconda del soggetto coinvolto.</p>
<p>FLARE Network &#8211; 91/b C.so Trapani &#8211; 10141 Turin, Italy</p>
<p>Ph: +39 011 3841045 &#8211; mobile: +39 335 6382548 -</p>
<p>mail: communication@flarenetwork.org &#8211; web: flarenetwork.org &#8211; twitter.com/flare_network</p>
<p>Quattro le aree di analisi: organismi internazionali, stati, multinazionali e società civile.</p>
<p>I temi al centro dell’edizione 2011:</p>
<p>Le strategie di contrasto al crimine organizzato attivate dall’Unione Europea e dagli organismi internazionali: potenzialità, limiti e proposte;</p>
<p>Legalità e illegalità nei rapporti sociali, economici e finanziari tra Unione Europea e i paesi del Nord Africa con particolare attenzione ai processi migratori e alla tratta degli esseri umani;</p>
<p>Il business dell’energia tra mafie, imprese multinazionali e Stati.</p>
<p><strong>OLE FORUM &#8211; Otranto, 9/11 settembre</strong></p>
<p>All’edizione 2011 del summer camp seguirà un public forum aperto a tutti, con incontri, dibattiti, eventi cuturali sulle tematiche della globalizzazione, della giustizia sociale e della finanza.</p>
<p>Parteciperanno relatori altamente qualificati provenienti da diverse regioni del mondo.</p>
<p>Il titolo dell’edizione 2011 è “Economia Illegale, Mafie e Globalizzazione Finanziaria”, rivolto alla società civile, alla Pubblica Amministrazione e a tutti gli stakeholder.</p>
<p>Il forum intende fornire anche un’occasione di visibilità delle organizzazioni della società civile nazionale e internazionale attraverso la presenza di stand e spazi dedicati.</p>
<p>Per maggiori informazioni e per le iscrizioni al summer camp:</p>
<p><strong>web: www.ole2011.org</strong></p>
<p>mail: info@ole2011.org</p>
<p><img src="http://a6.sphotos.ak.fbcdn.net/hphotos-ak-snc6/226095_10150253937984962_101404919961_7759094_6322701_n.jpg" alt="" /></p>
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