Archivio | settembre, 2010

500.000 firme per la petizione per il pieno rifinanziamento del Fondo Globale Aids, Tbc e malaria entro il 30 settembre

15 set

Il vostro sostegno è urgentemente necessario per garantire che i leader mondiali mantengano le loro promesse di fornire cure, assistenza e sostegno ai milioni di persone che vivono con e / o colpite dall’HIV e da AIDS, tubercolosi e malaria.
I leader mondiali si incontreranno a New York , il 4 e 5 ottobre 2010 per annunciare i contributi finanziari al Fondo Globale per la lotta all’AIDS, la tubercolosi e la malaria per i prossimi tre anni.

Il Fondo Globale ha bisogno di raccogliere 20 miliardi di dollari al fine di mantenere, accelerare e implementare in modo efficace il suo lavoro.

Fai sapere ai leader mondiali che saremo a New York a vedere e sentire le loro promesse. Chiediamo che vengano stanziati i 20 miliardi di dollari necessari per continuare il lavoro del Fondo mondiale.Facciamogli sapere che ci interessano i milioni di persone che moriranno senza queste risorse.
Per esprimere il vostro supporto, visitate il seguente link, firmate la petizione e fatela firmare a tutti i vostri contatti.
La petizione è disponibile in inglese, francese, spagnolo, russo e cinese. www.globalfundreplenishment.org/sign-on-letter/
Abbiamo bisogno di 500.000 firme entro giovedi 30 Settembre 2010!
La petizione sarà consegnata ai leader mondiali nel corso del summit per il rifinanziamento del Fondo ed è una delle tante azioni che saranno organizzate in tutto il mondo prima del 4 e 5 ottobre.
Per ulteriori informazioni su come la vostra partecipazione può fare la differenza, vai a www.globalfundreplenishment.org.

Perché l’Italia accetta ambasciatori colombiani corrotti, sotto processo e plurindagati?

14 set

- Lettera a Frattini dalla Rete italiana Colombia vive! –

Preoccupazione per la nomina del nuovo ambasciatore colombiano a Roma.

«Onorevole Ministro,

il giorno 9 settembre 2010 è stata pubblicata la notizia della nomina del nuovo ambasciatore della Repubblica colombiana a Roma. Il Dr. Andrés Felipe Arias, già Ministro dell’Agricoltura, dovrebbe sostituire il Dr. Sabas Pretelt de la Vega, citato in giudizio per  aver comprato voti di parlamentari colombiani serviti per approvare la riforma costituzionale che ha permesso la rielezione del ex Presidente Álvaro Uribe Vélez nel 2006.

Come affermato da un noto analista colombiano, sembra che l’unica prerogativa per ricevere incarichi diplomatici in Italia sia quella di avere problemi con la giustizia colombiana. È quasi impossibile non notare la consuetudine di inviare a Roma funzionari contestati pubblicamente, che finiscono per essere rinchiusi nelle carceri colombiane. Tra i casi più conosciuti, insieme a quello di Sabas Pretelt, vi sono quello dell’ex ambasciatore Luis Camilo Osorio, attualmente indagato per vincoli con i paramilitari quando rivestiva l’incarico di Procuratore Generale della Repubblica; quello di Jorge Noguera, ex console a Milano, accusato di aver ordinato intercettazioni illegali contro magistrati, giornalisti e membri dell’opposizione, e di aver agevolato attentati contro leader sociali e politici commessi dai paramilitari; quello di Fabio Valencia Cossio, ex ambasciatore a Roma che, anche se non è attualmente indagato, ha un fratello in carcere per legami con narcotrafficanti e paramilitari.

Anche il Dr. Arias ha conti in sospeso con la magistratura colombiana. È accusato, infatti, di aver assegnato illegalmente a proprietari terrieri, narcotrafficanti e paramilitari ingenti sussidi economici attraverso il “Programa Agro Ingreso Seguro”, senza che queste persone, in molti casi, possedessero terre per realizzare progetti finanziati dal governo. In questo modo, numerosi contadini e piccoli proprietari sono stati privati della possibilità di ricevere gli aiuti finanziari statali di cui avrebbero dovuto essere i principali beneficiari.

Quando Arias era Ministro della Agricoltura, l’espropriazione violenta e illegale delle terre di proprietà di migliaia di famiglie colombiane è aumentata in modo significativo. La Chiesa cattolica ha denunciato l’esistenza di 4 milioni di persone vittime di sfollamento forzato, il cui fenomeno è stato aggravato proprio da quelle pratiche che hanno facilitato l’espropriazione delle terre.

Come cittadini italiani ci chiediamo, dunque, per quali ragioni il governo colombiano continui ad inviare nel nostro Paese persone coinvolte in indagini giudiziarie. Essendo conoscitori profondi della drammatica realtà colombiana e delle dubbie qualità morali del Dr. Arias, Le chiediamo, Signor Ministro, di non accettare la sua nomina di ambasciatore della Repubblica colombiana in Italia. Rivendichiamo rispetto per la dignità del nostro Paese, che viene negata ogni qual volta il governo colombiano nomina come diplomatici ex funzionari coinvolti in attività criminose verificatesi durante lo svolgimento dell’incarico istituzionale ad essi assegnato.

Certi della cortese attenzione, le porgiamo cordiali saluti.

Andrea Proietti

Presidente Rete Italiana Colombia Vive!

Gli spazi per una informazione libera in Italia continuano a restringersi…

13 set

Occorre vigilare e reagire.
L’ultimo attacco riguarda l’informazione sull’Europa…

NO ALLA CANCELLAZIONE DAL PALINSESTO RAI DELLA TRASMISSIONE “BUONGIORNO EUROPA”.

Appello

Al Presidente della Rai Paolo Garimberti
Al Consiglio di Amministrazione della Rai
E per conoscenza alla Federazione Nazionale della Stampa Italiana e all’Usigrai

Apprendiamo con sorpresa che dal 13 settembre 2010 il nuovo palinsesto della Rai prevede la chiusura di “Buongiorno Europa”, storica trasmissione dedicata interamente all’informazione europea.
Riteniamo tale decisione estremamente grave. Se confermata, essa ridurrà ulteriormente i diritti all’informazione in Italia, una situazione negativa  attestata dall’organizzazione indipendente Freedom House  che pone il nostro paese al 72° posto nella graduatoria del 2010 al pari di Benin, Hong Kong e India giudicati paesi solo “parzialmente liberi”.
Rileviamo che, nonostante il fatto che l’Unione Europea giochi un ruolo sempre più importante nella vita dei  cittadini europei e dunque italiani, le notizie sull’Europa trovano invece pochissimo spazio nei media e sulla stampa in Italia. A tal riguardo l’Osservatorio di Pavia in un monitoraggio condotto su un campione di ventuno emittenti radiotelevisive ha rilevato che il tempo dedicato alle notizie relative all’Ue è solo il 3 per cento del totale monitorato e che Rai3 è stato il canale più impegnato nel diffondere informazioni sull’Europa.
E’ probabilmente superfluo ricordare che l’Italia è un paese membro fondatore dell’Ue e che è essenziale che i suoi cittadini siano correttamente ed adeguatamente informati sul ruolo dell’Europa in Italia e sul ruolo dell’Italia in Europa.
Il Presidente Napolitano ha recentemente ribadito che “è giunto per tutti il momento di riconoscere che nessuno Stato europeo, nemmeno i più forti e i più ricchi di tradizioni storiche, persino imperiali, nemmeno i più ricchi ed economicamente avanzati, nessuno potrà con le sue sole forze contare come nel passato se non contribuendo a costruire un’Europa più unita, efficiente e dinamica;” e che “ci vuole però una nuova generazione di leader che abbia visione e coraggio per portare avanti l’integrazione di cui abbiamo assoluto bisogno. Questa generazione di leader non può nascere per miracolo ma solo grazie ad una vasta mobilitazione della società civile e politica”.
Tenuto conto che la società civile e quella politica non possono formarsi in un contesto in cui l’informazione sia ridotta, parziale e non plurale, chiediamo che la trasmissione “Buongiorno Europa” venga mantenuta nel palinsesto della Rai.

Primi firmatari:
- Paolo Acunzo, vicesegretario Movimento Federalista Europeo (MFE)
- Vittorio Agnoletto, ex parlamentare europeo
- Giovanni Allegretti, Università di Coimbra
- Giorgio Anselmi, Segretario MFE
- Tobia Bassanelli, Webgiornale – Notiziario della comunità italiana in Germania
- Paolo Beni, Presidente ARCI
- Brando Benifei, Vicepresidente ECOSY
- Gian Franco Benzi, Direttivo Tavola della Pace
- Raffaella Bolini, Vicepresidente Forum Civico Europeo
- Giuseppe Bronzini, Osservatorio sul rispetto dei diritti fondamentali in Europa
- Alessandro Cavalli, Eustory
- Raffaella Chiodo Karpinsky, Coordinatrice Sdebitarsi
- Chiara Cipolletta, Presidente Gioventu’ Federalista Europea
- Lisa Clark, Beati i Costruttori di Pace
- Eliana Capretti, Francesca Lacaita, Cristina Ronzitti, MFE
- Pier Virgilio Dastoli, Consigliere per gli affari europei del Presidente della Conferenza dei Presidenti delle Regioni e delle Province Autonome
- Alex Foti, Euromayday
- Monica Frassoni, Presidente Verdi Europei
- Maurizio Gubbiotti, Responsabile Dipartimento Internazionale Legambiente
- Carlo Gubitosa, PeaceLink
- Lucio Levi, Presidente MFE
- Lorenzo Marsili, European Alternatives
- Francesco Martone, Comitato scientifico SEL
- Guido Montani, Vicepresidente Union of European Federalists
- Domenico Moro, Direttore Istituto di Studi Federalisti Altiero Spinelli
- Roberto Musacchio, SEL
- Liana Novelli Glaab, Presidente Coordinamento Donne Italiane di Francoforte
- Roberto Palea, Presidente Centro Einstein Studi Internazionali
- Carla Ronga, Direttrice Paneacqua
- Raffaele Salinari, Presidente Terre des Hommes International
- Alessandra Tarquini, Onu – Campagna del Millennio
- Nicola Vallinoto, World Federalist Movement
- Simone Vannuccini, Segretario Gioventu’ Federalista Europea

Per informazioni sull’appello e adesioni:  cell. +39.347.0359693, email: ufficiostampa@mfe.it

Droghe, le parole di Berlusconi segno di grave ignoranza e in contrasto con la comunità scientifica e con l’Ue

10 set

La richiesta di Berlusconi di sanzionare in modo più forte i consumatori è in totale contrasto con la posizione dell’Unione Europea, che ha invitato in più occasione, esplicitamente, i governi a distinguere le politiche verso i consumatori, che devono essere improntate all’assistenza sociale e sanitaria, da quelle verso i narcotrafficanti, che devono essere contrassegnate da forti misure repressive.
L’UE pone inoltre al centro delle politiche verso i consumatori le strategie di riduzione del danno che sono l’opposto della repressione auspicata da Berlusconi. Già in occasione dell’ultima conferenza mondiale sulle droghe, organizzata dall’UNODC (l’Agenzia delle Nazioni Unite per la lotta alle droghe e al crimine organizzato, nel marzo del 2009, la posizione italiana di contrapposizione alla riduzione del danno era risultata isolata dalle scelte di tutti gli altri paesi UE.
La posizione di Berlusconi inoltre è estremamente rischiosa da un punto di vista sanitario perché è ormai accertato da decine di ricerche scientifiche che la repressione dei tossicodipendenti spinge costoro a nascondersi, a evitare i contatti con i servizi soci-sanitari e quindi favorisce la diffusione di patologie infettive come l’AIDS.
Infatti, proprio per questa ragione la Conferenza Mondiale sull’AIDS che si è svolta lo scorso luglio si è aperta con una solenne “Dichiarazione di Vienna” sottoscritta da decine di società scientifiche internazionali e da numerosissimi governi  proprio contro la punibilità dei tossicodipendenti.