Archivio | giugno, 2010

Sentenza Diaz, giustizia è fatta. E ora dimissioni

18 giu

- da il manifesto di oggi – Giustizia è fatta! Sono stati necessari nove anni ma finalmente alcuni giudici coraggiosi hanno ricostruito la catena di comando della notte cilena alla Diaz.
Perchè la condanna a De Gennaro questo afferma: che fu lui quella notte ad allertare Sgalla, il capo ufficio stampa della polizia e mandarlo davanti alla Diaz. Quindi De Gennaro sapeva e, visto che era il capo supremo, è impossibile pensare che non abbia partecipato alla decisione.
Ora vi sono tutti gli elementi per risalire alle responsabilità politiche di chi allora era presidente del consiglio, Berlusconi, ministro degli Interni, Scajola, o era nella sala operativa dei carabinieri, Fini. Questo dovrebbe essere l’obiettivo dell’opposizione, ma di certo non accadrà; tutti i governi che si sono succeduti in questi anni, indipendentemente dal loro colore, hanno protetto (o temuto) e promosso De Gennaro e la sua squadra. Di questo dovrebbero rispondere i governi di destra ma anche Prodi, Amato (che lo volle con sè al ministero), Violante e Di Pietro che impedirono l’istituzione di una Commissione d’inchiesta parlamentare.Oggi De Gennaro e tutti i condannati dovrebbero dimettersi o essere immediatamente rimossi dal governo. Mi auguro che almeno quest’obiettivo, che risulterebbe ovvio in tutto Europa, sia perseguito dall’opposizione.
Ho scritto giudici “coraggiosi” non a caso: non è semplice condannare chi è ai vertici dei servizi segreti, lo è ancora meno in Italia, nel pieno di un attacco alla magistratura, con in carica il governo di allora.
Con la sentenza di oggi più nessuno può nascondersi dietro la retorica delle mele marce, perché se esistono, sono ai vertici della polizia e dei servizi. Qualunque opera di bonifica deve iniziare da quel livello.
Ricordo bene quella notte, quando giunsi alla Diaz chiamai Andreassi, l’allora numero due della polizia, chiedendogli di far cessare quella mattanza: lui rispose che non poteva farlo, facendomi intendere che non dipendeva da lui. È  l’unico a non aver fatto carriera.
Con la sentenza di ieri, che si aggiunge a quelle sulla Diaz e su Bolzaneto, la verità giudiziaria viene a coincidere con quello che subito dichiararono le vittime e il GSF. In molti casi le condanne sono state miti e probabilmente nessuno finirà in carcere, ma è anche vero che nel Paese delle stragi impunite questo è uno dei pochi casi dove si è giunti a una forte coincidenza tra la verità giudiziaria e quella storica.
Resta un vulnus enorme: la verità sulla morte di Carlo Giuliani; non c’è nessuna certezza che il colpevole, assolto senza processo, sia davvero colui che ha sparato e ucciso.
P.S. un’ultima annotazione personale: in questi anni ogni volta che denunciavo pubblicamente le responsabilità dei vertici della polizia si verificavano strane coincidenze: il cellulare diventava silente, due incursioni nel mio ufficio con furto dei soli pc, lettere minatorie, forzatura dell’auto, estranei che cercavano di entrare a casa mia: tutto denunciato e regolarmente archiviato. Oggi il mio telefono funziona normalmente. Anche questa è una buona notizia.

G8, Diaz, condanna a De Gennaro: avevamo ragione! Ora dimissioni per i condannati e verità sui mandanti politici della mattanza

17 giu

Avevamo ragione. Finalmente giustizia è stata fatta. La condanna a De Gennaro è la dimostrazione di quanto sosteniamo dal 2001: i vertici della polizia erano perfettamente al corrente di quanto stava accadendo alla Diaz, del massacro di decine di persone inermi. Se ci sono delle “mele marce” queste sono da cercare innanzitutto in chi in questi anni è stato promosso ai vertici delle forze dell’ordine e dei servizi segreti. Ora tutti i condannati, a cominciare da De Gennaro, devono dimettersi dalla cariche che ricoprono. In qualunque Paese europeo sarebbero immediatamente rimossi. Ora deve essere fatta finalmente luce anche su chi furono i mandanti politici di quelle violenze, dei suggessivi depistaggi  e di  tutte le menzogne dette in seguito per infangare il movimento e il Social forum.

Vittorio Agnoletto, portavoce del Genoa Social Forum ai tempi del G8 di Genova,

Antonio Bruno, consigliere comunale a Genova, membro del GSF nel 2001

Permesso a punti per gli immigrati: una vergogna!

10 giu

La decisione del governo di applicare il permesso a punti agli immigrati è scandalosa e totalmente ingiusta. Se gli stessi criteri fossero applicati a parlamentari e governo in un colpo solo ci libereremmo di molti parlamentari della Lega (e non solo) e di metà del governo. E’ infatti sufficiente ricordarsi le pessime performance offerte dai politici alle periodiche interviste realizzate dalle Iene per prevedere che se il criterio valesse per tutti ci troveremmo con un Parlamento mezzo vuoto. Chi dovrebbe decidere i contenuti del corso di “formazione civica”? Un governo che cerca in tutti i modi di calpestare e azzerare la Costituzione? I ministri sarebbero i primi a doverlo frequentare con in testa il Presidente del Consiglio! O forse quei dirigenti della Lega che si divertivano con il gioco “rimbalza il clandestino”? La richiesta del permesso di soggiorno per chi fugge dal proprio Paese, dalla fame e dalla miseria, è una cosa seria dalla quale può dipendere la vita o la morte; non può essere equiparata ad un concorso a punti promosso da un supermercato. Prevedere un bonus di punti nel caso di un affitto o di un acquisto di casa, è una presa in giro: tutti sanno che per i migranti è difficilissimo avere un’abitazione e che spesso sono sfruttati da locatari senza scrupoli che affittano in nero, a prezzi esorbitanti.

Niente assegno mensile alle persone con sindrome di Down. Decisione indecente del governo!

9 giu

Ecco il testo della lettera inviata al Presidente della Repubblica, al Presidente del Consiglio, ai presidenti di Camera e Senato e ai ministri Tremonti, Sacconi, Fazio e Garfagna da parte del COORDOWN:
Il Coordinamento Nazionale Associazioni delle persone con sindrome di Down esprime sconcerto e gravissima preoccupazione per quanto previsto nella Manovra Finanziaria presentata dal Governo, in particolare per quanto riguarda l’ambito delle invalidità.
Condividiamo le azioni di controllo per trovare le persone che in modo disonesto, agevolate da medici compiacenti, hanno ottenuto un falso riconoscimento dell’invalidità, abusi che offendono e mettono in cattiva luce chi ha invece diritto all’invalidità per deficit acquisiti fin dalla nascita o durante il corso della vita.
L’art. 9 del decreto legge licenziato dal Consiglio dei Ministri, prevede l’aumento della percentuale di invalidità per avere diritto all’assegno mensile, per cui ne avrebbero diritto le persone con un grado di invalidità pari all’85% . Ad oggi l’assegno, il cui importo mensile è di € 256,67, spetta alle persone con un’invalidità oltre il 74%.
Le tabelle del Ministero della Sanità riconoscono alle persone con sindrome di Down un’invalidità pari al 75%; se alla sindrome è associato un ritardo mentale grave il grado di invalidità riconosciuto è pari al 100%.
Quanto previsto nella manovra escluderebbe tutte le persone con sindrome di Down con invalidità al 75%, dall’usufruire dell’assegno mensile , che pur non avendo un importo elevato, è comunque un sostegno per la Persona con sindrome di Down e per la famiglia già gravata da un compito di assistenza a vita del proprio figlio disabile.
Dai dati in nostro possesso risulta che soltanto il 10% delle persone con sindrome di Down accede ad un lavoro retribuito, per cui rimarrebbero moltissime persone con sindrome di Down senza alcun reddito.
Alla luce di quanto sopra esposto si chiede che il Governo possa rivedere quanto previsto nella Manovra Finanziaria poiché è fuori di discussione che le persone con sindrome di Down, avendo un’alterazione di tipo cromosomico, hanno un’invalidità sulla quale non può essere posto alcun dubbio e la nostra società ha il dovere di tutelarle, mantenendo i riconoscimenti fino ad oggi acquisiti .
Rimanendo a disposizione per fornire ulteriori chiarimenti, disponibili a presenziare ad un incontro nel caso fosse ritenuto necessario, si porgono distinti saluti.Il Coordinatore Nazionale
Sergio Silvestre