Archivio | marzo, 2010

Lettera agli amici e a chi ci ha sostenuto

31 mar

Care amiche e cari amici,

l’obiettivo, il quorum regionale, non è stato raggiunto, quindi è stata una sconfitta. Bisogna ammetterlo avendo il coraggio di guardare in faccia alla realtà.

Grazie a chi ci ha creduto e ci ha messo impegno, tempo e pensieri.

Grazie a tutte le donne e gli uomini che ci hanno sostenuto in questa difficile campagna: i voti che ho ricevuto come presidente sono stati 113.749 e quelli raccolti come lista 87.220; tanti, ma non sufficienti per mandare qualcuno al Pirellone. Rappresentano comunque un patrimonio umano e politico da valorizzare e da non disperdere.

Grazie a chi ha dato consigli, elaborato proposte, attacchinato manifesti, scritto mail e inviato sms, volantinato, organizzato incontri, parlato con le persone per strada e  sul luogo di lavoro.

Grazie a tutte e tutti i  militanti della Federazione della Sinistra che una volta di più hanno testimoniato che è ancora possibile pensare  la politica come lotta per l’ideale e non come ricerca dell’interesse personale.

Grazie agli intellettuali  e agli artisti che hanno accettato di entrare nel listino regionale.  Grazie per aver messo a disposizione di un progetto, gratuitamente e giocandosi di persona, il loro nome e la loro notorietà. Si è trattato di un atto di coraggio, in tempi di “liste di proscrizione” sui mass media per chi osa disturbare il potere.

Non sono pentito di averci “messo la faccia”. Credo che fosse necessario offrire ai lombardi un’alternativa di Sinistra a Formigoni e a Penati. In molti erano sbalorditi dalla mia scelta di candidarmi solo alla presidenza della regione e non come capolista, rendendo così impossibile, in base alla legge elettorale lombarda, la mia elezione come consigliere regionale.

Ma io continuo a credere che la politica si faccia anche fuori dalle istituzioni. Quando faccio il medico di strada, a Milano o in Africa, io faccio politica. Per questo avevo scelto di non concorrere direttamente per avere io un posto in Consiglio Regionale; ho pensato che questa volta la mia responsabilità fosse un’altra.

Mettermi a disposizione per cercare di “tirare” e fare eleggere i candidati della Federazione, per avere in Consiglio regionale delle/i compagne/i  competenti e combattivi per difendere il diritto al lavoro, allo studio e alla salute, per denunciare gli affari dell’EXPO 2015……

Purtroppo anche dalle nostre parti a volte emergono personalismi, battaglie elettorali concentrate  sulla propria  elezione, guerre delle preferenze, con poca attenzione al progetto comune. Non possiamo più permettercelo.

Forse anche questa diffusa idea della politica spiega le nostre difficoltà

Un grande ringraziamento ai candidati nelle varie province lombarde per il faticoso lavoro che hanno fatto in questa campagna. Grazie per aver messo la propria persona a disposizione di tutti noi.

Adesso dobbiamo ragionare, tutte e tutti assieme, sulla nostra sconfitta.

Io mi impegno a non abbandonare la lotta e l’impegno sociale e civile, continuerò a lavorare per la costruzione di una Sinistra che sappia essere in sintonia con i bisogni di milioni di lavoratori e cittadini.

Dobbiamo riprendere il cammino dell’unità a sinistra, perché, se la società ha “bisogno di sinistra”, le nostre divisioni risultano incomprensibili.

Fuggiamo la depressione, arma dell’avversario; guardiamo in avanti, testimoniamo le nostre idee nella vita quotidiana, lavoriamo per una sinistra unita

Un abbraccio a tutte e tutti

Vittorio Agnoletto

Grazie

30 mar

Grazie a tutti voi, che vi siete dati da fare;  grazie a tutti coloro che mi hanno sostenuto con gratuità e fiducia. Grazie a chi ha cercato di portare in Lombardia un po’ più di speranza. Fuggiamo la depressione, arma dell’avversario; guardiamo in avanti, testimoniamo le nostre idee nella vita quotidiana, lavoriamo per una sinistra unita

Articolo da il manifesto – «Riunire la sinistra offrendo un’alternativa reale a Formigoni»

27 mar

Nonostante gli errori che, anche nella nostra regione, hanno segnato la vita della sinistra politica, si è riusciti, durante questa campagna elettorale, a ristabilire una connessione con chi soffre maggiormente gli effetti delle politiche liberiste.

In Lombardia è necessario un voto per costruire oggi un’opposizione intelligente e domani un governo di vera alternativa al formigonismo. Il programma di Penati, per dirla con le parole di Moni Ovadia, è infatti solo la fotocopia sbiadita di un originale, quello di Formigoni. Gli esempi sono molti: dall’Expo 2015, che per entrambi rappresenta una grande opportunità, mentre per noi rischia di diventare terra di conquista per la ‘ndrangheta e business speculativo, al tema immigrazione: mentre Formigoni è schiacciato dalla violenza xenofoba della Lega, Penati è colui che da presidente della provincia propose di multare gli islamici che pregavano col tappetino sui marciapiedi.

Il gran numero di politici arrestati o indagati dimostra come la gestione della Lombardia sia contrassegnata da idee e pratiche fondate sulla cultura dell’illegalità e dell’intolleranza, senza che da parte del Pd vi sia alcuna reale opposizione, anzi la pratica del consociativismo ha favorito l’attività dei poteri mafiosi.

Questa situazione ha convinto alcune delle principali personalità della tradizione democratica milanese ad appoggiare la mia candidatura: Dario Fo, Franca Rame, Moni Ovadia, Paolo Rossi, Milly Moratti, Giorgio Galli, Andrea Di Stefano e tanti altri con percorsi politici e culturali differenti. Con loro, e con tutti gli elettori, ho assunto un impegno solenne: invertire la tendenza degli ultimi anni, contraddistinta da divisioni e scissioni e fare di queste elezioni regionali il primo passo per riunificare tutto ciò che c’è a sinistra del Partito Democratico.

Per fare ciò occorre innanzitutto superare la soglia di sbarramento del 3 per cento – obiettivo alla nostra portata ma che necessita dello sforzo di tutti.

Una scelta astensionista, oggi, rischia di lasciare senza interlocuzione istituzionale chi è sopraffatto dal peso della crisi: sarebbe un comportamento snobistico e autolesionista; mi rivolgo anche agli elettori di SeL perché si sgancino dall’indecente alleanza  con Penati.

Oggi è necessario mandare al Pirellone un vera voce d’opposizione  su un programma che prevede: l’estensione della cassa integrazione, la tutela del popolo delle partite IVA,  l’istituzione di un “salario sociale”….; la difesa della sanità e della scuola pubblica appaltate da Formigoni alla compagnia delle Opere; l’istituzione di una Commissione regionale di vigilanza sugli appalti dell’Expò presieduta da un esponente di Libera; la difesa dei beni comuni, a partire dall’acqua pubblica e dall’aria che respiriamo,il rifiuto del nucleare…..

Ma da lunedì dobbiamo velocemente ricercare le strade di un percorso comune per costruire un unico polo a sinistra, autonomo culturalmente dal PD; è questa la richiesta che ogni giorno ci rivolge il vasto mondo della sinistra diffusa.

Vittorio Agnoletto

candidato presidente in regione Lombardia per la Federazione della Sinistra

Appello finale al voto: «Astenersi oggi è un lusso che nessuno a sinistra può permettersi»

26 mar

Mi rivolgo a tutti i democratici, a tutti coloro  il cui cuore batte a sinistra e che oggi si sentono ex militanti, ex simpatizzanti, delusi e sconsolati.

Condivido la vostra stessa rabbia: le divisioni e gli errori commessi ci hanno reso tutti più deboli e meno credibili.

Ma non è vero che tanto peggio andranno le elezioni e tanto più facile sarà ricostruire in futuro una sinistra: il “tanto peggio, tanto meglio” in politica non funziona.

Non sono in grado di fare miracoli e non è nel mio stile fare promesse demagogiche e irrealizzabili.

Quando ho accettato di candidarmi a Presidente per la regione Lombardia ho voluto assumermi un compito preciso: impegnarmi in campagna elettorale e nei prossimi mesi a ricostruire un unico polo di sinistra coinvolgendo tutta la sinistra diffusa presente nei territori.

Il listino e l’appello che mi sostiene hanno proprio questo significato: vi sono personalità indipendenti, tra le più prestigiose della cultura lombarda, che mettono a disposizione la loro credibilità per un progetto capace di riunire la sinistra.

Dario Fo, Franca Rame, Moni Ovadia, Margherita Hack, Paolo Rossi, Emilio Molinari, Milly Moratti, Giorgio Galli, Luca Mangoni detto supergiovane, Andrea Di Stefano e tanti altri con storie politiche e con percorsi culturali diversi fra loro, e talvolta differenti dai miei, hanno deciso di investire in questa scommessa.

Insieme a loro, io vi chiedo un voto per costruire oggi un’opposizione intelligente in Lombardia e domani  un’alternativa al formigonismo e un percorso unitario della sinistra.

Ho scelto come slogan della mia campagna “Vittorio non è uno di loro” e sullo sfondo i poster di Formigoni e di Penati; il significato è preciso: il nostro programma è diverso dal loro, noi siamo per l’acqua pubblica e contro il nucleare, siamo per la difesa del posto di lavoro e contro le speculazioni immobiliari e finanziarie, siamo per il trasporto pubblico, per i treni dei pendolari e contro l’Expo e contro le immense spese a favore dell’Alta Velocità, siamo per la difesa della sanità e della scuola pubblica contro l’enorme potere della Compagnia delle Opere.

Ma non è solo questo: siamo contro una politica che è solo far carriera, contro la logica dei favori agli amici degli amici, contro gli intrecci tra politica e malaffare, che sia la mafia o la corruzione di piccolo cabotaggio. Siamo contro una politica fatta di auto blu, fatta di stipendi troppo alti quando c’è chi fa fatica a sopravvivere, fatta di privilegi e di favori.

Anche questo ho cercato di testimoniare nella mia vita e nelle settimane di campagna elettorale. Sarete voi a dire se sono stato credibile.

Per queste ragioni vi chiedo di non astenervi, ma anche di non disperdere, di non sprecare il voto in un semplice atto di protesta, che certamente può procurare la soddisfazione personale di un momento, ma che non aiuta a cambiare la situazione.

L’astensione a sinistra oggi è un lusso che nessuno può permettersi; sarebbe un atto snobistico e autolesionista

Di fronte ad una crisi economica gravissima, per i lavoratori, per la povera gente, è importante poter avere un riferimento istituzionale; chi della Federazione della Sinistra sarà eletto non potrà risolvere tutto, ma sarà un importante strumento d’aiuto in mezzo all’ indifferenza dei potenti che oggi ci sorridono dalle migliaia di manifesti appesi nelle nostre città, ma che da lunedì volgeranno altrove il loro sguardo predatore.

Ps Vi chiedo anche di non votare scheda bianca, perché, come scrive perfino Sergio Romano sul Corriere del 25/3, è bene «evitare che qualcuno la riempia a modo suo: un “incidente” che accade purtroppo anche nelle migliori democrazie», e la nostra non è proprio la migliore!!